Pranzi di lusso e tamburi africani, i folli acquisti delle istituzioni

Posate preziose nella lista dei folli acquisti.

Posate preziose nella lista dei folli acquisti.

: Getty Images
L’ultimo scandalo, sollevato da Navalnyj, riguarda la compagnia petrolifera Rosneft, accusata di voler comprare oggetti d’arredo esagerati. Ma le spese “esotiche” realizzate dagli enti pubblici non finiscono qui. E in varie occasioni hanno indignato la società

Una lista di spese davvero eccessiva. Con questa motivazione il leader dell’opposizione Aleksej Navalnyj a fine maggio ha criticato aspramente Rosneft, il colosso russo del petrolio di cui lo Stato possiede la quota maggioritaria di azioni. Qualche giorno prima che si sollevasse il polverone, infatti, sul sito dell’azienda era stato pubblicato un documento sull’acquisto di “oggetti di arredo” per la società sussidiaria “RN-Aerokraft”. Un acquisto considerato a dir poco eccessivo da Navalnyj.

Una guerra intorno a un bicchiere

Il costo complessivo degli “oggetti d’arredo” per l’elicottero della Rosneft ammontava a 5 milioni di rubli (88.850 dollari). Nella lista comparivano per esempio alcuni bicchierini da vodka da 11.000 rubli (195 dollari) al pezzo o coperte per 124.000 rubli (2.203 dollari). “Il lusso gli ha dato alla testa!”, si è indignato Navalnyj, ricordando che al momento la soglia di povertà in Russia è pari a 9.889 rubli (175 dollari).

Mikhail Leontev, responsabile della comunicazione per Rosneft ha spiegato a Kommersant FM che gli acquisti hanno anche un ritorno di immagine: “Concludere affari per miliardi di rubli offrendo il pranzo in piatti usa e getta non è molto carino”. Leontev, già noto per le sue dichiarazioni forti, ha anche ipotizzato che lo stesso Navalnyj probabilmente "non mangia con le mani o si pulisce la bocca con la manica”.

Il giorno seguente però “RN-Aerokraft” ha rinunciato agli acquisti; secondo le informazioni ufficiali il fornitore non voleva abbassare il prezzo della merce. Per scherzare Leontev ha invitato lo stesso Navalnyj a vendere a Rosneft “cucchiai e forchette meno care”.

La sfilata degli acquisti più strambi

Nonostante tutto le posate e gli oggetti di uso comune, per quanto costosi, impallidiscono di fronte a quel che si può trovare tra le spese elencate sui siti degli enti di governo, dove per legge si devono registrare tutti i contratti di vendita pubblici. Alcune hanno provocato una forte indignazione da parte della società, altre invece strappano un sorriso.

1. Riparazione di un bagno per 28.000 dollari

Nel 2013 l’amministrazione di Krasnoyarsk (3.352 chilometri a est di Mosca) ha deciso di ristrutturare uno dei servizi del comune in stile neoclassico. “Chi va nel bagno di una struttura statale deve percepire ovunque un senso di stile” ha scritto la testata regionale Sibnovosti. Secondo l’accordo, la trasformazione del bagno in capolavoro architettonico doveva costare 1,6 milioni di rubli (28.000 dollari), somma che ha fatto rabbrividire gli abitanti della città. Alla fine il sindaco di Krasnoyarsk Edcham Akbulatov ha preferito fare a meno del costoso tocco neoclassico e ha annullato il contratto.

2. Tamburi del Burundi a Sakhalin

I funzionari dell’amministrazione dell’oblast di Sakhalin (la capitale Yuzhno-Sakhalinsk si trova a 6.644 chilometri a est di Mosca) hanno voluto festeggiare in pompa magna il Capodanno del 2010 e hanno invitato cinque suonatori di tamburi del Burundi al ricevimento di Capodanno per giovani talenti. Per coprire le spese di viaggio e pernottamento in un albergo servivano 340.000 rubli (6.041 dollari). L’allora governatore di Sakhalin Aleksandr Khoroshavin non è rimasto incantato dal richiamo dell’Africa e ha ritenuto che si potesse trovare un impiego migliore per i finanziamenti statali. L’accordo è stato cancellato. La corsa al risparmio promossa da Khoroshavin non lo ha comunque salvato; nel 2015 infatti il governatore è stato arrestato per aver accettato 5,6 milioni di dollari in tangenti.

3. Chiavette USB in malachite

Salvare le informazioni è una cosa seria per gli enti statali e nell’amministrazione dell’oblast di Sverdlovsk (la capitale è Ekaterinburg, 1416 chilometri a est di Mosca) non hanno badato a spese. Nel marzo del 2015 sul sito della Ragioneria generale è stata pubblicata la richiesta di acquisto di 40 chiavette USB con almeno 8 giga di memoria, rivestite di malachite, minerale ben noto negli Urali, oltre a 40 set da scrivania in diaspro. Il totale ammontava a 244.500 rubli (4.344 dollari).

4. Pranzi di lusso in Siberia

Sempre a marzo del 2015 l’amministrazione dell’oblast di Novosibirsk (2.811 chilometri da Mosca) ha pubblicato un conto spesa per i ricevimenti ufficiali di circa 3 milioni di rubli (53.310 dollari). Il menù comprendeva piatti molto costosi: carré di agnello, vol-au-vent con caviale di salmone, whiskey invecchiato almeno 18 anni e croccante all’arancia. Il giornale Nezavisimaja gazeta ha ironizzato dicendo che la maggior parte degli abitanti della città ha scoperto che cosa fosse il croccante leggendolo sul sito ministeriale. Il caso ha attirato l’attenzione del progetto “Per acquisti onesti” e una settimana dopo il governatore dell’oblast Vladimir Gorodeckij ha annullato il contratto, decurtando il proprio stipendio e quello degli altri funzionari statali.

5. La pecora, la scimmia e il gallo

Nella regione della Burjatija, a maggioranza buddista (la capitale è Ulan-Ude, a 4.419 chilometri a est di Mosca), la festa del Capodanno orientale è presa molto sul serio. Nel 2015 l’amministrazione di Ulan-Ude ha ordinato uno dei simboli del calendario cinese, la pecora blu al prezzo di 600.000 rubli (10.700 dollari). L’idea non è stata accolta bene; il Fronte popolare civile (ONF) ha dichiarato che con quei soldi si poteva illuminare una via intera e come se non bastasse la statua dell’animale era piuttosto modesta. Un anno dopo, nel 2016, i funzionari si sono dati un contegno: la scultura illuminata della Scimmia Rossa è costata alla città 300.000 rubli (5.350 dollari), ma anche stavolta la stampa ha criticato il progetto, definendolo “uno spreco di denaro dei contribuenti”. Eppure nel 2017 un nuovo simbolo ha abbellito la città, un gallo di fuoco, costato altri 300.000 rubli.

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