Navalny impone un nuovo stile in campagna elettorale

Fin dall'inizio, il blogger dell'opposizione Alexei Navalny si è posto come candidato del popolo e questa posizione ha influenzato tutta la sua  campagna elettorale per le amministrative di Mosca (Foto: AP)

Fin dall'inizio, il blogger dell'opposizione Alexei Navalny si è posto come candidato del popolo e questa posizione ha influenzato tutta la sua campagna elettorale per le amministrative di Mosca (Foto: AP)

Candidatosi alla poltrona di sindaco di Mosca nella competizione di settembre 2013, il blogger anti-Putin, pur senza ottenere la vittoria, ha dato il via a un innovativo sistema per accaparrarsi il voto

Anche se il candidato dell'opposizione Alexei Navalny non ha vinto le elezioni a sindaco di Mosca l'8 settembre 2013, le tattiche abbracciate per supportare la corsa alla poltrona hanno segnato un cambiamento epocale nel modo in cui le campagne elettorali in Russia sono condotte. Mentre la raccolta di fondi e il porta a porta sono i metodi più comuni negli Stati Uniti, erano sostanzialmente sconosciuti in Russia fino a oggi.

Per via dell'accesso limitato ai mass media federali, lo staff elettorale di Navalny ha organizzato la campagna elettorale sui social network e a poco a poco è uscita dalla Rete.

A luglio e agosto 2013, Navalny, dopo essere stato escluso dai canali pubblici televisivi, ha aumentato la sua popolarità, passando dal 69 all'81 per cento (dati dell’organizzazione “Opinione Pubblica”) e la sua propaganda ha attirato, secondo i dati del Centro Levada, l’attenzione del 69 per cento degli elettori (contro il 61 per cento degli intervistati che ha seguito la campagna elettorale di Sobyanin).

I tre milioni di dollari raccolti per la campagna grazie alle donazioni di cittadini russi e la partecipazione di un enorme numero di volontari alla campagna elettorale rappresentano un successo senza precedenti: in Russia non si era mai verificato niente di simile. In tutti i quartieri di Mosca, studenti, esponenti delle arti, consulenti, banchieri e persino lavoratori statali, hanno fatto gratuitamente campagna elettorale per Navalny. I volontari erano circa 15.000.

Ecco come commenta il fenomeno Ksenya, analista di una importantissima società di consulenza: “Innanzitutto, è stato bello farlo. Molte più persone di quanto mi aspettassi mi dicevano Grazie, non stare a sprecare i giornali con noi, lo votiamo comunque. In secondo luogo, è stato pesante, a livello fisico ed emotivo, perché dai a ciascuno la tua energia, sorridi e cerchi di trovare in fretta gli argomenti giusti. Io mi sono fissata l’obiettivo di entrare in contatto con  chiunque passasse davanti al mio incrocio o fosse nel mio vagone della metro. A volte c’era soltanto il tempo di distribuire il materiale. Se invece rimaneva qualche minuto al semaforo o prima della fermata, di solito iniziavo a parlare con chi non voleva prendere il giornale. Inoltre ho discusso anche con tutti i parenti e gli amici, cercando fino all’ultimo di convincerli”.

Fin dall’inizio Navalny si era autoproclamato candidato del popolo e tutta la sua campagna elettorale aveva seguito questa linea. I ripetuti incontri con gli elettori, i volontari, i giornalisti, il lavoro assiduo sui social network (il Twitter di Navalny è uno dei più celebri nella Rete in lingua russa e il giorno della sentenza per il “caso di Kirov” del 18 luglio 2013 ha dominato anche i temi di tendenza di Twitter), l’uso del linguaggio giovanile: tutto questo ha contribuito a creare l’immagine di una figura politica fresca, interessata alla causa.  

Il divario tra il candidato e l’elettore si cancellava anche mediante la terminologia impiegata: la maggior parte dei manifesti e dei banner si rivolgeva all’elettore dandogli del tu. Il team di Navalny ha utilizzato un approccio non tradizionale anche per la propaganda vera e propria. Secondo il sondaggio dell’edizione online di Slon, la campagna elettorale del 2013 a Mosca rimarrà impressa nella mente dei cittadini, prima di tutto “per i cubi di Navalny”. Tutti i volontari che avevano espresso il desiderio di partecipare alla promozione del candidato, hanno ricevuto dallo staff un cubo, cioè un’intelaiatura di metallo con un banner a ogni lato che descriveva i punti salienti del programma politico. Le istruzioni visive per montare il cubo e alcuni consigli su come gestire la promozione si potevano leggere sul sito o ascoltare durante le riunioni regolari dello staff elettorale al centro di Mosca. Molti partecipavano alla campagna anche in modo indiretto: per tutta la capitale si incontravano degli adesivi rotondi con la scritta “Navalny!”, incollati su macchine, biciclette e borse.

Alcuni cittadini non si sono fatti spaventare e hanno fatto pubblicità anche in casa, appendendo lo striscione sul balcone.

Oltre a incitare i cittadini a votare Navalny, si chiedeva loro di diventare osservatori per le elezioni. Una delle maggiori proteste di Navalny nei confronti del potere vigente riguardava i brogli elettorali. Gli sforzi hanno dato i loro risultati e non soltanto a Mosca: la cifra di osservatori nelle elezioni nazionali è stata da record; più di 250.000 persone dei partiti parlamentari, 1.000 dalle file dei partiti non parlamentari e tra gli attivisti hanno monitorato i seggi elettorali. A Mosca soprattutto si è riusciti a raggruppare i rappresentanti della società civile. 

La campagna non era indirizzata soltanto ai sostenitori giovani e creativi, ma anche ai “potenti della terra”. Un evento clamoroso della campagna di Navalny è stata “la cena con gli uomini d’affari” in uno dei più costosi alberghi del centro di Mosca, il Ritz-Carlton. Pagando 7.800 rubli (180 euro circa) per una raffinatissima cena (nell’invito era inclusa una nota: “Il prezzo della cena è di 7.800 rubli, la cifra è interamente impiegata per organizzare la cena e non ha niente a che vedere con il finanziamento della campagna elettorale. Il pagamento si effettua il giorno della cena presso l’hotel Ritz-Carlton in contanti o con carta di credito”), investitori, imprenditori e banchieri hanno assistito alla presentazione del programma economico di Navalny, introdotta da Sergei Guriev (uno dei più potenti economisti russi, emigrato in Francia). Molti rappresentanti della comunità economica sono andati alla cena in incognito o hanno mandato i loro collaboratori per non essere scoperti dalla stampa e non provocare pettegolezzi su questa o quella campagna a favore di Navalny. C’era anche un buon numero di dipendenti di enti pubblici.

L’incontro con Navalny era moderato da Arkadij Ostrovskij, il capo dell’edizione moscovita di The Economist. Nel corso di tre ore, il giornalista ha rivolto, insieme agli ospiti della cena, domande scottanti al candidato sulla sua squadra, sui metodi di lotta alla corruzione, sulle azioni concrete in caso di vittoria, sul reddito personale e sul conflitto di interessi. Navalny aveva una risposta pronta per tutto e questo non sorprende, visto che durante la campagna elettorale rilasciava alcune interviste al giorno, organizzando periodiche conferenze stampa con i giornalisti.

L’elettorato di Navalny si può dividere in due tipologie: i suoi sostenitori e coloro che votano contro il potere attuale (gli altri candidati che hanno partecipato alle elezioni erano stati avanzati dall’opposizione parlamentare che in sostanza non è una vera opposizione). Come spiega Ksenija (attivista dello staff di Navalny) “non mi sono chiesta se partecipare o meno alla campagna elettorale. C’è stata la possibilità di darsi da fare per creare nel Paese un’opposizione politica e dare un feedback di qualità allo Stato: non potevo mancare”.

Entrambe le categorie hanno fruttato a Navalny il 27,24 per cento dei voti, il più alto risultato ricevuto da un oppositore politico dal crollo dell’Urss.

Gli esperti parlano già di questo format assolutamente nuovo per la Russia. Come ha rilevato Ilja Klishin, giornalista politico di testate prestigiose, “[tale format] si può esportare e rilanciare per altri progetti”. In queste elezioni amministrative Navalny e il suo staff sono riusciti brillantemente a mobilitare il loro elettorato.

Ora hanno un nuovo obiettivo da raggiungere: conquistare l’appoggio della maggioranza prima delle elezioni alla Duma municipale, che si terranno fra un anno esatto, nell’autunno del 2014.

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