Un nuovo mandato per Putin è possibile?

Il Presidente russo Vladimir Putin alza il calice durante un brindisi al ricevimento organizzato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon il 28 settembre 2015

Il Presidente russo Vladimir Putin alza il calice durante un brindisi al ricevimento organizzato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon il 28 settembre 2015

AP
Il leader del Cremlino punta a una nuova candidatura alle elezioni del 2018, o cederà il posto a chi verrà dopo di lui? I commenti di alcuni esperti

Il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha delineato le condizioni della sua candidatura alle elezioni del 2018. Secondo le parole del leader, tutto dipenderà dalla situazione nel Paese e nel mondo, nonché dal suo proprio stato d'animo. Questa la risposta nell'intervista ai programmi americani CBS e PBS alla domanda su quanto a lungo pianifichi di rimanere al potere. “Certamente ci sono regole previste dalla Costituzione che non verranno violate - ha promesso Putin, riferendosi al diritto, espresso nel testo della Costituzione, di occupare l'incarico presidenziale per un periodo non superiore a due mandati consecutivi -. Io però non sono certo di dover sfruttare appieno questi diritti costituzionali”.

Ancora una volta, il Presidente non ha dato una risposta chiara. Che tutto dipenda dai risultati generali nel Paese, ne aveva già dato in precedenza dichiarazione, in occasione della grande conferenza-stampa con i giornalisti nel dicembre 2014.

Certamente, il Presidente non ha alcun desiderio di accollarsi promesse che potrebbero valere la limitazione della libertà politica o ancora di rafforzare le numerose accuse di inamovibilità della carica spesso mosse al giorno d'oggi dagli oppositori russi, come ritiene il direttore generale del Centro indipendente di informazione politica Alexey Mukhin. Gli esperti, infatti, al momento ritengono che la candidatura di Putin ad un nuovo mandato sia lo scenario più probabile.

“I cavalli al valico non si cambiano”

La probabilità che l'attuale Presidente della Russia decida di essere eletto anche per il sesto anno e quindi resti al potere fino al 2024 esiste. Ne è convinto il politologo vicino al Cremlino, Dmitry Orlov, direttore generale dell'“Agenzia delle comunicazioni politiche ed economiche”. Tenendo conto della fiducia e dell'alto grado di consolidamento della società attorno alla sua figura, che secondo le previsioni, si manterrà in grande misura fino al 2018, Putin possiede grandi chance.

L'eccessiva stabilizzazione dei russi attorno alla sua figura è quanto gli impedisce di lasciare il proprio incarico, concorda Alexey Mukhin, dal momento che essa si conserverà in condizioni di pressione internazionale sulla Russia. “Al momento sta portando a termine tutti i suoi compiti, la squadra è bilanciata, ciascuno occupa il proprio posto. Perché cambiare questo ordine? - spiega l'esperto -. Piuttosto, il Presidente se ne andrà in pace quando ci sarà prosperità sociale ed economica”.

La stato disastroso dell'economia diverrà difficilmente pretesto per abbandonare le proprie posizioni: “i cavalli al valico non si cambiano”, dice il presidente dell'Istituto nazionale indipendente di strategia Mikhail Remizov. Tra i parametri chiave egli nomina la salute del leader e, ancora, la dinamica degli umori della società, dove tutto non è così prevedibile come sembra. “Il generale de Gaulle diede le dimissioni quand'era ancora un politico abbastanza affermato. La maggior parte della società era però stanca di lui e lui aveva già preso su di sé il peso della sconfitta in Algeria e insomma aveva già fatto tutto il fattibile, per questo egli stesso si era avviato verso le dimissioni. Noi per ora non sappiamo quale possa essere lo sviluppo della situazione nel Donbass. Non escludo che anche Putin, trovandosi in una situazione simile, lasci il suo posto”, dice Remizov. Secondo la sua opinione, negli ultimi anni è avvenuta una quantità abbastanza notevole di avvenimenti imprevisti, per cui proiettare gli attuali trend nel futuro ha poco senso, “la situazione è complessa sotto molti punti di vista”.

Il pieno consenso

Attualmente, nulla fa pensare a mutamenti nello stato d'animo pubblico. Il direttore per le ricerche del Fondo fedele al Cremlino ISEPI, Aleksandr Pozhalov ha ricordato che, secondo i dati del rating dell'elettorato di febbraio raccolti dal servizio di analisi sociologiche “Levada-Center”, nel 2013 il 47% dei russi desiderava avere un nuovo leader, mentre nel 2015, solo il 25% era di questa opinione.

La richiesta di una nuova rielezione di Putin è presente e nelle più varie forze politiche, ritiene Pozhalov: “Noi osserviamo che oggi, anche l'opposizione politica distingue la politica di Putin in interna ed estera. Quegli stessi comunisti che criticano tradizionalmente i metodi del governo sono però d'accordo con gli obiettivi posti da Putin”. Mentre la richiesta di un altro leader, secondo la sua opinione, non è stata al momento mossa da nessuno.

Tuttavia, altri esperti propongono di non esultare alla visibile assenza di alternative. “Nell'establishment politico ci sono molte persone degne”, dice Mukhin. “Al momento ci sono attese, seppur per nulla vincolanti, intorno alle figure di Dmitry Medvedev, primo ministro, e Sergey Ivanov, capo dell'amministrazione del presidente - ipotizza Remizov -. Tanto più che, quanto più numerose sono le conversazioni sulle prospettive del successore di qualche politico, tanto più si causa danno al politico in questione, fa ricordare il politologo: “Per questo motivo, naturalmente, al momento simili riferimenti o associazioni sono temuti e quindi evitati”.

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