L'affare Savchenko e la teoria dello scambio

L'ex pilota militare Nadezhda Savchenko.

L'ex pilota militare Nadezhda Savchenko.

: Reuters
Dopo la condanna a 22 anni di reclusione per l'omicidio di due reporter russi, si affaccia l'ipotesi dello scambio con altri prigionieri. Una possibilità, secondo gli esperti, però alquanto remota

La pilota ucraina Nadezhda Savchenko è stata dichiarata colpevole per la morte di due giornalisti russi, avvenuta a Lugansk, e di aver attraversato illegalmente il confine con la Russia. Per questo è stata condannata a 22 anni di carcere e al pagamento di una multa di circa 440 dollari. L’accusa aveva chiesto una condanna a 23 anni di reclusione (la pena massima applicabile alle donne accusate di crimini gravi in Russia è di 25 anni) e un’ammenda di circa 1.500 dollari. 

Il tribunale ha riconosciuto che Savchenko, tenente capo dell’esercito ucraino, era in congedo nell’estate del 2014 e che si era unita al battaglione volontario Ajdar. Sarebbe stata lei ad aver fornito le coordinate dei giornalisti ai militari ucraini che avrebbero poi sparato ai due reporter. Savchenko continua a dichiararsi innocente e la difesa sostiene che, al momento della sparatoria, la pilota era già finita nelle mani dei militanti della Repubblica popolare di Lugansk. 

Lo scambio

Gli avvocati di Savchenko hanno già fatto sapere che non farà ricorso, nella speranza che avvenga uno scambio con dei soldati catturati nel territorio ucraino. “Questa è la sua decisione”, ha dichiarato il suo avvocato, Mark Fejgin. 

Il Presidente ucraino Petro Poroshenko ha già espresso la propria disponibilità a scambiare Savchenko con due russi arrestati in Ucraina per aver “partecipato all’aggressione armata contro l’Ucraina”. Si tratta di Evgenij Erofeev e Aleksandr Aleksandrov, accusati di terrorismo

“La questione dello scambio tuttavia non è attuale - commenta Aleksej Chesnakov, ex-vicecapo del dipartimento di politica interna dell’amministrazione presidenziale e direttore generale del Centro di congiuntura politica -. Ciò sarebbe possibile solo nel caso in cui l’Ucraina e la stessa Savchenko riconoscessero il crimine”. 

La relazione con gli accordi di Minsk

Gli accordi di Minsk in effetti prevedono lo scambio di prigionieri e di ostaggi di guerra. Ma, così come ha spiegato il direttore dell’Istituto internazionale di consulenza politica Evgenij Minchenko a Rbth, “formalmente Savchenko è accusata di un affare criminale, e quindi non appartiene a nessuna di queste categorie”, e questi accordi riguardano solamente l’Ucraina e le repubbliche non riconosciute. La Russia è un garante degli accordi di Minsk e non loro esecutrice, e non fa parte del conflitto.

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