I ragazzi del muretto restano in piedi

Mosca vista dal basso di un'italiana
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

3 febbraio 2013
I ragazzi del muretto, (e anche io sono stata una di loro, con la mia compagnia adolescenziale), a Mosca non potrebbero esistere, o meglio resistere. Certamente non d'inverno, ma neanche d'estate. E vi spiego perché.

Stavolta il mio ricordo mi porta da Mosca a Milano, a settembre scorso, alla stazione di Cadorna. Io e la mia amica russa Irina avevamo appena perso il treno che ci avrebbe portato a Como per un'escursione, in una calda giornata d'autunno. Non ci restava che attendere il successivo, in partenza l'ora dopo.

Dunque, l'attesa sarebbe stata lunga e io con nonchalance mi siedo sul muretto a ridosso del binario: tutte le panchine erano infatti occupate. Invito Irina a fare lo stesso, ma lei fa molta resistenza. L'idea non le piace. Eppure il muretto è pulito; con i jeans, poi, non vedo che problemi ci possano essere. Insisto ancora un po' e lei mi risponde che l'improvvisata seduta è fredda, che non può sedersi perché potrebbe avere dei problemi di salute. Io la guardo allibita; allora lei, per farmi contenta, si toglie il giubbotto e ci si siede sopra, accanto a me.

In Russia spesso le ragazze evitano di sedersi su superfici fredde (Foto: Lori / Legion Media)

A quel punto mi viene in mente un flashback. Mesi prima a Mosca avevo vissuto la stessa situazione: io che per aspettare gli altri amici mi siedo su un muretto di marmo e le altre amiche russe presenti che, invece, restano in piedi, per non rischiare la salute e, soprattutto, la loro fertilità. Finché un amico comune non stende per tutte la sua giacca, per farle accomodare. Avevo rimosso l'episodio, ma, insieme a quello di Irina alla stazione di Cadorna, mi torna alla memoria ora, vedendo le sedute di marmo sulle banchine della metropolitana, tutte rivestite da una tavola in legno.

La spiegazione mi era stata data da un'italiana, che si era trovata con me a commentare l'episodio del muretto a Mosca; ma non mi aveva molto convinto: "Fin da bambini, - mi spiegava - insegnano loro a non sedersi sul marmo e su superfici fredde, scale comprese, per non avere problemi ginecologici e alle vie urinarie". Ecco, dunque, il motivo ufficiale, che, però, mi era stato prontamente confutato da alcuni amici milanesi, medici e farmacisti, che, per tutta risposta, mi chiedevano: "Quanto tempo devi stare seduta su una superficie fredda per far abbassare la tua temperatura corporea?".

Trattasi allora di una convinzione tipica russa che, anche se non supportata scientificamente, è dura a morire; un po' come le tante pratiche terapeutiche e i numerosi rimedi salutari di cui ho già parlato e che si tramandano di generazione in generazione. Di certo, però, io, continuerò a essere una ragazza del muretto. Non riesco a sedermi accovacciata come sono capaci di fare i miei amici russi, anche se ogni tanto ci provo anche io.

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