Diffidate del semaforo verde

Mosca vista dal basso di un'italiana
Credit: Niyaz Karim

12 agosto 2013
Così come le strade di Londra sono disseminate di indicazioni, "Look right", "Look left", per evitare che qualche pedone distratto finisca sotto un’auto dopo aver guardato nella direzione sbagliata, anche a Mosca bisognerebbe introdurre qualche cartello. Forse un po’ più minaccioso, per preservare la vita – o almeno i nervi – dei poveri pedoni. Io propongo un bel “ostorozhno”, attenzione! O qualcosa di più tagliente, come: “Pericolo di vita sulle strisce!”, o “Diffidate del semaforo verde”.

I russi al volante, infatti, si rivelano spesso un vero pericolo. Mi riferisco ovviamente al traffico smisurato di Mosca, dove i guidatori sfrecciano alla velocità della luce su strade che sembrano autostrade, infischiandosene del rosso ai semafori, cimentandosi con acrobatiche inversioni a U e, molte volte, facendo slalom tra i pedoni sulle strisce.

Il pesante traffico della capitale russa può rivelarsi un pericolo per i pedoni, spesso schivati dalle auto in corsa (Foto: Kommersant)

Anche quando scatta il verde di un attraversamento pedonale è bene guardare più di una volta in entrambe le direzioni per accertarsi che, da dietro la curva, non sbuchi qualche Schumacher sparato ai duecento all'ora; o che la vecchia zhigulì in avvicinamento abbia realmente l’intenzione di fermarsi, e cedere il passo.

In una sera di apparente poco traffico, presa dalla pigrizia, ho avuto la bella idea di attraversare un tratto del Koltso, l'anello che circonda Mosca, in superficie, senza utilizzare il sottopassaggio pedonale. Pessima idea: mi sentivo come un gattino imprudente, finito per eccesso di audacia in mezzo a quelle dieci corsie che dividono i lati della strada. Con il sudore in fronte, ho schivato le auto che arrivavano da tutte le parti. Rimproverando la mia pigrizia e la mia incoscienza.

Ma anche sulle strisce, c'è da avere paura: qualche giorno fa una marshrutka, con a bordo un autista evidentemente distratto, ha schivato per poco un'anziana signora, che attraversava la strada con il bastone in una mano, e un sacchetto delle spesa nell'altra.

Ho letto che molti russi, proprio per preservarsi dai tanti incidenti stradali, installano sul cruscotto della propria auto una videocamera, con la quale registrano le manovre compiute durante il tragitto: un modo per stabilire le dinamiche e il colpevole di un eventuale sinistro.

L’indole spericolata dei moscoviti al volante, poi, porta i poveri ciclisti a rifugiarsi con le loro bici sui marciapiedi, per evitare di essere investiti sulla carreggiata. 

Io stessa ho perso la cattiva abitudine – talvolta indicata all’estero come “italiana” – di attraversare la strada nonostante il semaforo rosso. Anche quando c’è il via libera guardo almeno un paio di volte, senza togliere gli occhi dalle auto coi finestrini neri che rombano, minacciose, al di là delle strisce pedonali. Almeno in questo, il traffico senza regole della capitale russa, mi ha dato una buona lezione: mai più attraversamenti spericolati sul filo del rosso. 

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