Il volto nuovo dei comunisti

Il KPRF propone di rafforzare il settore industriale dell'economia, aumentare il numero delle persone impiegate nell'industria e dare vita a sindacati che difendano i diritti dei lavoratori (Foto: AP)

Il KPRF propone di rafforzare il settore industriale dell'economia, aumentare il numero delle persone impiegate nell'industria e dare vita a sindacati che difendano i diritti dei lavoratori (Foto: AP)

Chi sono oggi i sostenitori del Partito Comunista della Federazione Russa, che occupa il secondo posto in parlamento, e quale programma perseguono?

Nel parlamento, il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) occupa il secondo posto dopo Edinaja Rossija (Russia Unita) per numero di rappresentanti. Il leader del KPRF, Gennadij Zjuganov sostiene che il partito debba rafforzare le sue posizioni all'interno dei sindacati e attirare nelle sue fila gli impiegati di stato e i colletti bianchi. Gli esperti notano che il KPRF sta conducendo una doppia politica: da una parte, raccoglie alle elezioni i voti di opposizione dei russi, criticando le direzioni del potere ufficiale, dall'altro sostiene Edinaja Rossija nella Duma di Stato su tutte le questioni più importanti.

Nel corso dell'ultima riunione di KPRF, Zjuganov ha definito le direttive del partito. Egli ha dichiarato che “il capitalismo generatosi nello spazio ex-sovietico è una sistema retrogrado e reazionario”, “l'economia della Russia è tornata indietro a 50 anni fa; al giorno d'oggi essa è caratterizzata dalla debolezza dell'agricoltura e dell'industria, dalla dipendenza dall'import e dalla perdita di relazioni commerciali con i paesi della CSI, dalle infrastrutture distrutte”.

Quelli del partito comunista sono certi che in questo periodo si stiano aprendo nuove possibilità per proseguire la lotta per il socialismo.

 
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Le opportunità per i comunisti

Il KPRF propone di rafforzare il settore industriale dell'economia, aumentare il numero delle persone impiegate nell'industria e dare vita a sindacati rossi che difendano i diritti dei lavoratori e si occupino della propaganda della politica comunista.

Allo stesso modo, il partito vuole ampliare il proprio nucleo elettorale attraverso fidati operatori intellettuali concentrati soprattutto nelle grandi città russe. La necessità di espandere il pubblico target è stata avvertita per due motivi: da una parte, il numero di operai nel paese diminuisce di anno in anno, dall'altra, a volte sono gli operai stessi a non dare il loro voto al partito in occasione delle elezioni.

Lo storico politico Ilja Budrajtskis nota che a metà degli anni Novanta, Gennadij Zjuganov godeva dell'appoggio di milioni di elettori, cosa che gli avrebbe permesso realmente di concorrere alle presidenziali per il potere politico detenuto dall'allora capo di stato Boris Eltsin. Da quel momento in poi KPRF si è notevolmente indebolito. “Nella cornice delle elezioni russe, il KPRF conserva un determinato livello di appoggio da parte della popolazione. Per il partito votano non solo pensionati, ma rappresentanti di diverse generazioni che si scontarno con le ingiustizie sociali del sistema russo”.

Dalla memoria

Il vicepresidente del Centro di tecnologie politiche, Aleksej Makarkin osserva che la maggior parte dei russi ha conservato buone memorie dell'Unione Sovietica, la gente ricorda la stabilità, la giustizia sociale, l'autorità del paese sull'arena internazionale: tutto ciò contribuisce al sostegno delle idee comuniste all'interno della società russa, indirizzando così parte dei voti al KPRF. Ciononostante, secondo l'opinione di Makarkin, il KPRF non si può definire nel senso stretto della parola, di sinistra, dal momento che esso si rifa alle tradizionali norme della morale, cosa che lo rende al contempo conservatore.

Makarkin fa notare che all'interno del Parlamento russo il KPRF è considerato un partito d'opposizione. Esso infatti critica l'economia di mercato e la politica sociale del potere ufficiale. Tuttavia, KPRF è capace al contempo di rappacificarsi col potere sulle questioni chiave, come ad esempio, attualmente, sul programma di politica estera del paese, che di fatti sottoscrive in pieno. “Così facendo, KPRF conserva il suo dualismo, mantenendosi così parte integrante del sistema politico e contribuendo ad appoggiare una politica d'equilibrio. La maggior parte dei voti di KPRF provengono dalle regioni, dove il tenore di vita non è molto alto. Il partito comunista è la seconda forza politica del paese ed al momento non conosce reali avversari. Come del resto non conosce neppure reale possibilità di esercitare influenza, dato che tutte le risoluzioni fondamentali sono prese da Edinaja Rossija, afferma il politologo.

L'analista politico, membro del Movimento socialista russo, Ilja Matveev sostiene che gli elettori di KPRF siano in cerca di giustizia sociale. Secondo la sua opinione, i risultati elettorali del partito sono piuttosto modesti, nonostante esso occupi quasi sempre il secondo posto dopo ER (Edinaja Rossija) a qualsiasi elezione. 

La terza forza

“Il problema di KPRF sta nella sua stretta attuale collaborazione con l'Amministrazione del Presidente, ed è appunto per questo motivo che KPRF non può realmente concorrere con ER, che alle elezioni rappresenta di fatto il potere ufficiale", sostiene Ilja Matveev. Nonostante ciò, esistono davvero prospettive per il movimento di sinistra in Russia. Oltre a KPRF e Spravedlivaja Rossija (Russia giusta), esistono partiti di sinistra extra-parlamentari, trattasi di branche del KPRF, piccoli gruppi di estremisti e anarchici”. 

Secondo Ilja Matveev, il movimento di sinistra, come del resto le altre forze politiche di opposizione, si trovano in crisi profonda per via della svolta conservatrice nella politica ufficiale del paese, benché sia proprio la sinistra a rappresentare quella terza forza capace di difendere gli interessi della maggioranza.

“Il movimento di opposizione in Russia è fondamentalmente liberale - sostiene Matveev - la lotta dei liberali e del Cremlino spesso somiglia a un gioco sofistico a botta e risposta. I liberali si contrappongono alla “minoranza progressiva” di tutto il resto della Russia, e il Cremlino allora raccoglie questa idea della minoranza dicendo che il potere ufficiale rappresenta tutto il paese. In questo modo la massa della gente si trova fuori dal campo politico, perchè nessuno li rappresenta. A rappresentare queste persone deve essere la sinistra, che si appella ai reali interessi della maggioranza. Sul piano organizzativo i partiti di sinistra che non rientrano nel sistema sono piuttosto deboli e la costituzione di un'unica base indipendente di partiti di sinistra è ancora all'ordine del giorno”.

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