Sautin, il re del trampolino che ha ceduto lo scettro alla Cagnotto

Agli ultimi Europei di tuffi in Germania, la campionessa italiana ha superato il record di medaglie che apparteneva al tuffatore russo

Un agguato alla fermata degli autobus, a 17 anni. Quattro coltellate all’addome, tanto sangue lasciato per strada. E una carriera, una straordinaria carriera dal trampolino che era in pericolo. Dmitri Sautin, il re dei tuffi, come un altro asso dello sport prima sovietico, poi russo, Aleksandr Popov.

Ori, record mondiali a rischio per episodi di violenza subiti in fortuite circostanze. Si temeva che Sautin non potesse tornare a rimettersi in piedi. Dopo due mesi in ospedale, il ritorno all’attività agonistica, agli amati tuffi. E il bronzo nella piattaforma da dieci metri, ai Giochi Olimpici di Barcellona 1992.

Sautin, conosciuto come lo zar delle immersioni, sino a poco fa era l’atleta più medagliato a livello europeo. Diciotto, alla pari del tedesco Patrick Hausding. Il sorpasso è avvenuto per opera dell’italiana Tania Cagnotto, che in coppia con Francesca Dallapè, conquistava la medaglia d’oro nei tre metri sincro agli Europei di Rostock, in Germania.

La perdita del primato nulla toglie alla fantastica storia sportiva di Sautin. Un talento naturale, iniziato alla disciplina ad appena sette anni da un’insegnante di educazione fisica, mentre l’anno successivo entrava nella squadra nazionale dell’Urss. La sua ferrea disciplina gli ha consentito di raggiungere grandi risultati, nonostante lo shock dell’aggressione, i ripetuti ostacoli fisici, tra polso e schiena.

Specie alle Olimpiadi, dove ha raccolto otto medaglie (due ori, altrettanti argenti, quattro bronzi). Ad Atlanta 1996 il fenomeno russo si presentava con il polso sinistro infortunato. Altri atleti non avrebbero gareggiato. Lui finiva quinto nella gara dal trampolino dei tre metri, con immediata reazione nella piattaforma dai dieci metri. E solo a fine competizione ammetteva la sua menomazione fisica, operandosi all’arto.

Sautin, nell’Olimpo dei fenomeni che hanno reso più popolare questa specialità, assieme allo statunitense Greg Louganis. L’anno di gloria del tuffatore russo è il 2000. Oro dal trampolino dei tre metri, dalla piattaforma di dieci metri, dal sincro dei dieci metri, argento nel sincro dei tre metri ai Mondiali di Helsinki. Ancora meglio ai Giochi di Sidney, con la medaglia più pregiata nel sincro dieci metri, argento nel sincro tre metri, bronzo nel trampolino tre metri e nella piattaforma dieci metri.

L’ultimo successo, tre anni fa, agli Europei di Budapest: bronzo nel sincro tre metri. 

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