Pagine da fotografare

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

8 marzo 2013
Quanto tempo perso, nella mia Milano, alla ricerca di una fotocopiatrice funzionante. Su e giù per i corridoi dell’università, rimbalzata dai vari cartelli appesi alle macchinette - posticci e scritti a mano - con l’avviso “non funzionante”. Quanti soldi spesi – prima che entrasse in vigore la legge che vieta la riproduzione totale di un libro – in fotocopie.

Fotocopie, fotocopie e ancora fotocopie. Gli studenti, diciamolo, vivono buona parte della loro carriera universitaria sommersi da fogli volanti. Fotocopie di appunti, manuali e dispense, si sono sempre accumulati con disordine sulla mia scrivania, formando mucchi di carta scompigliati.

Filologia qui, letteratura lì. Come ci sono finiti gli appunti di linguistica in mezzo ai fogli di storia? Ho passato ore a riordinare, catalogare, imbustare intere pile di A4. Senza contare le code alle fotocopiatrici, in attesa di trovarne una libera, per poi scoprire di aver finito proprio in quello stesso giorno il numero di fotocopie a disposizione nella mia scheda prepagata.

Gli studenti a Mosca, invece di fotocopiare gli appunti, li fotografano direttamente, conservandone poi una copia nel pc o nell'e-book (Foto: PhotoXpress)

In Russia invece è tutta un’altra musica. Non potete capire il mio stupore nel vedere in aula studio ragazzi armati di libri e… macchina fotografica! Gli studenti russi, infatti, nella loro immensa creatività, hanno lanciato una nuova tendenza: fotografare i libri, anziché fotocopiarli. Un risparmio di tempo, carta e denaro, per riprodurre le pagine sulle quali studiare.

Più di qualche volta, entrando nelle aule studio dell’università di Mosca, ho visto matricole inquadrare manuali di critica e interpretazione su Lev Nikolaevich Tolstoj. Mettere a fuoco, togliere e rimettere il flash. E poi scattare. Così via, pagina dopo pagina.

Se una foto veniva mossa, la si rifaceva. Per trasferire infine tutte le foto sul pc, e studiare da lì, complici anche i dispositivi elettronici, come gli e-book, che tanto vanno di moda a Mosca.

Niente code, niente fotocopie, niente monetine e schede prepagate. Per studiare, a Mosca, basta un click. E la fotocopia è fatta. 

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