Stop alle parolacce sul Web, e la Rete si ribella

Ashot Gabrelyanov (Fonte: twitter.com/gabrelyanov)

Ashot Gabrelyanov (Fonte: twitter.com/gabrelyanov)

Gli internauti russi hanno organizzato un flash mob di protesta contro la legge che vieta l’uso di espressioni volgari online, equiparando i blog a mezzi di informazione

Lo scorso venerdì, a mezzanotte, gli internauti russi hanno organizzato un flash mob sulle principali reti sociali del Paese per protestare contro la cosiddetta “legge sui blogger” promulgata il 1° agosto. Gli utenti hanno creato un hashtag su Twitter che combina una parola oscena, designante l’organo sessuale maschile, e il nome dell’agenzia governativa responsabile dell’entrata in vigore di suddetta legge (Roskomnadzor). In Russia infatti è entrata in vigore la legge che equipara i blog più popolari a veri e propri mezzi di comunicazione di massa. Uno degli articoli del documento legislativo prevede il divieto a pubblicare parolacce ed espressioni volgari in rete. 

Alla protesta si sono uniti numerosi internauti, tra cui anche alcuni autori di quei blog che sono letti e visitati, ogni giorno, da 3mila persone. La nuova legge, infatti, distingue tra blogger popolari e meno popolari e richiede una registrazione obbligatoria che conferisce agli autori dei blog dei diritti e degli obblighi simili a quelli dei mezzi di comunicazione di massa.

Sono molti gli utenti ad aver aggiunto, in tono sarcastico, il controverso hashtag nei loro messaggi su Twitter. C’è chi, ad esempio, ha accusato il proprio gatto di essere passato sulla tastiera del pc e di aver digitato, per caso, la parola oscena nell’hashtag: "Guardate che cosa ha scritto il mio gatto".

La celebre presentatrice Tv e jet-setter Ksenia Sobchak ha scritto sul suo account Twitter: "Non siate ********, proibite il ***** e non la parola che lo designa!”.

In risposta alla valanga di commenti osceni indirizzata a Roskomnadzor, Maxim Ksenzov, vice direttore dell'agenzia, è intervenuto augurando a tutti gli utenti la buona notte e citando le parole di un inno appartenente alla tradizione liturgica della Chiesa ortodossa: “Signore, perdona coloro che non sanno misurare le loro parole. Addolcisci i loro cuori, riportali alla ragione e fa sì che trovino la pace".

Il mattino seguente, dopo aver visto che la valanga di commenti non accennava a diminuire, Ksenzov ha lasciato un altro messaggio: "A quegli utenti talentosi che stanno imprecando contro Roskomnadzor, vorrei dire che non prenderemo in considerazione né ripondereremo a nessuno dei commenti. Siate cauti.”


Secondo l'agenzia di stampa russa Itar-Tass, che ha citato le parole dell’addetto stampa dell’agenzia governativa, Vadim Ampelonsky, sessanta blogger hanno già chiesto volontariamente di registrarsi presso Roskomnadzor nelle prime ore successive alla promulgazione della legge.

Secondo il quotidiano Izvestia, il 1° agosto Roskomnadzor ha invitato i sette blogger più popolari del Paese a registrarsi. Secondo la pubblicazione, l'elenco comprenderebbe lo scrittore Boris Akunin, il politico dell'opposizione Eduard Limonov, il fotografo-viaggiatore Sergei Dolya, l'attore Mikhail Galustyan, il comico Mikhail Zadornov, il direttore esecutivo di Newsmedia Holding Ashot Gabrelyanov, e il blogger Dmitri Chernyshev.

La Duma di Stato russa aveva approvato gli emendamenti alla legislazione, che in sostanza equiparano i blogger più popolari ai mass media, nell’aprile di quest’anno. La legge si propone di controllare i blogger con oltre 3mila lettori giornalieri, vietando loro di divulgare informazioni false, promuovere la pornografia, pubblicare commenti osceni e obbligandoli a indicare il proprio nome e indirizzo email. In cambio, ai blogger viene riconosciuto il diritto ufficiale di pubblicare annunci commerciali sui propri blog. La legge dice, inoltre, che, in caso di trasgressione, non saranno i blogger a essere multati o bloccati, ma le piattaforme da loro utilizzate per pubblicare i post.

La legge è una risposta dei deputati al modo in cui i blogger reagirono all'atto terroristico avvenuto a Volgograd (a 970 km a Sud di Mosca) nel dicembre del 2013. In quel periodo su alcuni blog russi comparvero diversi messaggi che parlavano di altre esplosioni e che si rivelarono essere falsi.

Molti blogger ed esperti Internet hanno già criticato la legge, definendola incompleta. Non è ancora chiaro come verrà applicata la sua componente operativa. È praticamente impossibile riuscire a verificare i milioni di blogger russi e Roskomnadzor dichiara che le verifiche saranno effettuate solo su richiesta.

L’articolo è stato redatto con materiali tratti da TJournalIzvestiaThe-Village

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