“Gli investitori sanno bene cosa succede in Russia”

Andrei Kurilin, direttore di Citibank in Russia (Foto: Ufficio Stampa)

Andrei Kurilin, direttore di Citibank in Russia (Foto: Ufficio Stampa)

Andrei Kurilin, direttore di Citibank in Russia, ha spiegato a “Russia Oggi” come la classe media del Paese stia diventando cruciale per il settore bancario e cosa occorra a Mosca per trasformarsi un polo finanziario internazionale

Andrei Kurilin, direttore di Citibank in Russia, rivela a Russia Oggi come la classe media del Paese stia diventando cruciale per il settore bancario e cosa occorra a Mosca per trasformarsi un polo finanziario internazionale.

Che parte svolge la Russia nelle attività di Citibank?
Stando ai risultati e in quanto a potenziale la Russia rientra nel gruppo dei mercati prioritari di Citi. Nel 2012 le entrate della società a ristretta base azionaria Citibank hanno superato il miliardo di dollari, con profitti che raggiungono i 300 milioni di dollari. Il volume d’affari complessivo di Citigroup Inc. – siamo presenti in più di 100 Paesi – ammonta a circa 70 miliardi di dollari. Siamo testimoni di un momento eccezionale nella storia delle eurobbligazioni russe, circa un terzo dell’intero giro d’affari del Ceemea (Europa Orientale, Africa e Medio Oriente) fa capo alla Federazione.

Che cosa provoca un tale attivismo nel mercato degli eurobond?
In primo luogo, la buona domanda di titoli di aziende russe da parte di investitori internazionali; secondariamente i tassi più che mai interessanti, in grado di stimolare gli emittenti a piazzare nuove obbligazioni che sostituiscano le emissioni più vecchie e costose, e infine l’immissione sui mercati mondiali di una consistente liquidità a seguito del cosiddetto “alleggerimento quantitativo”.

Qual è il Suo giudizio in merito allo stato del sistema bancario russo?
Nel complesso il settore bancario in Russia deve sentirsi piuttosto bene: gli attivi, la capitalizzazione e gli utili di molte banche continuano a crescere. Anche le riserve a dire il vero sono un po’ aumentate, ma è evidente che le inadempienze per ora si trovano ai livelli previsti: in media il ritardo non supera il 5 per cento in ogni settore. Il sistema bancario russo è in un processo di formazione e molti sperano che il ruolo delle banche nell’economia del Paese, in particolare per esempio nei finanziamenti a lungo termine, aumenti in modo graduale.

Secondo Lei qual è l’equilibrio ottimale tra le attività riservate alle persone fisiche e quelle con aziende e multinazionali?
Abbiamo lanciato il servizio per i singoli quasi dieci anni dopo esserci occupati delle persone giuridiche, tuttavia già più di un terzo dei ricavi di Citi in Russia arriva proprio da lì. Questo segmento continua a crescere speditamente, in fondo in Russia esiste una forte richiesta di servizi bancari e prodotti di livello mondiale, specialmente tra i rappresentanti della classe media e i clienti più benestanti. Non stiamo puntando a una proporzione particolare tra le entrate delle persone fisiche e quelle giuridiche, ma riteniamo che si debba evitare un’eccessiva dipendenza da una singola tipologia di affari. Infatti per quel che riguarda le imprese prestiamo i nostri servizi tanto alle filiali russe delle multinazionali leader nel mondo con brand commerciali ben noti ai nostri connazionali, quanto alle grandi imprese russe del settore estrattivo, delle telecomunicazioni, delle finanze e altri. Curiamo la maggior parte dei nostri clienti in tutto il mondo.

Come giudica la nomina di Elvira Nabiullina in qualità di direttore della Banca Centrale? Si aspetta dei cambiamenti?
Il nuovo dirigente della Banca Centrale gode di una considerevole autorità nel mercato. La comunità delle banche russe ha accolto positivamente la nomina. Tutti confidano nel fatto che le regole del gioco continuino a essere prevedibili.

Il governo russo sogna di trasformare Mosca in un polo finanziario internazionale. Ci riuscirà?
Mosca è già diventata un centro finanziario regionale, a giudicare dalle dimensioni e dalla qualità delle attività economiche. Perché la città diventi un polo finanziario mondiale c’è molto da fare in varie direzioni e deve anche passare del tempo. È necessario che la base legislativa, la pratica giudiziaria e le richieste fiscali e di controllo siano orientate al sostegno e allo sviluppo dell’imprenditorialità e tengano conto dell’esperienza avanzata degli altri Paesi.

Alla fine di giugno a San Pietroburgo si terrà il 17mo Forum Economico Internazionale. Quali questioni ha intenzione di sollevare durante il Forum?
Il Forum economico internazionale di San Pietroburgo è uno dei più importanti Forum al mondo e uno dei più attesi eventi in Russia in campo economico. Il Forum dà la possibilità di incontrare, in un breve lasso di tempo, un vasto numero di partner di rilievo e di discutere un’ampia gamma di questioni, per questo molti dirigenti di aziende straniere programmano al suo interno degli incontri, firmano contratti. L’anno scorso per esempio abbiamo siglato un accordo con l’importantissima compagnia di navigazione russa Sovkomflot per un credito di 140 milioni di dollari. Per quattro anni Citi è stata rappresentata dal Direttore generale. Negli ultimi anni si trattava di Vikram Pandit, quest’anno invece la delegazione sarà capeggiata dal nuovo Direttore generale, Michael Corbat, che segnatamente interverrà al Forum riguardo alla ristrutturazione del settore finanziario globale.

La crescita dell’attivismo sociale di protesta in Russia e la reazione dello Stato quanto incidono sull’immagine del Paese e sull’interesse degli investor occidentali?
Gli investitori internazionali rischiano i loro stessi soldi e quelli dei loro clienti e in forza di questo capiscono piuttosto bene quel che sta succedendo nel Paese. Penso che il fatto che ci siano degli interventi pubblici o diversi punti di vista sia percepito come una cosa normale. Gli investitori analizzano un complesso di indici che vanno a costituire il loro parere per quanto riguarda la capacità attrattiva del mercato e il clima degli affari. Ci sono evidentemente gli elementi per desiderare condizioni più ottimali per la gestione degli affari, sia in Russia sia in altri mercati in via di sviluppo.

Andrei Kurilin è il direttore esecutivo di Citibank in Russia, presidente del consiglio direttivo. Ha iniziato la sua carriera nella banca nel 1996 in qualità di specialista, dal 2003 al 2006 ha gestito le attività nel segmento delle grandi imprese in Kazakhstan e nel biennio 2006-2008 ha lavorato nella sede principale di Citi a New York. Dal 2008 cura il risk management di Citi in Russia, Kazakhstan e Ucraina

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