Sochi, volontari in libera uscita

Volontari a Sochi (Foto: Igor Zarembo / RIA Novosti)

Volontari a Sochi (Foto: Igor Zarembo / RIA Novosti)

Molto lavoro e impegni che riempiono l'agenda. Ma durante le Olimpiadi sono tante le occasioni di svago

I giorni di riposo sono una parte imprescindibile della vita di un volontario ai Giochi Olimpici, così come i turni di lavoro. Alcuni miei conoscenti hanno telefonato ai loro coordinatori e si sono messi a sbraitare: “Che me ne faccio di tutto questo tempo libero, non sono mica venuto quaggiù per rilassarmi…”. Tuttavia, più procedono i Giochi Olimpici più ti rendi conto della necessità di avere dei giorni di riposo e cominci persino a rimproverarti per aver calcolato di nascosto le ore in cui avrai la possibilità di non doverti alzare a una straziante ora antelucana o, al contrario, di non dover tornare in albergo alle tre di notte.

Mediamente ognuno di noi può contare su quattro giorni liberi durante tutto l’arco della durata dei Giochi. Chi più, chi meno: dipende dalle mansioni svolte dal singolo volontario. E inoltre, siamo organizzati in due o anche tre turni di lavoro al giorno. Considerato che il tragitto per arrivare al lavoro non è poi così breve (per raggiungere i luogi di lavoro i volontari impiegano in media due ore), il momento meno gradevole in assoluto della giornata sono i turni “di passaggio”: quello serale e quello mattutino. Perciò i tanto agognati momenti liberi diventano una vera salvezzaI modi per trascorrere il tempo libero sono vari e ciascuno sceglie quello che gli è più congeniale. Il modo più diffuso è sicuramente quello di trascorrere il proprio tempo libero dormendo. I fortunati che riescono a ristorarsi con un buon sonno di solito vanno a gironzolare per i quartieri di Sochi o a Krasnaya Polyana. Ma esistono anche altre interessanti varianti.

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

In uno dei villaggi dove risedono i volontari c’è un acquapark e molti volonari trascorrono là il proprio tempo libero. Sono moltissimi quelli che cercano di assistere alle gare. Dal momento che i biglietti più economici per la stragrande maggioranza delle discipline sportive sono già tutti esauriti, ricorrono a metodi alternativi di ricerca. Tutte le bacheche della nostra mensa sono piene di annunci di questo tenore: “Vendo biglietto per salto con gli sci femminile. Imperdibile”, oppure “Cerco urgentemente due biglietti per la gara di hockey” o persino “Aiutatemi a esaudire il mio sogno! Voglio vedere Bjorndalen, vendetemi un biglietto per il biathlon, vi scongiuro!”. Gli stessi annunci riempiono anche i social network dei gruppi di volontari.

Alcuni volontari non hanno voglia di darsi da fare per cercare i biglietti, ma desiderano comunque assistere alle gare in un ambiente piacevole. Una delle varianti più diffuse è quella di salire in montagna e raggiungere la piazza centrale dell’hotel Roza Khutor, a Krasnaya Polyana, dove è stato allestito un megaschermo. Lì l’atmosfera è davvero allegra: l’intera piazza scoppia a gridare quando i beniamini del pubblico commettono qualche errore al biathlon o applaude fragorosamente quando va in onda la diretta di una premiazione. C’è poi un altro modo davvero insolito per trascorrere il tempo libero ed è quello, per esempio, dei miei vicini di stanza che si dedicano al turismo gastronomico, andando a fare la spesa al mercato di Adler e rincasando carichi di sacchetti pieni di dolci del Mar Nero e di specialità della cucina locale.

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