Da Mosca parte la sfida all’obesità

Foto: PhotoXPress

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Cartelloni raffiguranti i danni causati da un'alimentazione sbagliata: questa la proposta avanzata da alcuni deputati, che vorrebbero in questo modo combattere l’abuso del cibo-spazzatura

Gli imballaggi dei fast food in Russia potrebbero ben presto coprirsi di immagini raffiguranti persone che soffrono di obesità, accompagnate da scritte che mettono in guardia sulle cattive conseguenze del peso in eccesso. Tale iniziativa è stata proposta dai deputati della camera bassa del parlamento russo, sull’esempio dei pacchetti di sigarette recanti immagini di denti marci e polmoni di fumatori anneriti.

Il documento con le modifiche alla legge federale “Sulla pubblicità” e “Sulla tutela dei consumatori” è stato portato avanti dal vice presidente della Duma, capo del consiglio supremo del partito liberal-democratico russo (LDPR), Igor’ Lebedev e dai suoi colleghi di fazione, Jaroslav Nilov e Andrej Svincov. Lo scopo del decreto è quello di obbligare i proprietari delle catene di fast food ad apporre sulle confezioni del cibo le informazioni riguardanti i danni dell’eccessivo o sistematico consumo di tali prodotti.

Fast food, la crociata
del Ministero della Salute

“La situazione è simile a quella delle sigarette, il consumatore dev’essere messo al corrente circa i pericoli del fast food. Ciò significa che, tanto la pubblicità del fast food, quanto le confezioni di questi ristoranti debbono contenere informazione preventiva. I parlamentari propongono inoltre di mettere sugli involucri del cibo immagini dimostrative delle malattie che il consumo regolare di tali prodotti può causare. È noto che l’eccessivo impiego di questo o di quel prodotto sviluppi obesità, lesioni agli organi interni, malattie dei polmoni, del cuore, dei reni, del fegato”, si legge in un comunicato sul sito di LDPR.

La proposta dei parlamentari ha fatto seguito alle critiche degli organi di controllo statali all’indirizzo di McDonald’s. Alla fine di giugno, è stato infatti inviato un avviso alla compagnia nel quale veniva espresso dubbio a proposito della qualità dei suoi hamburger. Dopo questo fatto, i deputati hanno richiesto di verificare anche le altre catene di fast food, KFC e Burger King. La dirigenza del Rospotrebnadzor (organo federale addetto alla tutela dei diritti e alla salute dei consumatori) dell’oblast’ di Novgorod ha depositato alla corte distrettuale di Tversk della regione di Mosca un’azione in difesa dei diritti dei consumatori. I funzionari hanno chiesto con forza di imporre alla rete di ristoranti McDonald’s di riportare informazioni accurate sul valore nutritivo dei pasti offerti. Secondo la loro opinione, i produttori ne hanno intenzionalmente abbassato i valori energetici. “Il calcolo del valore nutritivo ed energetico della produzione viene effettuato dalla compagnia sulla base dei procedimenti approvati dall’Istituto di alimentazione dell’Accademia russa delle scienze mediche (RAMN)”, ha ribattuto il portavoce del servizio stampa della catena russa di McDonald’s. La corte prenderà in esame la causa questo mese.

I russi, nel frattempo, stanno davvero vivendo problemi con i chili in eccesso. “Il peso medio dei russi sta crescendo negli ultimi vent’anni. Di ciò ne danno conferma gli studi. Oltre ai medici che registrano casi di obesità quando i pazienti si presentano per un controllo preventivo o una normale visita medica”, dice il professsore della cattedra di management ed economia sanitaria della Scuola superiore di economia e dottore in scienze mediche, Kirill Daniševskij. Invero egli non crede che tutta la colpa sia dei ristoranti fast food. “Sono responsabili, certamente, non solo gli hamburger, ma anche il cambio del modello di alimentazione”, spiega l’esperto. Secondo le sue parole, in periodo sovietico la carne era un prodotto deficitario, per questo motivo la gente consumava più frutta e verdura. Oltre a questo, in URSS i cibi contenevano una quantità nettamente inferiore di additivi chimici. “Non appena cessò la carenza dei prodotti, la gente ebbe la possibilità di nutrirsi di tutto. E nel frattempo è aumentata la quantità di calorie nel cibo”, si lamenta Daniševskij. L’esperto aggiunge che i russi si muovono di meno dal momento in cui l’automobile è diventata accessibile a larghi strati di popolazione e il lavoro fisico è divenuto meno diffuso.

Obesità, la Russia è a dieta

Nel complesso, la nazione ha preso rapidamente ad appesantirsi. “Se in epoca sovietica il problema dei chili in eccesso si riscontrava solo nelle donne di età superiore ai 45-50 anni, adesso invece coinvolge fasce più giovani - afferma Daniševskij -. L’eccesso di peso s’incontra sempre più spesso negli uomini e nelle donne a partire dai 20 anni. In particolare, in riferimento ai dati raccolti sulle donne sopra i 30 anni, abbiamo superato l’America. Da noi raramente si registrano casi di obesità estrema, ma il sovrappeso è divenuto sempre più comune nelle donne oltre i trenta. Gli uomini pure hanno le cosiddette pance da birra, anche se lì la questione non è legata solo alla birra. E così, come potete vedere, il problema non riguarda esclusivamente gli hamburger, ma il sistema di alimentazione, il livello di attività fisica.

Secondo i dati raccolti dall’organizzazione Mondiale della sanità, tra i russi adulti il peso in eccesso che potrebbe degenerare in obesità colpisce il 59,8% delle persone; questo la dice lunga sulle condizioni critiche di salute della nazione. Gli specialisti della scuola di business di Harvard hanno messo la Russia al quinto posto per grado di frequenza di casi di obesità nella popolazione. L’acuirsi del problema, come hanno evidenziato gli stessi esperti, è dovuto all’alimentazione sbilanciata: il russo medio mangia troppi grassi animali, carni rosse, salsicce, burro, sullo sfondo di un evidente carenza di frutta e verdura nella dieta.

L’idea di informare i consumatori circa la percentuale della presenza di elementi nutritivi o dannosi nei prodotti disponibili sugli scaffali dei negozi era stata discussa anche in precedenza. Ma in maniera diversa, non si era proposto di inquietare con immagini spaventose, ma di render noti agli acquirenti dati più certi sui cibi, affinché potessero valutare autonomamente il prodotto e scegliere quello migliore per se stessi. Gli specialisti del centro nazionale di ricerca “Alimentazione salutare” (Zdorovoe pitanie), fondato dal professore dell’MGU Oleg Medvedev, hanno suggerito di introdurre una marcatura totale del cibo. Hanno sottolineato innanzitutto la necessità di ingrandire la dimensione del carattere dello scritto fino a 12 così come della grandezza dell’etichetta, che non deve essere inferiore all metà della confezione. In aggiunta, secondo la loro opinione, dovrebbe comparire un nuovo coefficiente: la percentuale del valore giornaliero di consumo raccomandato su una dieta media di 2000 Kcal. Necessario è per loro indicare il contenuto calorico non solo su 100g di prodotto, come si fa attualmente, ma anche sulla porzione di prodotto; il fatto è che l’acquirente di solito non presta attenzione e crede che i valori si riferiscano all’intero contenuto. Gli esperti hanno inoltre dichiarato che è indispensabile riportare la composizione completa e la percentuale dei principali nutrienti oltre che indicare sulla parte anteriore della confezione, la presenza di ingredienti particolarmente dannosi per la salute, come ad esempio grassi saturi, colesterolo, grassi idrogenati, sale, zucchero. 

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