La diaspora degli eredi del Pcus

Una manifestazione in piazza degli eredi del Pcus (Fonte: Reuters)

Una manifestazione in piazza degli eredi del Pcus (Fonte: Reuters)

A oltre vent'anni dal crollo dell'Urss, i comunisti russi sognano di tornare al potere. Strategie, politiche, l'opposizione al governo. Un viaggio tra i discendenti dei "professionisti della rivoluzione"

Erano i professionisti della rivoluzioni. E oggi, dopo aver governato la Russia per oltre settant’anni, i comunisti rimangono ancora oggi la seconda forza politica del Paese. E benché promettano agli elettori un socialismo di tipo cinese, la loro popolarità e il loro ascendente sono in calo. Alcuni partiti comunisti di recente formazione propugnano un “comunismo vero” e denunciano la corruzione della vecchia guardia. Il Partito comunista della Federazione russa (Pcfr), seconda forza politica della Russia moderna, è generalmente riconosciuto come l’erede del Pcus: il Partito comunista dell’Unione Sovietica.

Secondo i dati ufficiali, alle ultime elezioni per la Duma statale il Pcfr ha raccolto l’11,57 percento dei voti (le elezioni sono state vinte da Russia Unita, con il 64,30 percento). Nel 2012 il candidato presidenziale del Pcfr, Gennady Zyuganov, è arrivato secondo dopo Vladimir Putin, con più di dodici milioni di voti (pari quasi al 17 percento). Il partito è presente in ottantuno divisioni regionali e conta 156.528 membri. Il comunisti, un tempo al potere, oggi si considerano all’opposizione.

Obiettivo dichiarato del Pcfr è quello di instaurare il socialismo in Russia; nell’immediato il partito si propone intanto di nazionalizzare le risorse naturali, l’agricoltura e le grandi industrie, pur mantenendo un’economia mista in grado di consentire la crescita delle piccole e medie imprese del settore privato. Tuttavia, non tutti coloro che condividono gli ideali del comunismo concordano con la politica del Pcfr. Il 2012 ha visto nascere due partiti comunisti alternativi: il Partito comunista di Russia e il Partito comunista di giustizia sociale. I Comunisti di Russia emersero per la prima volta nel 2009, ma il loro partito all’epoca non era che un’organizzazione pubblica.

La differenza principale tra Pcfr e gli altri due partiti è da ricercare nel loro atteggiamento nei confronti della religione: il Pcfr ha compiuto un significativo riavvicinamento verso la Chiesa ortodossa russa. Secondo Gennady Zyuganov, leader del Pcfr, un iscritto al partito su tre è credente (ai tempi dell’Unione Sovietica, ogni forma di religione era proibita). I due partiti “nuovi” insistono invece nel dire che i “veri” comunisti dovrebbero essere atei, come accadeva ai tempi dell’Urss.

“Dobbiamo ammettere che una parte della nostra società prova un senso di nostalgia nei confronti del nostro passato sovietico. La maggioranza dei russi associa il Pcfr all’ex Partito comunista, e per questo il principale obiettivo dei partiti emergenti è di dimostrare all’elettorato che anche loro guardano al passato, ma al tempo stesso tentano di compromettere la reputazione del Pcfr”, afferma il politologo Konstantin Truevcev.

Nella società russa è inoltre assai diffusa l’opinione secondo la quale tutti i partiti comunisti moderni in realtà tradirebbero i valori comunisti. Secondo gli esperti, il fatto che il partito che ha segnato la politica statale per settant’anni sia fallito genera nei russi un senso di frustrazione. I programmi politici dei partiti comunisti sono simili ma al tempo stesso in contrasto gli uni con gli altri. I “nuovi” partiti accusano Zyuganov di collaborare con il Cremlino, e affermano che il programma del Pcfr è superato e che per questo il partito non potrà mai riconquistare il potere. I “nuovi” partiti consistono per lo più di ex membri del Pcfr che un tempo invocavano le dimissioni di Zyuganov.

Un dirigente del Partito comunista di giustizia sociale, Yuri Morozov, era invece membro di Russia Unita, il partito al potere - e ciò dà ai suoi oppositori un motivo per accusarlo di connivenza con Putin. “Tutti questi partiti pseudo-comunisti sono stati inventati dal potere ufficiale, perché il Cremlino ha paura di noi. Vogliono attrarre i nostri elettori verso questi “finti” partiti comunisti, intendono controllarli e ridurre la nostra influenza”, spiega Leonid Kalashnikov, segretario per i rapporti internazionali del comitato centrale del Pcfr.

Quello dei comunisti di Russia si presenta come un partito di giovani, ma subisce una forte  concorrenza da parte del Pcfr, del quale fa parte anche l’Unione della lega dei giovani comunisti della Federazione Russa. Esistono poi altre organizzazioni giovanili comuniste, come la Lega della gioventù russa comunista, la Lega comunista dei giovani leninisti della Federazione russa, la Lega della gioventù comunista rivoluzionaria e l’Avanguardia della gioventù rossa - il cui leader Sergei Udaltsov è una delle figure più in vista dell’opposizione russa. Tutte queste organizzazioni sono influenzate dal Pcfr.

Tuttavia, a livello regionale tutti i partiti dimostrano di cooperare. L’organizzazione comunista russa forse più nota, i Comunisti della Regione di San Pietroburgo e Leningrado, conta tra le proprie fila membri di tutti i partiti comunisti, nonché alcuni cittadini non iscritti ad alcun partito. L’organizzazione è famosa per aver boicottato lo scorso ottobre la mostra di quadri allestita da Sylvester Stallone a San Pietroburgo, definendo l’attore “un’incarnazione della macchina militare Usa”. Alcuni anni prima, i suoi adepti avevano chiesto il ritiro di “Avatar”, il film di James Cameron, perché questi aveva “saccheggiato la fantascienza dell’Unione Sovietica”.  

Riguardo alla possibilità che il partito comunista possa tornare al potere, gli esperti si dicono scettici. “Rispetto ai partiti comunisti dei Paesi dell’Europa centrale, i partiti russi non devono sforzarsi di adattarsi alle pressanti esigenze della società moderna. Persino il Pcfr, che pure ha ottenuto buoni risultati nelle ultime elezioni, non sembra destinato a governare la Russia. In Russia”, concude Trucevcev, “i partiti comunisti stanno diventando sempre più qualcosa che appartiene al passato”.

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