Alenichev, il flop della Roma, che risorse con Mourinho

L'ex calciatore russo Dmitri Alenichev (Foto: Ria Novosti)

L'ex calciatore russo Dmitri Alenichev (Foto: Ria Novosti)

Il calciatore russo, dopo la parentesi italiana poco fortunata, incantò al Porto dello Special One. Oggi allena la Nazionale Under 18

Due reti che ribaltano una carriera. Da possibile bidone del calcio a protagonista assoluto, prima in Europa League e l’anno successivo in Champions League. Pochi attimi di gloria e si riscrive la storia.

Quindici anni fa, nella prima Roma di Zdenek Zeman, arrivava dallo Spartak Mosca Dmitri Alenichev, eletto miglior calciatore del suo campionato nella stagione precedente. Talento incostante, il centrocampista offensivo si rivedeva in Gianfranco Zola e sognava l’Italia.

“Voglio comprarmi una Ferrari, anche di seconda mano”. Purtroppo per lui, la Roma di Zeman con il suo 4-3-3 era un fuoriserie che correva troppo. Tagli, gioco in verticale, raddoppi, sovrapposizioni. Per i centrocampisti, un lavoraccio. E il talento del russo si disperdeva.

Appena due reti in una ventina di partite in campionato, una tripletta in Coppa Uefa contro il Vitoria Setubal; nella stagione successiva, dopo qualche gara, la Roma lo spediva al Perugia del controverso presidente Luciano Gaucci. Anche in Umbria, poche soddisfazioni.

Per Alenichev, il fallimento, vissuto in Italia da altri calciatori russi, anche più forti di lui, vittime della difficoltà del calcio italiano. Sasha Zavarov alla Juventus, Igor Dobrovolski al Genoa. L’anno successivo addio alla Serie A per finire in Portogallo, al Porto.

E dopo due anni in chiaroscuro, ecco l’uomo della Provvidenza sulla panchina lusitana: José Mourinho. Lo Special One trasformava la squadra per sfruttare le potenzialità di Alenichev e del brasiliano Deco. Mou veniva ripagato con i fatti, soprattutto dal russo.

Rete nella finale di Coppa Uefa 2002/2003 contro il Celtic. Dodici mesi dopo, altra rete storica, stavolta nell’atto conclusivo della Champions League, contro il Monaco. Alenichev, l’anatroccolo scartato dalla Roma, diventava il quarto calciatore nella storia a segnare in finale in due competizioni diverse. Gli altri erano fenomeni: Ronaldo, Steven Gerrard, Ronald Koeman.

Dopo i successi portoghesi, Alenichev tornava allo Spartak, che tifava da bambino. Chiusa la carriera agonistica anche per contrasti con tecnico e dirigenza, come tanti campioni russi entrava in politica, nelle fila di Russia Unita. E il 14 giugno 2007 veniva eletto rappresentante dell’oblast di Omsk all’interno del consiglio federale del Cremlino, eletto deputato a Pskov.

È stato anche nominato consigliere per lo sport da Boris Gryzlov, presidente della Duma. Tre anni dopo, ancora calcio, alla guida della Nazionale russa Under 18.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta