Più autonomia alle regioni

Un sistema più efficiente di gestione degli organi di governo locale e una ridistribuzione dei poteri tra tra gli organi statali e quelli municipali: questi gli obiettivi della riforma (Foto: Ria Novosti)

Un sistema più efficiente di gestione degli organi di governo locale e una ridistribuzione dei poteri tra tra gli organi statali e quelli municipali: questi gli obiettivi della riforma (Foto: Ria Novosti)

La Russia si sta avviando verso un nuovo sistema di gestione delle amministrazioni municipali

In Russia si sta attuando una riforma che consentirà di definire a livello regionale un sistema più efficiente di gestione degli organi di governo locale e anche di ridistribuire i poteri tra gli organi statali e quelli municipali. In particolare, sono attualmente possibili quattro forme di organizzazione del potere locale e ogni regione potrà scegliere quella più congeniale. Gli esperti appaiono divisi sull’utilità di questi cambiamenti in via di realizzazione.

I primi cambiamenti

La nuova riforma sull'autogoverno locale (Msu) stabilisce che siano le regioni stesse a scegliere il proprio sistema di governo tra le quattro varianti proposte. I primi a essere eletti in base alla nuova normativa sono stati i parlamenti della regione di Vologda e di Mosca. Nel circondario di Mosca sono state scelte tre forme di governo locale che prevedono l’elezione diretta dei sindaci, che saranno a capo dell’amministrazione; l’elezione diretta dei sindaci, che guideranno anche il parlamento locale; e l’elezione del primo cittadino scelto tra i deputati del parlamento locale.

In breve

La Russia è suddivisa in 22 repubbliche, 9 kraj (territori) e 46 regioni: 3 città federali (Mosca, San Pietroburgo e Sebastopoli) e 1 regione autonoma (la Repubblica autonoma ebraica); 4 circondari autonomi, soggetti della Federazione. Al centro di ogni regione non si trova nessuna città importante, e il territorio è suddiviso in distretti. All’interno della regione ci sono un governatore e un parlamento regionale locali, capi dei distretti, deputati municipali e nelle città maggiori anche dei sindaci.

Nella regione di Volgograd i capi dei distretti municipali e dei circondari cittadini ora verranno scelti dai consigli locali tra i deputati del loro organico e svolgeranno anche l'incarico di speaker dei parlamenti. Alle elezioni nazionali saranno eletti solo i sindaci delle località (per esempio dei villaggi) scrive il giornale Kommersant.

Il senso dei cambiamenti

Il politologo Aleksandr Kynev, esperto di procedimenti amministrativi regionali in Russia e nei paesi della Csi, è convinto che questa riforma non abbia alcun senso, e che sia dettata solo dal desiderio dei funzionari di creare un sistema di gestione più controllabile. “Il risultato di queste operazioni sarà un abbassamento del livello di qualità e ciò si ripercuoterà inevitabilmente sullo sviluppo socio-economico del territorio e sulla popolazione e ricadrà sugli stessi governatori. Ai funzionari questo schema sembra il migliore, ma è come se a guidare un intervento chirurgico fosse un paziente privo di competenze mediche”.

Gli artefici dei cambiamenti sostengono che per i cittadini sarà più semplice portare le proprie istanze alle autorità, ma l’esperto è convinto del contrario. “Prima era la popolazione a scegliere direttamente il capo dell’amministrazione municipale, ora invece non potrà più eleggerlo. Anche durante la campagna pre-elettorale i cittadini non potranno non potranno più presentarsi dal futuro eletto con le proprie richieste. In sua vece verrà scelto un deputato di un insediamento minore della zona che non avrà nessun potere, se non quello di eleggere il deputato successivo” dice l’esperto turbato.

A detta di Kynev, tali cambiamenti avranno una forte ricaduta sull’indice di gradimento del potere, come è già accaduto con l’abolizione dell’eleggibilità dei governatori allorché la popolazione aveva smesso di interessarsi di politica, ritenendo di non avere diritti.

Aleksej Skopin, titolare della cattedra di Economia regionale e Geografia economica presso l’Alta scuola di Economia di Mosca, ritiene che sarà la nomina dei capi dei distretti, e non l’eliggibilità a ridurre il livello delle libertà democratiche, pur ravvisando in questo anche un lato positivo: la gestione locale risulterà più efficiente e consentirà di risolvere un maggior numero di problemi economici.

“In Russia esiste un problema di distribuzione dei poteri tra livelli federali, regionali e locali. Il fatto è che a livello federale si concentrano più risorse finanziarie e meno responsabilità, e a livello regionale e municipale il contrario. Si cerca di modificare questo trend  per trovare un modello più adeguato in cui regioni e autorità locali possano esistere senza dover essere costrette a rivolgersi al centro federale” spiega l’esperto.

L’economista è convinto che il sistema precedente permettesse di manipolare le autorità regionali. “Supponiamo che i federali non gradiscano la politica di qualche regione e che le assegnino meno risorse finanziarie, a quel punto nella regione si sviluppano delle proteste e il governatore viene destituito. In definitiva, le regioni diventano dipendenti dal centro dal centro federale, il che non dovrebbe accadere. Il problema è evidente, ma nessuno sa come risolverlo” afferma Skopin.

A suo avviso, la riforma consentirà alle municipalità di attrarre risorse aggiuntive per lo sviluppo e di gestirle in autonomia. “Il problema è che la gente in loco non si attiva e che simili cambiamenti dovrebbero servire a dare l’opportunità alle amministrazioni di livello più basso di proporre delle iniziative rivolte alle amministrazioni regionali, o agli investitori” conclude Skopin.

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