Quegli alloggi a metà

Impianti sportivi a Sochi (Foto: DPA / Vostock Photo)

Impianti sportivi a Sochi (Foto: DPA / Vostock Photo)

Nel nuovo post della nostra volontaria a Sochi, si passano in rassegna le "questioni aperte" per gli ospiti appena arrivati nella capitale olimpica

Ovunque si parla degli alloggi. Poiché buona parte dei volontari vive nella stessa struttura dei giornalisti, posso affermare che ci sono, per usare un eufemismo, alcuni problemi. In molte stanze manca qualche mobile o oggetto di prima necessità, viceversa capita che la stanza sia talmente piena di mobili che non rimanga posto per la valigia.

La mancanza più grave è sicuramente l’assenza di tende. Se siete stati molto fortunati, allora avete il bastone per la tenda, e tutto ciò che vi serve è ottenere dall’amministratore del vostro corpus le stoffe. Dicono che qualcuno vi sia persino riuscito. Tuttavia la fortuna non sorride a tutti: ad esempio nella nostra stanza il bastone per la tenda manca, e questo problema non è di facile soluzione. Tuttavia i russi sono un popolo assai ingegnoso e, invece di stare con le mani in mano a lamentarsi sui social network, in molti hanno cominciato a cercare degli escamotage. Il più originale che io abbia visto finora è l’uso dell’ impermeabile come tenda, le cui dimensioni coprono giusto metà della finestra. Alcuni vanno oltre e appendono le bandiere russe. Non sono sicura che questo sia una barriera sufficiente per le luci dei lampioni, che per intensità non sono lontane dai proiettori, ma la soluzione è decisamente interessante.

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C’è ancora un altro problema diffuso: le serrature delle porte. Appena un po’ più di forza del necessario nell’aprire la porta e la serratura viene via dalla porta insieme alla chiave, la porta ciò nonostante rimane chiusa. La riparazione occupa non meno di due ore  e nelle hall dei corpus spesso si vedono individui dall’andatura triste andare avanti e indietro in attesa del proprio turno per la sostituzione della serratura. Le maniglie delle porte si contraddistinguono per due condizioni: precisamente metà della maniglie fa di tutto per restare nelle mani di chi stia tentando di aprirle, mentre l’altra metà si blocca fatalmente. Così si comportano le maniglie che dovrebbero introdurre nelle camere, per questo andare da una stanza ad un’altra può rivelarsi complicato. Può darsi che nelle stanze dei giornalisti la situazione con la rete elettrica sia leggermente migliore, in quanto non ci circolano molte lamentele a tal proposito, ma da quanto mi sembra nei corpus destinati ai volontari la situazione con l’elettricità non è affatto in ordine: che un piccolo bollitore elettrico da un litro impieghi in media quindici minuti per arrivare a ebollizione, è un chiaro segnale di malfunzionamento.

Anche la questione dei servizi sanitari è abbastanza problematica. In una delle stanze, che ho visto con i miei occhi, manca semplicemente la doccia: c’è la vasca da bagno, il rubinetto, c’è il foro per montare la doccia, ma quest’ultima manca. No so come gli inquilini di questa stanza contino di lavarsi per tre settimane curvandosi sotto il rubinetto, ma l’amministrazione non promette nulla. A parte della struttura alberghiera destinata ai volontari girano continuamente voci sul fatto che a qualcuno a volte manchi l’acqua calda. Tuttavia se questo succedesse anche a voi non bisogna intristirsi. C’è la possibilità che torni presto in tempi e modi assolutamente imprevedibili. Molti giornalisti si sono anche lamentati della qualità dell’acqua, non soltanto tramite Twitter. Io personalmente ho sentito una giornalista raccontare ad una collega del colore del liquido che viene fuori dai rubinetti trattenendo a stento le risate.

Tra i volontari tuttavia non si sentono lamentele di questo tipo, nel nostro “paesello” l’acqua ricorda almeno visivamente l’acqua. E  le varie anomalie come i buchi sul muro, il sistema di climatizzazione non collegato e le prese che non funzionano, non sono che piccoli dettagli con i quali si può convivere. Certo a fronte di tali problemi, l’accesso ad internet non dovrebbe essere considerato una questione di vitale importanza, almeno se si crede nella piramide di Maslow. Tuttavia il Wi-Fi locale è un’entità effimera. La sua presenza o assenza, così come la velocità di collegamento sembrano dipendere dalla posizione degli astri nel cielo. Nella mia stanza riesco a prenderlo solo in un punto:  così scrivo questo testo seduta nella vasca da bagno di ghisa.

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