Sindrome di Mosca

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

30 giugno 2013
Trascorrere un week end in Italia e pensare di non essere mai partita da Mosca. Direte, forse, che mi sto troppo russificando, ma mi è capitato davvero.

Ero a Bologna per una festa di laurea e con gran sorpresa mi sono ritrovata davanti agli stessi cancelli che proteggono le porte d'ingresso degli appartamenti moscoviti.

Sì, effettivamente erano molti anni che mancavo dalla città delle torri, ma non avrei mai creduto dopo tanto tempo a Mosca di arrivare a stupirmi di cose che vedevo in Italia.

Mazzi di chiavi sempre più pesanti per aprire le porte e i cancelli interni che proteggono le abitazioni moscovite (Foto: Lori / Legion Media)

Sia la porta di casa della festeggiata che dell'amica che mi ospitava (e tutte le porte di ogni piano), in due condomini diversi del centro di Bologna, erano protette da quei cancelletti che fino ad ora avevo visto solo nei superpalazzi moscoviti. Nel primo caso pesanti sbarre di ferro proteggono un unico portone; nel secondo, invece, un unico cancello può proteggere da indesiderate intrusioni più di un portone in uno stesso pianerottolo.

"Troppe case sono state visitate dai ladri", mi ricorda la neo-dottoressa chiudendo a due mandate dietro di sé quel cancelletto che protegge i suoi libri universitari. E a Mosca? Qual è il motivo per il quale non basta chiudersi una porta blindata alle spalle?

Le inferriate, mi avevano spiegato alcune amiche in passato, in Russia servono per proteggere le abitazioni da ubriachi e senzatetto. “Soprattutto in inverno, con il freddo, capita che qualche homeless cerchi riparo negli androni dei palazzi”, mi avevano detto. Per evitare visite indesiderate, quindi, anche i moscoviti si attrezzano di un doppio ingresso. E di mazzi di chiavi pesantissimi per aprire le quattro o cinque serrature che separano l’abitazione dal resto dell’edificio.

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