Vladislav Tretyak, un mito dell'hockey mondiale

Vladislav Tretyak (Foto: Itar-Tass)

Vladislav Tretyak (Foto: Itar-Tass)

Storia del pluripremiato portierone dell’Urss, la nazionale che dominava nella disciplina negli anni '70

Cento reti in un torneo. Una leggenda ancora viva, quarant’anni dopo, mentre è in corso il Mondiale di Hockey su ghiaccio 2013, in Svezia e Finlandia. E la Russia ha vinto le prime tre gare del girone eliminatorio (sconfitta solo dalla Francia). Messe in fila senza ostacoli Lettonia, Germania e Stati Uniti, assieme ai canadesi, gli avversari di sempre sui campi in ghiaccio.

E se campioni come Ilya Kovalchuk, Andrei Loktionov (New Jersey Devils) e il portiere Semyon Varlamov (Colorado Avalanche), sono i favoriti al bis nel successo mondiale, i loro predecessori sovietici, che avevano dominato gli anni Sessanta, vincevano il titolo nel 1973, segnando cento gol nella competizione, conquistando l’attenzione e il rispetto dei professionisti canadesi.

In Europa, invece, c’era solo un ostacolo, la Cecoslovacchia, iridata nel 1972, 1976, 1977. Per una rivalità sportiva ma soprattutto politica. Tra i fuoriclasse dell’Armata sovietica, il portiere Vladislav Tretyak. Titolare dal 1969 (a 16 anni) nel Cska Mosca, due anni dopo esordiva in Nazionale (sino ai Giochi invernali di Sarajevo 1984) rivoluzionando il ruolo del portiere nell’hockey.

C’era lui in porta anche nel 1972, quando l’Urss otteneva “la patente” di nobiltà dal Canada, alla Summit Series. Una serie di otto partite in cui i dilettanti sovietici sfidavano per la prima volta i professionisti canadesi che venivano dalla National Hockey League. L’Urss perse la serie (quattro successi canadesi, tre sovietici, un pareggio) solo per una rete a 34 secondi dal termine di gara otto di Paul Handerson.

Da quel torneo, il ventenne Tretyak divenne uno dei miti dell’hockey russo e mondiale. Tanto da essere introdotto alla Hockey Hall of Fame di Toronto (da non confondersi con la International Hockey Hall of Fame) nel 1989.

Un tempio, quello canadese, esclusivo dei fuoriclasse della National Hockey League. Ma proibito a Tretyak, che era stato richiesto con insistenza dai Montreal Canadiens. Nulla da fare, il governo sovietico non approvava il salto di un campione sovietico nello sport occidentale, in piena Guerra Fredda. Con il portiere che fu addirittura costretto a smentire il suo interesse di misurarsi nella Nhl con statunitensi e canadesi.

Per il portierone dell’Urss una bacheca da sogno: per 14 volte consecutive eletto All-Star del campionato nazionale, cinque miglior giocatore sovietico; tre volte ha ricevuto il Golden Hockey Stick come miglior giocatore europeo. E oltre i premi personali ricevuti in tutte le competizioni internazionali; nel 1978 fu decorato dal governo con l'Ordine di Lenin.

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