Se burocrazia e fisco frenano le esportazioni

Vittorio Torrembini, presidente di Confindustria Russia - Gim Unimpresa (Foto: Ufficio stampa)

Vittorio Torrembini, presidente di Confindustria Russia - Gim Unimpresa (Foto: Ufficio stampa)

Le difficoltà che incontrano le piccole e medie imprese italiane che puntano al mercato russo e le soluzioni per superarle

Le relazioni commerciali tra Italia e Russia sono in continua crescita. L’economia della Federazione, nonostante la flessione imposta dalla crisi finanziaria, è in pieno sviluppo e questo comporta un certa solidità nella domanda di prodotti e servizi di ogni genere.

L’Italia, che è uno dei principali partner commerciali europei, copre una vasto settore di questa domanda con prodotti alimentari, moda, arredamento, prodotti industriali, bancari e molti altri. La crescita delle nostre esportazioni è quindi dovuta alla crescita della domanda in Russia.

Se andiamo, però, a vedere la crescita e l’intensificazione delle relazioni commerciali di altri Paesi europei, notiamo che il loro incremento è maggiore del nostro. La crescita di Germania e Olanda, ad esempio, è dovuta a una loro miglior performance economica generale nell’anno passato. Per altri Paesi come la Francia è dovuta soprattutto dal fatto che fino a poco tempo fa erano sottorappresentati in questo mercato.

L’imporsi di questi nuovi attori comporta maggior concorrenza per i nostri prodotti. Le nostre rappresentanze commerciali e diplomatiche stanno lavorando su alcune soluzioni che potrebbero contribuire a un rilancio dei nostri prodotti, facilitandone l’ingresso e la distribuzione. La costruzione di un hub logistico italiano, a esempio, dovrebbe favorire la semplificazione del sistema di trasporti per le nostre merci e il disbrigo delle procedure doganali.

Questo progetto vede il Gim in prima linea sin dalla sua ideazione. Per facilitare ulteriormente l’ingresso delle nostre merci stiamo lavorando assieme all’ambasciata italiana per la realizzazione del “corridoio verde” che dovrebbe eliminare le problematiche in materia doganale nella Federazione Russa. Se è vero che queste innovazioni possono ridare forza al nostro export, è anche vero che soffriamo di un problema di non competitività come sistema Paese, ed è li che bisogna davvero dare un segno di riscatto.

Le nostre imprese scontano complicazioni burocratiche e fiscali, che limitano la nostra competitività internazionale. Se l’Italia affronterà questo momento difficile effettuando le riforme di cui le nostre imprese hanno bisogno per rilanciarsi l’impatto sulle nostre relazioni commerciali, in Russia come altrove, sarà positivo e immediato.

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L'intervento è stato pubblicato sul numero cartaceo di "Russia Oggi" del 28 febbraio 2013

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