I figli dell’élite russa potrebbero tornare a studiare in patria

Sono molti i figli di funzionari russi che studiano all’estero.

Sono molti i figli di funzionari russi che studiano all’estero.

: Reuters
Molti di loro frequentano prestigiose università all’estero. Ma, secondo alcune indiscrezioni non confermate dal Cremlino, a seguito delle tensioni con l’Occidente potrebbero essere invitati a far rientro a casa per ricevere l’istruzione scolastica in Russia

L’amministrazione presidenziale starebbe esortando i funzionari statali russi e i deputati parlamentari a rimandare in patria i figli che studiano nelle università straniere. Lo stesso consiglio varrebbe per i genitori dei ragazzi che vivono all’estero, ma che sono cittadini russi. A darne notizia è la testata editoriale russa Znak.com, citando fonti anonime del dicastero. Secondo le informazioni in suo possesso, i funzionari statali russi dovrebbero rispedire immediatamente a casa i propri figli, senza aspettare la fine dell’anno accademico, trasferendoli nelle università russe. “A chi dovesse temporeggiare nell’adempiere a questa richiesta informale, ricordiamo che vi sono stati casi ben noti di cittadini russi per i quali la residenza all’estero di parenti prossimi giovani e meno giovani ha costituito un precedente che ha ostacolato la loro carriera nel settore pubblico”, si legge nel sito di Znak.com che cita fonti dell’amministrazione statale.

Al Cremlino, tuttavia, non hanno confermato tali notizie. Il portavoce del presidente, Dmitrij Peskov, ha dichiarato di non aver mai sentito parlare di simili disposizioni.

La nazionalizzazione dell’élite

Il divieto di studiare all’estero non è una novità. Nel 2012 la Duma di Stato russa aveva discusso un progetto di legge che obbligava i ragazzi russi a ricevere l’istruzione scolastica in Russia. La legge non era però stata approvata. Tuttavia, nel 2013 è stata introdotto un provvedimento che vieta ai dipendenti bancari di essere titolari di conti all’estero. Nel 2014, a causa del drastico deterioramento delle relazioni con l’Occidente, è stato vietato anche il possesso di beni immobiliari all’estero. “È stato intrapreso un percorso di ‘nazionalizzazione dell’élite’”, spiega a Rbth il politologo Mikhail Komin. “Si è dato un drastico giro di vite al trasferimento di beni immobiliari e finanziari all’estero, puntando al ‘rientro dei capitali’. Ma questo segnale è stato recepito solo in parte dai politici. I beni sono stati intestati a congiunti, figli e altri parenti e trasferiti in paradisi offshore più o meno legali”.

Nel 2015 si è riproposta la questione del divieto per i funzionari statali di mandare i propri figli a studiare all’estero. Shamsail Saraliev, deputato della Duma per il partito “Russia Unita”, in un’intervista concessa al giornale Izvestiya, ha legittimato tale necessità con queste motivazioni: “I figli dei funzionari possono facilmente finire nel mirino dei servizi segreti occidentali, diventare ostaggio dei terroristi e così finire con l’essere reclutati”. Saraliev ha inoltre aggiunto che “chi studia all’estero sviluppa una visione del mondo totalmente diversa”.

A detta di Komin, l’esortazione attuale rientra in un percorso politico già avviato nel 2014.

Chi preferisce l’Occidente

Non si conosce il numero esatto dei figli dei funzionari statali che studiano all’estero. Gran parte delle testate giornalistiche pone l’accento non tanto sulla loro quantità quanto sugli incarichi rivestiti dai loro genitori. Una nota giornalista russa, inviata speciale di Znak.com, Ekaterina Vinokurova, riporta a titolo di esempio questi casi: la figlia del capo del Ministero degli Esteri, Sergej Lavrov, Ekaterina, ha compiuto gli studi negli Stati Uniti (ora vive in Russia), le tre figlie del vice speaker della Duma, Sergej Zheleznyak, studiano in Occidente (in Svizzera e in Austria) e i figli e i nipoti dell’ex presidente delle Ferrovie russe, Vladimir Yakunin, risiedono in Svizzera e in Inghilterra, e anche il figlio di Elena Mizulina, presidente della Commissione per la famiglia, le donne e l’infanzia della Duma di Stato, vive negli Stati Uniti. Il figlio dell’ex delegato per i diritti dei bambini della Presidenza russa, Pavel Astakhov, che aveva sostenuto a suo tempo il divieto di adozione dei bambini russi da parte di cittadini stranieri, studia anche lui all’estero. Per inciso, la stessa Liza Peskova, figlia del portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, studia in Francia.

Nondimeno, non tutti gli alti funzionari statali mandano i propri figli a studiare nelle università occidentali. Il figlio del primo ministro Dmitrj Medvedev studia a Mosca al Mgimo (Università statale per le relazioni internazionali). Nella stessa università studia anche la figlia del ministro della Difesa Sergej Shoigu, Kseniya.

Il rientro in patria

Secondo Komin, non ha senso aspettarsi che tutti i parenti dell’iperselezionata élite di alti funzionari statali ritornino di colpo in Russia. Tuttavia, a detta dell’esperto, esiste un numero ben più cospicuo di parenti di piccoli funzionari che vivono all’estero e l’esortazione mira a colpire soprattutto loro che verranno posti davanti a un bivio e dovranno scegliere se proseguire la carriera nell’amministrazione statale o cambiare settore di attività.

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