Club Valdai, lo sguardo di Putin sull'Italia

L'ex presidente del Consiglio italiano Romano Prodi (al centro) ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin (a sinistra) in occasione del forum Club Valdai (Foto: Anton Denisov / Ria Novosti)

L'ex presidente del Consiglio italiano Romano Prodi (al centro) ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin (a sinistra) in occasione del forum Club Valdai (Foto: Anton Denisov / Ria Novosti)

Oltre agli interventi sulla Siria, sull'opposizione e sulla ricerca di un'identità russa, nella giornata conclusiva del forum il Presidente della Federazione si è soffermato anche su alcune questioni legate al Belpaese, chiamando "amici" Prodi e Berlusconi

A Valdai è arrivato l’autunno. L’aria si è rinfrescata, anche se non fa ancora freddo. Il cielo è coperto, ma non piove. Le foglie sugli alberi sono ingiallite, e tardano a staccarsi.

Il 19 settembre 2013 il Presidente russo Vladimir Putin ha incontrato i membri del forum Club Valdai. Tra i vari interventi, si è soffermato sull’uso delle armi chimiche in Siria; si è espresso a favore dell’ex premier italiano Silvio Berlusconi e non ha escluso l’”amnistia” per gli oppositori del caso Bolotnaya, facendo poi intendere che non esclude una sua nuova candidatura alle elezioni presidenziali del 2018.

Dopo i meeting del mattino, a metà giornata i membri del forum hanno incontrato a porte chiuse il ministro della Difesa Sergei Shoigu.

In merito alla presenza delle flotte russe sulle coste della Siria, Shoigu ha sottolineato che in Siria vivono settemila cittadini russi, e che qualcuno, in caso di necessità, dovrà pure farli evacuare. Peccato che a nessuno sia venuto in mente di chiedere cosa ci fanno le truppe della Nato sulle coste siriane.

Per la prima volta in dieci anni, poi, Vladimir Putin ha incontrato a porte aperte i membri del forum. Buona parte del suo intervento è stata dedicata alla ricerca di un’identità nazionale russa: secondo lui l’assenza dell’idea di Nazione faceva comodo prima a coloro che hanno contribuito a depredare il Paese dopo la caduta dell’Urss.

Tuttavia, secondo quanto ha dichiarato, la Russia non ha acquisito fino ad adesso una piena identità, anche se non è chiaro a chi ora possa fare comodo l’assenza di un’identità nazionale. Ma una via d’uscita, ha detto, bisognerà pur trovarla. Per far ciò “i liberali devono incontrare gli esponenti della sinistra e delle altre correnti”. Anche perché la “critica senza amore verso la patria è umiliante e controproducente”.

Il capo del Cremlino ha quindi criticato i tentativi di quei Paesi (che si considerano civilizzati) di allontanarsi dai principi cristiani, mettendo, ad esempio, sullo stesso piano la famiglia e le unioni di persone dello stesso sesso. A livello generale la crisi della società si sta manifestando come prima cosa nella perdita della sua capacità di riproduzione.

Successivamente uno dei membri del forum ha chiesto a chi sia venuto in mente di scrivere una lettera sul New York Times, firmata da Vladimir Putin. È stata un’idea di Shoigu o Peskov? Qui è emerso l’inaspettato: è stato lo stesso Putin a volerlo.  

Putin, hanno spiegato, ha seguito con interesse la discussione sulla questione siriana avvenuta nel Congresso americano; ha chiamato il suo assistente e gli ha detto che “voleva scrivere un articolo su un giornale americano”.

E così gli ha dettato i suoi pensieri. Ha corretto la bozza sulla base di alcuni suggerimenti del consigliere, e li ha rivisti ancora una volta. Alla fine ha aggiunto di getto un paragrafo su ciò che pensa delle peculiarità americane.

Successivamente Putin ha espresso il suo punto di vista in merito a quella che è stata, secondo lui, una provocazione da parte dell’opposizione siriana sulla questione delle armi chimiche: “Hanno preso un vecchio ordigno di produzione sovietica, sottratto dagli armamenti dell’esercito siriano. L’importante è che ci fosse scritto che era stato prodotto in Urss, e lo hanno usato”.

In seguito, riprendendo il microfono, Putin ha dichiarato di avere in Italia due amici: Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Pronta la risposta di Prodi, che evidentemente non voleva che si pensasse che un amico di un suo amico, fosse anche amico suo. Ma non era nelle intenzioni di Putin far intendere questo.

“Berlusconi è sotto processo perché vive con le donne. Se fosse stato omosessuale, nessuno avrebbe osato toccarlo”, ha detto, suscitando delle sonore risate, dapprima provenienti da chi in sala capiva il russo, poi giunte da chi ha ascoltato la traduzione in inglese.

La parola è quindi passata agli esponenti dell’opposizione. Tra questi c’era anche Vladimir Ryzhkov (che Putin in più di una occasione ha chiamato con tono amichevole “Volodya”) che ha fatto un intervento molto chiaro in merito al caso Bolotnaya. Dopo un breve discorso, Ryzhkov ha proposto “l’amnistia” per gli oppositori che si trovano in carcere. “Non lo escludo”, ha concluso Vladimir Putin. 

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