I limiti dell'autodifesa

Oltre 100mila persone su Internet hanno detto sì all’utilizzo di armi da fuoco per la difesa personale. E si apre il dibattito (Foto: Itar Tass)

Oltre 100mila persone su Internet hanno detto sì all’utilizzo di armi da fuoco per la difesa personale. E si apre il dibattito (Foto: Itar Tass)

Crescono sempre più, in diffusione e consensi, le campagne d'opinione per ampliare le possibilità di difendersi da soli. Ecco i temi al centro del dibattito

I russi chiedono di poter ricorrere all’uso di armi da fuoco per difendere la loro casa e le loro proprietà. Attualmente, sussiste la presunzione di colpevolezza nei confronti di chi difende se stesso o i suoi beni mediante l’uso di armi. Su uno speciale sito Web, creato per dare voce all’opinione pubblica, oltre 100mila persone hanno votato a favore di una riforma del Codice Penale della Federazione russa in merito a questo tema. Gli esperti non sono concordi in merito alle prospettive della proposta.

Il sito è stato creato non molto tempo fa su iniziativa del Presidente russo Vladimir Putin al fine di raccogliere e ascoltare le opinioni della popolazione in merito a disegni di legge e ad altre proposte importanti. È proprio su questo sito che i russi sono stati chiamati a votare su una disposizione il cui obiettivo è fare in modo che qualsiasi azione commessa da un individuo all’interno della propria casa al fine di proteggere la propria proprietà, la propria vita e quella dei propri famigliari, venga considerata come un atto necessario di autodifesa. L'iniziativa è stata soprannominata "La mia casa è la mia fortezza", riferisce il quotidiano Moskovsky Komsomolets.

Attualmente, ai sensi del codice penale russo, la nozione di legittima difesa copre solo quei casi in cui un individuo difende la propria vita o quella altrui contro un pericolo attuale di aggressione. Nei casi in cui non vi sia una minaccia reale all’incolumità della persona, sussiste una presunzione di colpevolezza nei confronti di chi difende se stesso o i suoi beni mediante l’uso di armi. Ciò significa che il metodo di autodifesa deve essere proporzionato all’offesa. Ad esempio, qualora dei rapinatori cerchino di sottrarvi la borsa, potete aggrapparvi a essa perché non ve la rubino, ma non potete sparare all'aspirante ladro. Lo stesso discorso vale qualora dei ladri si introducano illegalmente in casa vostra: se non vi minacciano con una pistola, l’uso di un’arma da parte vostra risulta illegale.

"Gli emendamenti che si vogliono introdurre nella legislazione hanno come obiettivo quello di permettere ai cittadini di difendere la loro casa, o il luogo in cui stanno soggiornando temporaneamente, non appena si verifichi una violazione del loro domicilio. Ciò non significa che una persona che ha usato un’arma o ha commesso altri atti verrà automaticamente assolta. Ogni singolo caso verrà analizzato separatamente. Ad ogni modo, l'uso di armi in casi come questi sarà giustificato e il cittadino sarà protetto dallo Stato", ha dichiarato Maria Butina, presidentessa del movimento “Diritto alle armi”, spiegando il succo degli emendamenti sottoposti al voto pubblico.

"Il futuro di questa iniziativa dipende ora da un coinvolgimento più attivo della società civile, da un esame attento degli esperti e da una cooperazione efficace con i legislatori", ha spiegato il membro della Camera pubblica Dmitry Galochkin. "Siamo consapevoli che non tutte le iniziative che ottengono 100mila voti possono arrivare in Parlamento. Si tratta di un’iniziativa non a sfondo politico, che riunisce rappresentanti di diversi punti di vista e forze politiche. Vorremmo che fosse appoggiata da membri di vari partiti parlamentari e dal maggior numero di deputati possibile”.

Gli esperti, nel frattempo, valutano in maniera diversa le prospettive di questa iniziativa. Il noto psichiatra forense, direttore del Centro per l'assistenza legale e psicologica nelle emergenze, Mikhail Vinogradov, è convinto che nella Duma di Stato vi siano abbastanza deputati disposti ad aggrapparsi a un tema così forte a livello mediatico e ad adottare il documento. "Sono favorevole a che i russi possiedano armi da fuoco per proteggere se stessi e le loro proprietà", ha detto l’esperto. Ciononostante, Vinogradov ha sottolineato anche che una legge simile, che prevede la legalizzazione dell'uso di armi da fuoco, potrebbe essere adottata in Russia solo qualora il problema della corruzione venisse completamente debellato e non fosse più possibile procurarsi facilmente una pistola in cambio di una mazzetta. “È importante che ogni persona a cui viene riconosciuto il diritto al porto d'armi sia ben addestrata, sappia usare le armi da fuoco e sia mentalmente stabile. Qualora, invece, mediante le pratiche di corruzione, le armi dovessero finire nelle mani sbagliate, sarebbe difficile prevederne le conseguenze. Ci sono un sacco di truffatori in giro disposti ad aiutare chiunque voglia acquistare un’arma ad aria compressa", ha concluso Vinogradov.

Sergei Goncharov, membro della Duma della citta di Mosca e presidente dell'Associazione veterani dell'unità anti-terrorismo Alfa, al contrario, ritiene che il progetto di legge non abbia futuro e che possa rivelarsi persino pericoloso per la società russa. "Gli autori di questa iniziativa si basano sul modello americano, secondo cui quando c’è una violazione di proprietà il proprietario dell’immobile può sparare all’intruso e risultare sempre nel giusto. Nel nostro caso, questo principio non funzionerebbe”, ha detto Goncharov, ricordando la legalizzazione delle pistole ad aria, introdotta in Russia nel 1993: approvata con l’obiettivo di permettere alla popolazione di difendersi dai criminali, nessuno previde che le pistole sarebbero state usate come armi d’assalto. "I fucili ad aria e le pistole a gas sono ampiamente utilizzate oggi in liti domestiche o scontri di strada. Credo che dare ai russi il diritto di proteggere le loro proprietà con armi da fuoco non sia una buona idea. Le attuali disposizioni del codice penale vanno già bene”, ha concluso Goncharov.

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