Gli scacchi diventano materia scolastica

Garry Kasparov durante una gara di scacchi (Foto: Vladímir Viatkin/RIA Novosti)

Garry Kasparov durante una gara di scacchi (Foto: Vladímir Viatkin/RIA Novosti)

Non solo su videogiochi e Internet: Garry Kasparov sale in cattedra e porta il suo sport tra i piccoli studenti europei, italiani compresi

Una scacchiera per allenare l’intelletto degli studenti europei. Stimolarne l’apprendimento. Con re, alfieri, torri che danno scacco matto alle differenze sociali. Garry Kasparov è uno dei più grandi campioni di scacchi di tutti i tempi.

Campione del mondo nell’Urss dal 1985 al 1991 e da allora sino al 2000 per la Russia. Il fuoriclasse che nel 1997 appassionava il mondo sfidando un computer, il Deep Blue dell’Ibm, vincendolo, per poi perdere la rivincita.

Per lui, anche un videogioco per Playstation, “Virtual Kasparov”, con l’indicazione di tutti trucchi più importanti per superare l’avversario. Dal joystick ai banchi, da circa un anno Kasparov si è impegnato in un programma europeo, “Chess in School” per portare l’insegnamento degli scacchi nelle scuole pubbliche. Un progetto realizzato dalla fondazione scacchi che porta il suo nome e dalla federazione europea scacchi. E poi battezzato nel marzo 2012 dal Parlamento europeo per l’introduzione nei sistemi scolastici nazionali.

Partendo dai risultati dell’utilizzo della scacchiera per il processo evolutivo dei ragazzi negli Stati Uniti (il rendimento delle classi americane in cui è stato inserito l’insegnamento degli scacchi era superiore rispetto a quelle che non aderivano al progetto), Kasparov sostiene che il suo sport non fa differenze di religione, razza, reddito, ceto sociale.

Negli ultimi giorni, il mito degli scacchi è stato in Georgia. Nel Paese caucasico, una delle realtà in cui è più forte l’influenza di computer e Internet, è stato predisposto un piano sperimentale da avviare in cento istituti scolastici pubblici. Un programma tradotto in lingua georgiana e già inserito nel percorso curriculare degli studenti.

Li aiuta nel percorso scolastico - racconta Kasparov – e ha un grande impatto sociale, integrando ragazzi provenienti da ceti diversi. Inoltre, cosa molto importante in un momento di crisi, è un gioco economico”.

E prima del tour georgiano, Kasparov era stato in Germania, Slovenia, Estonia. Con la speranza di ottenere un sostegno forte dell’Unione Europea per portare gli scacchi nelle aule scolastiche dei 27 Paesi membri. Italia inclusa.

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