Salenko, dopo il pokerissimo mondiale il nulla

In primo piano il calciatore Oleg Salenko (Foto: Ria Novosti)

In primo piano il calciatore Oleg Salenko (Foto: Ria Novosti)

Il calciatore russo strabiliò a Usa '94, segnando 5 reti in una gara con la maglia della Nazionale, record imbattuto. Ma dopo quella gloria, l'immediato oblio; fino alla ricomparsa di oggi

Una caduta clamorosa, in una trasmissione televisiva russa. Svenuto mentre discuteva di calcio. Così è tornato alla ribalta Oleg Salenko, attaccante della Russia nei primi anni Novanta. L’unico calciatore nella storia dei Mondiali ad aver realizzato cinque reti nella stessa partita. E a tornare nell’anonimato pochi mesi dopo.

Salenko, capocannoniere mondiale, come Totò Schillaci, Gary Lineker, Stoichkov, Davor Suker, Ronaldo o Klose, (le punte che si sono aggiudicate la classifica marcatori nelle successive Coppe del Mondo) nella Russia post ricostruzione. Lontana anni luce dall’Urss del colonnello Lobanovsky, che pochi anni prima aveva strabiliato (finale persa con l’Olanda) agli Europei di Germania 1988.

Cinque reti in una gara, exploit pazzesco, cui non si è mai avvicinato neppure Diego Armando Maradona, che vinse quasi da solo il titolo a Messico 1986, o Pelè, più volte campione con il leggendario Brasile. Ai Mondiali americani Salenko era un carneade. Una seconda scelta. Nonostante cinque anni prima con l’Urss era stato capocannoniere – cinque reti – al Mondiale Under 20 in Arabia Saudita.

Le punte titolari della Russia erano Yuran del Benfica e Radchenko del Racing Santander. Anche Salenko giocava in Spagna, al Logrones. Tanti gol, poca considerazione dal ct Sadyrin. Forse perché prima della casacca russa aveva indossato quella ucraina.

La prima rete nel torneo americano arrivava contro la Svezia, su rigore. La Russia perse. Già sconfitta dal Brasile nella gara d’esordio, era fuori aritmeticamente dal Mondiale. Solo una formalità l’ultima partita contro il Camerun nella fornace di San Francisco, il 28 giugno 1994. Gli africani avevano un piede fuori dalla competizione.

E in quella gara si consumavano due record, ancora imbattuti. Per il Camerun andava in rete il mito Roger Milla, icona di Italia ’90, a 42 anni, un mese e otto giorni. Il più anziano a far gol in una gara di Coppa del Mondo. Poi Salenko si prendeva il proscenio. Cinque reti in fila per il 6-1 finale per i russi.

Con sei reti in tre gare raggiungeva la media di due gol a partita, tuttora ineguagliata ai Mondiali. Capocannoniere come Hristo Stoichkov, l’artista bulgaro del Barcellona, che portava la sua squadra ai piedi del podio, superata solo dall’Italia in semifinale. Un attore protagonista, come Roberto Baggio o Romario.

Stella sconosciuta che poi diventava meteora. Acquistato dal Valencia, Salenko segnava sette reti in un’intera stagione. Pochi mesi prima ne faceva cinque in 90 minuti. Poi, anonimato in Scozia (Rangers Glasgow), Turchia, di nuovo Spagna, Polonia. Salenko, un recordman ospite tra le leggende mondiali.

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