Internet contro le tesi di dottorato copiate

Stando alle statistiche, 22.438 persone hanno ottenuto il dottorato in Russia nel 2011 (Foto: Lori / Legion Media)

Stando alle statistiche, 22.438 persone hanno ottenuto il dottorato in Russia nel 2011 (Foto: Lori / Legion Media)

Si cercano soluzioni contro le falsificazioni dei lavori di ricerca, mentre il numero di chi ottiene il titolo accademico aumenta in Russia in maniera esponenziale

Un vice ministro russo dell’Istruzione è in possesso di un diploma superiore falsificato! Questa notizia che ha fatto scalpore, è stata resa nota da un blogger russo, e infine è approdata in parlamento, e alcuni deputati hanno chiesto alla polizia di avviare un’inchiesta in proposito.

Poco tempo dopo si è appurato che non c’erano ragioni per avviare un’inchiesta, in quanto il responsabile possedeva un diploma autentico di livello post-universitario. Il vice ministro accusato, Igor Feiukin, capo della commissione ministeriale incaricata di lottare contro la falsificazione delle tesi di dottorato, da parte sua, in un’intervista, ha dichiarato che lo scandalo era stato in ogni caso positivo per gli “imbroglioni del mondo scientifico” che l’anno scorso erano il bersaglio principale del Ministero. La storia del diploma ritenuto falso non è che uno dei moltissimi episodi della campagna contro la copiatura delle tesi di dottorato, i cui primi colpi sono stati scagliati da Internet.

Alla fine del 2012, i blogger russi hanno scoperto che Vladimir Burmatov, capo del comitato della Duma per l’Istruzione, aveva imbrogliato parecchie volte nello scrivere la sua tesi di dottorato. Il parlamentare si è dichiarato non colpevole, ma ha nondimeno rassegnato le dimissioni lasciando la sua poltrona nel comitato. In seguito è scoppiato un altro scandalo riguardante Andrei Andrianov, rettore della Scuola-collegio di Scienze fisico-matematiche per bambini superdotati presso l’Università Statale di Mosca. I blogger avevano scoperto tutta una serie di plagi nella sua tesi di storia. Anche Andrianov non ha ammesso la sua colpevolezza, ma si è dimesso dalla sua carica.

Del resto, pare proprio che gli scandali di questo tipo fossero inevitabili: il numero dei dottorati negli ultimi anni è aumentato in modo considerevole in Russia e ciò non può non dare adito a qualche dubbio.

Stando alle statistiche ufficiali, nel 2011 hanno conseguito il dottorato 22.438 studenti, una cifra superiore del 100 per cento a quella del 1995. L’aumento considerevole riguarda per lo più coloro che hanno preso un dottorato in Scienze umane, e principalmente in Scienze giuridiche, economiche e politiche. Quanto ai titolari del dottorato in Scienze fisico-matematiche, il loro numero è aumentato appena di 1,2 volte (passando da 1059 nel 1995 a 1233 nel 2011). Premesso ciò, più della metà dei membri del Senato (la camera alta) e circa il 50 per cento dei deputati della Duma sono titolari di un diploma di dottorato. La percentuale tra i governatori russi è anch’essa molto alta.

“Dall’epoca sovietica, il dottorato resta uno status symbol. Oggi essere in possesso di un dottorato equivale ad avere un lampeggiatore per l’automobile: alcuni governanti russi ricevono quelli blu che permettono di saltare le code che si incontrano nel traffico”, commenta Aleksandr Chepurenko, un esperto della Scuola di Alti Studi in Scienze economiche.

Tuttavia, tra Russia e Urss esiste una distinzione importante: in Unione Sovietica circa il 30 per cento delle tesi non era  accettato durante la discussione di dottorato. Oggi questa cifra si avvicina allo 0,3 per cento circa. Aveva un dottorato in Sociologia perfino il capo di una gang locale di Krasnodar, che aveva commesso una serie di atroci omicidi. La sua tesi verteva sullo “stile di vita e i valori degli abitanti dei villaggi”.

Università russe, il test d'ingresso
si fa dall'estero

Le autorità sono consapevoli del problema. “Purtroppo il plagio, come la falsificazione delle tesi di dottorato, è diventato molto frequente e questo potrebbe condurre a un decadimento della scienza nel Paese”, ha dichiarato in uno dei suoi discorsi il primo ministro russo Dmitri Medvedev. Il Ministero dell’Istruzione di recente ha presentato all’opinione pubblica le nuove misure destinate a contrastare il fenomeno della falsificazione delle tesi di dottorato.

Secondo il vice ministro dell’Istruzione Igor Fediukin, lo strumento principale di tale lotta sarà la pubblicazione delle tesi su Internet. In pratica, pochi mesi prima di discuterla, i candidati dovranno pubblicare le loro tesi sul sito della Commissione di certificazione superiore (istituzione governativa incaricata di esaminare le tesi e di prendere la decisione sull’assegnazione del dottorato). In questo modo chiunque potrà postare la propria opinione sul lavoro del candidato. Inoltre, le nuove misure prevedono sanzioni contro i relatori che accettano tesi copiate: ormai rischiano la loro stessa carriera.

Aleksandr Chepurenko pensa che tali provvedimenti siano corretti ma insufficienti. “Prima di tutto occorre eliminare il rapporto che lega dottorato e carriera scientifica. È indispensabile tener conto anche di altri fattori, per esempio le effettive qualifiche, i progetti e le pubblicazioni”, aggiunge l’esperto. Se il governo farà questo passo, il numero dei candidati secondo lui si ridurrà in modo considerevole.

Un’altra riforma utile potrebbe consistere nel conferire alle università più importanti del Paese il diritto di attribuire voti alle varie facoltà, continua Chepurenko. Al momento lo può fare soltanto la Commissione di certificazione superiore. C’è da tenere presente che non esistono istituzioni governative simili né negli Stati Uniti né nella maggior parte dei Paesi europei.

“Questo diritto deve essere accordato alle università federali e ai centri di ricerca. Al momento la situazione è tale che della qualità delle tesi non è responsabile nessuno. Se noi adotteremo un provvedimento di questo tipo, saranno le università a dover garantire un livello di tesi all’altezza della loro reputazione”, afferma Chepurenko.

La cosa essenziale, tuttavia, secondo l’esperto è “cambiare le regole del gioco” e far capire alla comunità accademica russa che gli scandali sulle tesi copiate causano danni irreparabili alla reputazione degli studiosi russi. “È impossibile perseguire questo obiettivo facendo soltanto ordine. Dovremo lavorare a lungo prima di ottenere i risultati sperati”, conclude.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta