La normativa sui lavoratori stranieri in Russia

La normativa di diritto del lavoro russa è piuttosto rigida (Foto: Reuters)

La normativa di diritto del lavoro russa è piuttosto rigida (Foto: Reuters)

Analisi del testo fondamentale, entrato in vigore nel febbraio 2002: affinità e differenze con l'Occidente. E occhio al visto

La disciplina dei rapporti di lavoro è di per sé una materia delicata in qualsiasi Paese ci si trovi a operare, ma questo vale in particolare per i lavoratori stranieri che decidono di trasferirsi in Russia.

La normativa di diritto del lavoro russa è piuttosto rigida e, come quella italiana, basata su un elevato livello di protezione del lavoratore. A ciò si aggiunge il formalismo. La legge infatti impone l’osservanza scrupolosa delle norme e delle procedure che regolano i rapporti di lavoro.

Il testo fondamentale in materia è il Codice del lavoro, entrato in vigore nel febbraio 2002. Ispirato al principio del liberalismo, segna una svolta rispetto al sistema creatosi sotto la presidenza di Eltsin, legato a schemi di origine sovietica e segnato dalla nascita di un mercato del lavoro illegale.

Foto dall'archivio personale
L'avvocato Armando Ambrosio
(Foto dall'archivio personale) 

Un ruolo fondamentale nell’ambito dei rapporti di lavoro spetta al contratto individuale, che deve essere concluso in forma scritta e può essere a tempo determinato o indeterminato. La contrattazione collettiva, invece, anche se ampiamente disciplinata nel Codice del lavoro, ha trovato sinora scarsa attuazione nella pratica, salvo in alcuni settori particolari.

Tra i vari tipi di contratto occorre segnalare, in particolare, la disciplina del lavoro a termine, che è ammesso, per una durata non superiore a cinque anni, in una serie di casi stabiliti dalla legge, e il contratto di apprendistato, i cui aspetti formali e di contenuto sono regolati dal Codice. Il lavoratore straniero deve procurarsi innanzitutto un visto di lavoro, che viene concesso nell’ambito delle quote annue stabilite dal Governo, salvo che non rientri nella categoria degli specialisti altamente qualificati, nel qual caso è esentato dal sistema delle quote e la procedura per il rilascio è assai più snella. Inoltre, i lavoratori stranieri, salvo rare eccezioni, devono ottenere il permesso di lavoro prima di poter iniziare a lavorare in Russia e la responsabilità in caso di mancato ottenimento ricade sul datore di lavoro e sul dipendente stesso.

Nel 2013 il Codice del lavoro è stato integrato con le norme che regolano i rapporti di lavoro da remoto, ossia con quei dipendenti che svolgono la propria attività fuori dalla sede aziendale e comunicano con il datore di lavoro tramite le reti di telecomunicazione (incluso Internet). In definitiva, anche se il lavoro russo è sostanzialmente in linea con quello dei Paesi occidentali, in esso permangono alcune specificità, che il lavoratore deve imparare a conoscere per evitare sorprese.

L'autore è responsabile del desk Russia dello studio De Berti-Jacchia
L'intervento è stato pubblicato nell'edizione cartacea di "Russia Oggi" del 27 giugno 2013 

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