Paese che vai… gusti che trovi

Mosca vista dal basso di un'italiana
Credit: Niyaz Karim

Sott’olio, in salamonia, nell’insalata. Il cetriolo in Russia è il re della cucina. Spunta fuori dagli hamburger, camuffato tra il pesce del sushi, sulla pizza e con la carne. Scacco matto. Chi, come me, non è abituato a questo sapore, deve arrendersi e accettarlo.

E io mai avrei detto che, con il passare del tempo, mi sarei felicemente convertita al sapore dei cetrioli: non solo ho imparato a utilizzarli in cucina, ma sono arrivata anche ad apprezzarne il gusto per me esotico. Tanto da spolverare in pochi minuti interi barattoli di cetriolini fatti in casa. Questo ortaggio, che sulla tavola della mia infanzia non ha mai trovato posto, oggi è entrato con prepotenza nella mia dieta. 


Insalata a base di cetrioli (Foto: Divya Shirodkar)

Paese che vai... gusti che trovi. La mia nuova passione per questo gusto tipicamente russo, però, svanisce nel momento in cui varco il confine: mi sono accorta che, tornando in Italia con un barattolo di cetrioli di dacia coltivati e messi sott’olio dalla nonna di un mio amico, tra il Lambrusco e il Parmigiano, alla mia bocca il loro gusto cambia radicalmente.

Non risultano più la prelibatezza che sono abituata a mangiare a casa dei miei amici russi, come zakuski che accompagnano la birra. Eppure sono sempre gli stessi. Croccanti e a tratti aspri.

Anche a dieci fusi orari di distanza, il loro sapore riesce a teletrasportarmi in Russia. Come le madeleine di memoria proustiana.

Per apprezzarlo del tutto, però, devono stare lì, affogati in un vasetto di vetro con il coperchio di latta, tra i piatti di salmone imburrato e le ampolline di vodka. In Italia, ahimè, non saranno mai gli stessi.

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