Rivoluzioni "colorate" sotto controllo

Durante un interveto, il Presidente russo ha ricordato le conseguenze negative delle “rivoluzioni colorate”, sottolineando la necessità di impedire il loro manifestarsi in Russia (Foto: Aleksandr Riumin / Tass)

Durante un interveto, il Presidente russo ha ricordato le conseguenze negative delle “rivoluzioni colorate”, sottolineando la necessità di impedire il loro manifestarsi in Russia (Foto: Aleksandr Riumin / Tass)

Al dibattito del Consiglio di Sicurezza sul nuovo piano di opposizione all'estremismo previsto fino al 2025, Vladimir Putin ha dichiarato che è importante prevenire nel paese le “rivoluzioni colorate” e i conflitti interetnici. Il parere di alcuni esperti

Discutendo della strategia per contrastare l'estremismo fino al 2025 alla riunione allargata del Consiglio di Difesa tenutasi il 20 novembre, il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che “nel mondo moderno l'estremismo è utilizzato come strumento di geopolitica e di redistribuzione delle sfere di influenza”. Il capo del Cremlino ha ricordato le conseguenze negative delle “rivoluzioni colorate” nei diversi paesi e ha sottolineato che è importante impedire il loro manifestarsi in Russia.

Commentando le parole di Putin, gli esperti consultati da RBTH si sono trovati d'accordo nell'affermare che al giorno d'oggi non vi è motivo, in Russia, per la creazione di “rivoluzioni colorate”, mentre in diversi modi hanno valutato la persistente minaccia dell'estremismo e delle contraddizioni interetniche.

Dmitri Trenin, direttore del Centro Carnegie di Moscaritiene che il problema dell'estremismo in Russia sia piuttosto grave: “Il paese per lungo tempo è stato impero e oggi è in corso un difficile processo di trasformazione della Russia in uno stato nazionale multietnico. Conservare l'unità della Russia dove, oltre ai russi, vivono nei loro tradizionali territori etnici altre 100 nazionalità, non è un compito statale semplice, ed esso diventa ancora più complesso quando si aggiungono altre difficoltà sociali ed economiche, motivi ulteriori che possono provocare lo sdegno degli abitanti locali. Essendo integrato nel sistema mondiale economico politico ed economico, il paese tiene aperti i suoi confini, divenendo così meta dei lavoratori migranti, persone etnicamente diverse dal resto della popolazione. Il lento processo di assimilazione di costoro nella società russa porta a sfide nuove, sulle quali sia il Governo, che il Consiglio di Sicurezza e il presidente debbono lavorare più attivamente.

Il fattore di instabilità in Ucraina influisce sulla percezione di Putin e del Governo della sicurezza del paese, io però non starei ad ingrandire il rischio di “rivoluzioni colorate” in Russia. Mancano i presupposti necessari. Dai tempi della “rivoluzione arancione”, l'establishment russo teme che gli americani possano attizzare il fuoco dell'incendio rivoluzionario, inviando a tal proposito un proprio emissario. Ma la nostra società è assolutamente autonoma e manipolarla è impossibile.

Le accuse volate a seguito delle dichiarazioni di Putin al Consiglio di Sicurezza, sul fatto che le autorità continueranno a sopprimere l'opposizione e il dissenso nei confronti del governo, non hanno alcun fondamento. Nel paese, semplicemente, non vi è opposizione in grado di esprimere critiche costruttive al potere. Il serio compito del futuro sviluppo politico della Russia sarà quello di creare le condizioni per la formazione di un governo nazionale, ma non sulla linea potere-opposizione, bensì sulla linea governo-opposizione. L'opposizione di oggi sarà il governo di domani e viceversa”.

Vladimir Zharikhin, vice direttore dell'Istituto dei paesi CSI non è incline a esagerare i problemi legati all'estremismo e alle “rivoluzioni colorate” in Russia, nondimeno ritiene che le autorità debbano stare all'erta e reagire prontamente alle potenziali minacce: “Per la Russia il rischio di estremismo e di “proteste colorate” è serio, tuttavia nelle condizioni attuali, quando il rating del presidente è così alto, è assai poco probabile che accada qualcosa. In generale, la rivoluzione implica un cambiamento sociale, mentre le “rivoluzioni colorate” puntano a rovesciare le autorità, non uno stile di vita. E pertanto è più appropriato chiamarle con il loro nome: colpo di stato. Le tecniche di attuazione di simili rivolgimenti sono semplici e schematiche: inizialmente viene corrotta la cima del potere, permettendole di inviare i soldi rubati alle banche occidentali per poi chiederle in un secondo momento di non contrapporsi ai movimenti di protesta nelle piazze e nelle strade. Ma queste pratiche sono assolutamente prive di significato se il potere, come è negli Stati Uniti, in Europa o in Cina, è fortemente deciso a difendersi con tutti i mezzi costituzionali quando la strada protesta. Putin si è espresso al Consiglio di Sicurezza sulle minacce dell'estremismo e delle “rivoluzioni colorate”, alla vigilia dell'anniversario dell'Euromaidan in Ucraina, per dimostrare quanto pericolose e deleterie esse siano.

Per quanto concerne l'estremismo, importante è non solo seguire la situazione per prevenirne la manifestazione, ma innanzitutto reagire prontamente ai problemi sociali, stabilire la comunicazione con la società e soprattutto con i giovani. Perché sia gli estremisti che i tecnologi delle “rivoluzioni colorate” utilizzano proprio i difetti di comunicazione fra il potere e la società per organizzare così la propria attività. Fondamentale è reagire in maniera operativa alle problematiche emergenti per la prevenzione delle eventuali minacce alla sicurezza della Russia”.

Gli esperti hanno concordato nel ritenere che la gioventù sia lo strato della società più vulnerabile e quindi soggetta all'estremismo e che pertanto lo stato deve interagire con essa più attivamente, cercare nuovi canali correnti di dialogo, contribuire alla sua realizzazione nella vita sociale.

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