Nel gran Carnevale del Giorno della Città

Mosca vista dal basso di un'italiana
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

8 settembre 2013

Ricordate quando vi avevo parlato di quegli ultimi giorni di sole, all'inizio di settembre, che i russi chiamano "l'estate delle nonne"? In questo 2013 l’"estate" è tornata in tempo per permettere ai moscoviti di godersi in santa pace il compleanno della loro città, che ogni anno si celebra nel primo weekend di settembre. E ha permesso anche a me di godermi per la prima volta questo clima allegro di festa che mi ha fatto girare la testa come in un gran Carnevale.

Certo, dopo giorni di pioggia battente, è servito davvero un aiuto dal cielo, perché i festeggiamenti fossero all'altezza della bellezza di Mosca: l'aiuto, appunto, degli aerei militari, che, nelle occasioni speciali, vengono incaricati di scacciare le nuvole. Lì per lì non volevo credere alla loro efficacia, ma ho potuto constatare che il sistema funziona davvero!

Foto: Ricardo Marquina Montañana/Russia Oggi
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sul Compleanno di Mosca

Così, felice anch'io per il bel tempo ritrovato e per tutto quello che mi aspettava, la mia giornata di festa (la prima del Giorno della città) è iniziata a Gorky Park, insieme ad amici russi e italiani. Questo parco, che da noi è famoso per via dell'omonimo film degli anni Ottanta, è amatissimo dai moscoviti (ancor più dopo il recente restyling): quando entrano qui perdono la loro aria seria e riservata e si lanciano in balli scatenati, come già vi ho raccontato, accompagnati dalla musica degli altoparlanti e delle orchestre.

Sabato 7 settembre 2013, anche davanti agli ingressi del parco, sventolavano le bandiere gialle, verdi, arancio e blu che il Comune ha disseminato in tutto il centro, e che hanno dato una nota di colore perfino alla sinistra piazza Lubianka, dove una volta si trovava la sede del Kgb.

Foto: Ria Novosti

Spettacolo pirotecnico sulla collina di Poklonnaya, a Mosca, l'8 settembre 2013, messo in scena dagli artisti francesi di strada "Gruppo F" (Foto: Artem Zhitenev / Ria Novosti)

Dopo un giretto pomeridiano lungo la Vecchia Arbat, affollata più che mai da passanti, artisti di strada e venditori ambulanti, siamo arrivati alle porte della Piazza Rossa… trovandola chiusa! Nella piazza, infatti, doveva tenersi l’ultimo dei vari spettacoli di fuochi artificiali in programma, destinato alle autorità e ad altri cinquantamila fortunati sulle tribune.

Noi ce lo siamo goduto comunque, al termine di una buona cena, sul ponte Bolshoj Moskovoretskij, di fronte alle mura del Cremlino. Ma, poco prima di arrivare, quando la strada era già chiusa e il ponte pieno di gente su entrambi i lati, un cordone di polizia ci ha fatto segno di non proseguire sul marciapiede. Perché? Mistero. Fatto sta che è bastato aggirare la fila di poliziotti e proseguire sulla strada, dopodiché anche noi abbiamo potuto metterci indisturbati col naso all’insù, mentre i fuochi dipingevano arabeschi di luce sulle mura rosse della fortezza e sul profilo lontano delle cupole di San Basilio.

Mosca si ama anche con le sue stranezze, senza mai chiedersi il perchè delle cose. Perciò anch’io posso dire: Ya lyublyu Moskvu!

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