Savchenko, il rientro e le reazioni

Il Presidente ucraino Petro Poroshenko insieme a Nadezhda Savchenko, alla sorella e alla madre della pilota.

Il Presidente ucraino Petro Poroshenko insieme a Nadezhda Savchenko, alla sorella e alla madre della pilota.

: Reuters
Per quasi un anno si è parlato di questo possibile scambio. E il 25 maggio la pilota ucraina è tornata in patria in cambio della liberazione dei due cittadini russi che hanno partecipato agli scontri nel Donbass. Quali risvolti ci sono dietro a questa decisione?

L’indulto verso la pilota ucraina Nadezhda Savchenko e il suo rimpatrio in cambio dei due due russi Evgenij Erofeev e Aleksandr Aleksandrov, catturati in Ucraina, è stata una sorpresa per tutti, sia in Russia che in Ucraina. Fino alla mattina della partenza nessuno sapeva niente. Nemmeno gli avvocati della Savchenko né la sua famiglia. Ad ogni modo non si poteva immaginare un giorno migliore per l’operazione: esattamente due anni fa Petro Poroshenko assumeva l’incarico di Presidente. E con fervore prometteva che sarebbe riuscito a ottenere il rilascio della Savchenko, condannata in Russia per il suo coinvolgimento in un omicidio. "Così come abbiamo riportato indietro Nadiya, ci riprenderemo il Donbass e la Crimea”, ha dichiarato Poroshenko in una conferenza stampa congiunta con la Savchenko.

Fiori, giornalisti, politici e il primo ministro. La Savchenko è stata accolta in patria come un’eroina. E anche la Russia, effettivamente, ha tirato un sospiro di sollievo. 

All’aeroporto

L’aereo presidenziale mandato per recuperare il tenente Savchenko è atterrato a Rostov sul Don, a 1.100 chilometri a sud di Mosca. A bordo il Presidente Poroshenko non c’era: è rimasto ad aspettarla all'aeroporto di Boryspil, in Ucraina. Una volta atterrata, la Savchenko è scesa dall’aereo a piedi nudi, tanta era la voglia di toccare il suolo nativo. 

“In aeroporto c’è grande scalpore - ha raccontato un un corrispondente del giornale Strana -. Per vedere la Savchenko i giornalisti hanno trascinato delle panchine prese dalla fermata dell’autobus. Il personale dell'aeroporto è sconcertato”.

Alla stampa la Savchenko ha subito chiesto di “avere rispetto per il suo spazio personale” e di mantenere una distanza di tre metri. “Ho passato due anni in isolamento, non sono abituata alle persone. Quindi sarò molto dura”, ha detto. 

E poi il breve e commosso discorso, il selfie nel corteo presidenziale, la cerimonia per il conferimento dell’onorificenza “Eroe dell'Ucraina” e il ricevimento formale del Presidente.

"Per impedire di fare domande, i giornalisti sono stati bloccati per qualche minuto nella sala per le celebrazioni pubbliche all'ingresso su via Bankova, dove c’è l’amministrazione del Presidente. La semplicità è la chiave del successo”, ha raccontato Svyatoslav Khomenko, del servizio ucraino della BBC.

"L'isteria intorno alla Savchenko ha fatto in qualche modo dimenticare che due dei nostri sono rientrati in patria", ha fatto notare su Twitter un ben noto presentatore TV, Vladimir Soloviev.

E non è passato inosservato il contrasto tra le modalità di accoglienza dei prigionieri liberati: niente emozioni all'aeroporto Vnukovo di Mosca, ma una macchina con targa diplomatica al parcheggio del terminal. Solo alle mogli e a certi canali federali è stato permesso di incontrare gli ex militari. I prigionieri liberati non hanno fatto alcuna dichiarazione.

"Non so come sia a Boryspil. Ma qui al terminal speciale di Vnukovo, solo Russia Today, Channel One e NTV avevano l'autorizzazione per riprendere il ritorno di Erofeev e Aleksandrov. Ma non potevano fare domande, erano lì solo per raccogliere una testimonianza silenziosa”, ha scritto il giornalista Pavel Kanygin del giornale liberale “Novaya Gazeta”.

Lo scambio

Nessun russo si sarebbe tanto esaltato per via dello scambio. Qualcuno ha parlato di un segno di debolezza, altri di un errore politico, fatto allora oppure adesso. Ma in generale, prevale nell'opinione pubblica un senso di sollievo dato dal fatto che questa storia si è conclusa.

"Questo scambio influenzerà il rapporto tra Russia e Ucraina? Ne dubito. La parte ucraina cercherà di trarre i massimi benefici della propaganda anti-russa... Ma era necessario effettuare lo scambio della Savchenko, era una mossa obbligata, non ce n'erano altre", ha scritto il giornalista Vladimir Pozner sul suo sito web.

Così come ha dichiarato il Presidente russo Vladimir Putin, la decisione è stata dettata "soprattutto da considerazioni di tipo umanitario", mentre il presidente della Camera alta del parlamento, Valentina Matviyenko, ha osservato che "non si è trattato di uno scambio”, ma che non era altro che una delle possibilità dettate da un trattato internazionale. "Russia e Ucraina hanno ratificato la Convenzione europea sul trasferimento delle persone condannate e la Convenzione sulle condanne penali scontate all’estero", ha precisato.

Tuttavia, che si tratti di scambio, indulto, debolezza o espressione di flessibilità diplomatica, in entrambi i Paesi ritengono che la lunga storia del caso Savchenko lascerà un retrogusto altrettanto prolungato. E se Mosca si è finalmente sbarazzata dell'ovvia "irritazione", per l'Ucraina è tornata una parlamentare della Rada (la Savchenko ha un mandato dal 2014) con visioni piuttosto dure. "Diventerà in effetti un detonatore per molte operazioni... Sarà apertamente contro la legge sulle elezioni in Donbass, la sua presenza renderà impossibile farla approvare e diventerà un problema per Petro Poroshenko", ha detto Igor Popov, un deputato del partito radicale.

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