La birra torna negli stadi

La birr potrà essere nuovamente pubblicizzata negli stadi (Foto: PhotoXPress)

La birr potrà essere nuovamente pubblicizzata negli stadi (Foto: PhotoXPress)

La Duma ha revocato il divieto sulla pubblicità durante gli eventi sportivi ufficiali e in televisione in occasione delle partite. Una scelta dettata dall’avvicinarsi dei Mondiali di calcio del 2018. “Gli sponsor ufficiali saranno le maggiori società produttrici di birra”

Prima dell’arrivo delle vacanze estive, ai primi di luglio, la Camera bassa della Duma di Stato, il parlamento russo, ha approvato nel corso di due sedute un disegno di legge che revoca il divieto sulla pubblicità della birra durante gli eventi sportivi ufficiali. L’esame dell’intero progetto di legge ha impegnato i suoi estensori per un tempo record di dieci giorni. Secondo il decreto, fino al 2019, la birra potrà essere pubblicizzata negli stadi e anche in televisione durante le dirette sportive.

 
Se la letteratura diventa marketing

Oltre a ciò, i deputati hanno autorizzato la pubblicità della birra anche su giornali e periodici, eccetto che nella prima e ultima pagina. “Tale decisione è stata dettata innanzi tutto dallo svolgimento dei prossimi Campionati Mondiali di calcio del 2018 in Russia e dal fatto che sponsor ufficiali saranno le maggiori società produttrici di birra nel mondo, nonché dalla necessità di attrarre risorse finanziarie per aumentare la redditività e ottenere un sistema di ammortamento più efficace per questo progetto di larga portata”  afferma Maksim Kljagin, analista di “Finam Management”. Perdipiù, a suo avviso,  non va trascurato che in un contesto di recessione economica e deficit del bilancio, diventa un obiettivo più che attuale creare fonti di finanziamento alternative.

Il ripristino della pubblicità ha rallegrato innanzi tutto le società produttrici di birra. “Da molti anni 'Baltika' sostiene col suo aiuto tutti i tipi di sport e i club e le associazioni sportive. Promuovere lo sport è stata da sempre una delle priorità della nostra società che coopera con le comunità locali, ma la pubblicità dei nostri brand è stata fatta unicamente nei limiti previsti dalla legge” ha spiegato Maksim Lazarenko, vice presidente di 'Baltika' (il più importante produttore di birra russo che appartiene al gruppo Carlsberg). Secondo Lazarenko “Fa piacere apprendere, alla vigilia dei Mondiali di calcio che si svolgeranno in Russia nel 2018, che siano stati aboliti i divieti per la pubblicità della birra nei luoghi dove si disputeranno gli eventi sportivi, su giornali e periodici e sulle reti televisive”. In precedenza 'Baltika' aveva promosso numerosi eventi sportivi in tutto il paese ed era stata sponsor ufficiale del Campionato di calcio russo.

 
Visita reale alla Baltika
Guarda la foto del giorno 

Una prassi diffusa

La pubblicità della birra nei paesi in cui la birra è una bevanda nazionale (Germania, Repubblica Ceca, Olanda, ecc.), dove esiste una cultura della birra e l’abitudine di consumare birra anche nell’intervallo di pranzo, non esiste al riguardo nessun divieto ed è una prassi diffusa” afferma l’amministratore delegato dello studio legale “Zujkov e partners”, Sergej Zujkov. Inoltre, la birra Bud Light è la bevanda ufficiale in tutte le gare del Campionato di basket americano. A sua volta, un altro brand famoso di birra, Samuel Adams, è uno degli sponsor ufficiali della maratona di Boston. “Un esempio altrettanto significativo è anche la collaborazione pluriennale tra Heiken e la Uefa” aggiunge Aleksej Kozlov, analista capo di Ufs Ic.

Nel 2002 è stato introdotto un severo decreto che proibisce la vendita di birra negli stadi e durante qualunque evento sportivo. La causa erano stati i disordini di massa provocati da gruppi di tifosi nel centro di Mosca dopo la sconfitta subita dalla nazionale russa per opera del Giappone ai Mondiali di calcio. La Russia è diventata così uno dei pochi paesi dove era stata proibita la vendita di birra al dettaglio. Ma la lotta contro la pubblicità della birra in Russia era già cominciata nel 2004 quando erano stati proibiti i video che reclamizzavano la birra negli stadi e sulle reti televisive nelle fascia oraria mattutina e pomeridiana. Inoltre, dal settembre 2012, la birra era stata equiparata alle altre bevande alcoliche. Contro tali limitazioni aveva preso posizione nel 2012 lo stesso presidente Vladimir Putin, il quale aveva sottolineato che “la birra viene venduta in tutti i paesi dell’Europa e del mondo senza che vi sia niente di male”.

Secondo le stime effettuate dalla società produttrice di birra Heineken, dopo la revoca del divieto sulla pubblicità negli stadi e sulle reti televisive, i produttori russi sarebbero pronti a investire nella pubblicità durante gli eventi sportivi 5 miliardi di rubli (145 milioni di dollari). Inoltre, mentre era ancora in vigore il divieto, dalla fine di giugno di quest’anno sulle reti russe sarebbe andata in onda la pubblicità della birra analcolica Amstel. “Bere birra mentre si guarda la partita è una tradizione ormai consolidata che non ha niente a che vedere con l’abuso di alcol e con le sue conseguenze nocive per la salute” si legge in un comunicato emesso da Heineken in occasione dell’adozione della nuova legge. Inoltre, a detta di Sergej Zujkov, “la pubblicità della birra durante gli incontri sportivi non ha alcun effetto sul consumo della bevanda”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta