Elezioni, vince Russia Unita: ecco come sarà composta la nuova Duma

Lo spoglio delle schede.

Lo spoglio delle schede.

: Ria Novosti
Il partito vicino a Putin ha ottenuto il 54,7 % dei voti e potrà quindi contare su 343 seggi in parlamento: una maggioranza che gli consentirà di approvare leggi e introdurre emendamenti senza particolari intoppi

“Sappiamo che la vita non è sempre facile. Ci sono molti problemi. Ma il risultato è quello che è”. Con queste parole il Presidente russo Vladimir Putin ha commentato i risultati delle elezioni legislative del 18 settembre, alle quali ha vinto “Russia Unita”. Il partito guidato da Dmitrij Medvedev, che si è sempre dimostrato leale al Presidente e al governo, può dirsi soddisfatto del risultato.

Russia Unita ha ottenuto il 54,7 % dei voti e potrà quindi contare su 343 seggi in parlamento. Si tratta di 105 seggi in più rispetto alle precedenti elezioni: nel 2011 Russia Unita ne aveva ottenuti 238. Nella nuova legislatura Russia Unita vanta una maggioranza costituzionale, che le garantisce il diritto di approvare leggi e introdurre emendamenti nella Costituzione, anche nel caso in cui gli altri tre partiti che formano il Parlamento si dimostrassero contrari.

La vittoria

Ben prima del 18 settembre il governo aveva dichiarato che non avrebbe voluto nuove proteste di massa, così come avvenuto nel 2011 a seguito dei presunti brogli elettorali. Nel momento in cui ha assunto la carica, nel marzo 2016, la nuova direttrice del Comitato elettorale centrale, Ella Pamfilova, aveva dichiarato che il proprio compito sarebbe stato quello di organizzare elezioni il più possibile trasparenti, con risultati che non avrebbero sollevato alcun dubbio.

Tuttavia il Comitato elettorale centrale non esclude che ci siano state delle irregolarità. I risultati delle votazioni in alcuni collegi elettorali sono stati annullati a causa di alcune accuse da parte degli organizzatori. Nella regione di Rostov sono stati avviati dei procedimenti legali contro il segretario della Commissione elettorale regionale. Secondo Pamfilova, ogni segnalazione di presunte irregolarità verrà presa in esame.

Gli esperti nel frattempo si dividono su come il Comitato elettorale centrale sia riuscito a garantire la trasparenza delle elezioni. “Ci sono delle irregolarità, ma non agli stessi livelli del 2011 – ha dichiarato a Rbth Dmitrij Orlov, direttore generale dell’Agenzia di comunicazione politica ed economica, organo vicino al Cremlino -. Si tratta di fatti che è necessario analizzare, non di un’ondata di irregolarità”.

Il politologo Gleb Pavlovskij, presidente della Fondazione Politica Effettiva, sostiene che “in ogni tappa delle elezioni ci siano state manipolazioni”. Pavlovskij assicura che non solo potrebbe essere stato manipolato il risultato di Russia Unita, ma anche il livello di affluenza (sceso al 47,8%).

La sconfitta dei liberali

Nessuno dei dieci partiti non parlamentari è entrato nella nuova Duma, e non hanno nemmeno superato lo sbarramento del 3%, una percentuale che consente di poter contare su finanziamenti statali.

Mikhail Vinogradov, presidente della Fondazione politica di San Pietroburgo, sostiene che la sconfitta dei partiti di opposizione Yabloko e Parnas sia dovuta al fatto che non siano riusciti ad arrivare oltre al proprio elettorato. “I partiti come Yabkolo hanno lottato per i propri elettori, per i cittadini più liberali, ma non hanno cercato di ottenere il consenso da parte di un nuovo elettorato, come la fascia apolitica del governo”, ha detto Vinogradov a Rbth.

Una concorrenza debole

Oltre a Russia Unita, nella Duma sono entrati altri tre partiti che già facevano parte della legislatura precedente: il Partito Comunista (42 seggi), il Partito Liberal Democratico (39) e Russia Giusta (23). I candidati di Rodina e Piattaforma Civile, così come il candidato indipendente Vladislav Reznik (ex membro di Russia Unita), hanno ottenuto un seggio ciascuno.

L’opposizione parlamentare non ha praticamente alcuna possibilità di competere con Russia Unita: la maggioranza costituzionale consente al partito al potere di utilizzare il Parlamento come desidera. “Molte iniziative verranno portate avanti senza il sostegno dei partiti all’opposizione – sostiene Orlov, aggiungendo che il Partito Comunista e il Partito Liberal Democratico si dimostreranno più critici di prima su molte questioni, per sottolineare la loro diversa posizione rispetto al partito al potere.

Il ruolo del Cremlino

Secondo alcuni politologi, il nuovo Parlamento sarà quasi totalmente guidato e controllato dal Cremlino. Gleb Pavlovskij sostiene che la conquista della maggioranza costituzionale “dia molta più libertà al governo”.

Secondo un altro punto di vista, ci sarà comunque una certa concorrenza durante la settima legislatura: non ci sarà rivalità tra le distinte fazioni, bensì tra diversi blocchi di deputati legati alle regioni.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta