Australian Open, il flop della Sharapova

Maria Sharapova fuori dagli Australian Open 2013 (Foto: AFP/Eastnews)

Maria Sharapova fuori dagli Australian Open 2013 (Foto: AFP/Eastnews)

La tennista siberiana fuori contro la cinese Na Li: eliminata in semifinale, dopo una marcia trionfale (nove games persi in cinque partite) e sfuma così il sogno di tornare numero uno al mondo

La delusione, dopo il cammino perfetto. Maria Sharapova ha fallito l’appuntamento con la finale degli Australian Open 2013. La cinese Na Li, numero sei della classifica mondiale, finalista nel 2011 (nello stesso anno vinceva il Roland Garros), ha battuto Masha in due agevoli set (6-2; 6-2). Affronterà in finale la bielorussa Vika Azarenka, campionessa tra i canguri  dodici mesi fa.

Era un appuntamento di gala per la russa. Da non mancare. C’era in ballo il primo centro stagionale in una prova del Grand Slam. E la concreta possibilità di dare una svolta al dispotismo tennistico di Serena Williams nel circuito femminile. Serena, favorita numero uno nel torneo, era stata eliminata dalla diciannovenne Sloane Stephens, talento dalla Florida cresciuta nel mito delle sorelle più famose del tennis.

In più, la Sharapova, che conduceva 8-4 nei confronti diretti, si era aggiudicata le ultime tre sfide contro la cinese. Con la più piccola delle Williams già sul volo di ritorno per gli Stati Uniti, la siberiana regina delle copertine era in lizza - di nuovo – per la prima posizione mondiale Wta. Saranno invece la bielorussa Azarenka e la statunitense a giocarsi il trono mondiale.

La Sharapova, sino alle semifinali, era stata un tornado che aveva consegnato alle avversarie appena nove games in cinque partite. Record assoluto all’Australian Open, mentre faceva meglio solo la franco-canadese Mary Pierce (sei games) al Roland Garros 1994.

Una marcia inesorabile, costruita su un gioco da globetrotter di fondocampo, senza gli errori al servizio che spesso l’avevano condizionata nei mesi precedenti. Una legge cui non era sfuggita la connazionale Makarova in semifinale. Spazzata via in appena un’ora di gioco.

In campo, un totale di 315 minuti. Guadagnando 1.500 dollari al minuto (500mila dollari, il montepremi per chi arriva tra le prime quattro). Un rullo compressore alimentato anche da alcune superstizioni, come mangiare negli stessi ristoranti, dopo allenamenti e partite.

Nulla da fare, la cinese ha sorpreso Maria. E la russa ha inevitabilmente pagato la mancanza di test probanti nelle cinque partite che l’hanno condotta in semifinale. La corsa al primo posto, per ora, in attesa dei tornei sul cemento americano, si ferma qui.

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