Wto, la Russia ci ripensa

L'ex ministro russo delle Finanze Alexei Kudrin (Foto: Alexei Filippov / RIA Novosti)

L'ex ministro russo delle Finanze Alexei Kudrin (Foto: Alexei Filippov / RIA Novosti)

Dopo l'ingresso tanto atteso nell'Organizzazione Mondiale del Commercio, il Paese si interroga sui benefici di quest'atto. Se ne è parlato al Forum di Gaidar a Mosca

Il Forum Gaidar, che ha aperto il nuovo anno, si è rivelato assai drastico per i contenuti e per gli interventi dei suoi partecipanti. Se nella prima giornata il premier Medvedev ha dichiarato di non essere soddisfatto della crescita economica nel Paese, nella seconda giornata si è ammesso che, nonostante la lunga preparazione e le trattative condotte, l'ingresso della Russia nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) è stato un atto sconsiderato.   

Non conosciamo le regole del gioco che dovremo rispettare, ha dichiarato il presidente di Sberbank German Gref intervenendo nell'assemblea plenaria. "La maggior parte dei ministri non sa nemmeno in cosa consista il compito fondamentale del Wto, per non parlare delle regole dell'organizzazione", si è lamentato Gref.  Secondo il presidente di Sberbank, la Russia mantiene una posizione di forza nel mercato mondiale solo grazie alle esportazioni di materie prime, mentre in tutti gli altri settori il Paese è in perdita.

"Entrando a far parte del Wto la Russia ha conservato la facoltà di scegliere tra diversi modelli di integrazione nell'economia mondiale -, ha provato a rassicurarlo il direttore generale del Wto Pascal Lamy. - La Russia possiede tre elementi essenziali per una favorevole integrazione nell'economia mondiale: le materie prime, il capitale umano e le risorse finanziarie. La questione è come combinare questi tre elementi per uscire dal vecchio modello economico e trovare la propria nicchia di mercato". Anche Lamy è rimasto un po' sorpreso, sentendosi domandare ancora oggi dai funzionari russi se il Paese debba rispettare o meno le regole commerciali comuni.

Lamy ha ricordato che il pluriennale processo di inserimento della Federazione Russa nell'organizzazione si è ormai concluso, e che il Paese da cinque mesi è a tutti gli effetti un membro del Wto. Di conseguenza, la questione dell'adempimento da parte della Russia dei suoi obblighi nei confronti dell'organizzazione non è più attuale: Mosca deve rispettare le norme commerciali comuni. Secondo le dichiarazioni di Lamy, la Federazione Russa ormai non può più scegliere se adempiere o meno ai suoi obblighi, è tenuta a farlo. 

Il presidente del collegio della Commissione Economica Eurasiatica, Viktor Khristenko, intervenuto al forum, ha dichiarato che in seguito alla crisi la tendenza alla regionalizzazione ha preso il sopravvento in tutto il mondo. Egli si è però affrettato ad assicurare a Lamy che "la questione se rispettare o meno gli impegni presi con il Wto non si pone".

"Il problema è come mettere a frutto la nostra appartenenza all'organizzazione", ha osservato Viktor Khristenko, sottolineando l'importanza dell'integrazione avanzata con i Paesi della Csi nel quadro dell'Unione doganale e dello Spazio Economico Unico.   

Negli ultimi tempi sempre più produttori hanno cominciato a discutere delle conseguenze negative dell'ingresso della Russia nel Wto. Il primo a sollevare la questione è stato il ceo dell'Unione Produttori di Carne della Russia, Musheg Mamikonjan, dichiarando che l'Unione era preoccupata per la riduzione del dazio sulle importazioni di prodotti di macelleria pronti al consumo prevista con l'adesione della Russia al Wto, in quanto tale riduzione poteva comportare una perdita di capacità concorrenziale per la maggior parte dei produttori di carne nazionali.   

Secondo le stime dell'Unione, il mercato nazionale della carne lavorata, per la categoria dei prodotti pronti al consumo, ha un volume di 18 miliardi di dollari all'anno, che equivalgono a 550 miliardi di rubli. Pertanto, le condizioni degli accordi relativi al settore carni avranno conseguenze catastrofiche per l'industria della lavorazione della carne, che ha raggiunto un altissimo livello di soddisfazione della domanda interna con la produzione nazionale: oltre il 95 per cento.  

Durante un convegno sul sostegno all'industria degli pneumatici in Russia, promosso dall'Unione Russa Industriali e Imprenditori (Rsp), i produttori di pneumatici hanno chiesto aiuti per affrontare l'ingresso della Russia nel Wto.  Secondo i dati dell'azienda Kama, nel 2012 i volumi delle importazioni di pneumatici in Russia sono cresciuti del 17 per cento, mentre l'export ha subito una contrazione del 3. Nel 2013 si prevede la saturazione del mercato e un inasprimento della concorrenza.

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