Alle Ong russe finanziamenti per 50 milioni di euro

Oleg Orlov, capo del Memorial Centre per i diritti umani, nel suo ufficio a Mosca. Il Memorial Centre ha ottenuto contributi per quasi 200mila dollari per realizzare tre progetti (Foto: Reuters)

Oleg Orlov, capo del Memorial Centre per i diritti umani, nel suo ufficio a Mosca. Il Memorial Centre ha ottenuto contributi per quasi 200mila dollari per realizzare tre progetti (Foto: Reuters)

Gli attivisti che si battono per i diritti umani riceveranno fondi dal governo in base ai loro progetti pensati a livello locale e nazionale

Il 27 agosto 2013 è stato reso noto l’elenco delle organizzazioni non governative russe in lizza per i finanziamenti del Presidente. Su una cifra complessiva a disposizione di 2,32 miliardi di rubli (54 milioni di euro), i finanziamenti in media hanno totalizzato circa 2 miliardi di rubli (47 milioni di euro). Russia Oggi ha chiesto agli esperti come è stata effettuata la scelta delle erogazioni.

In tutto sono state approvate 1.087 richieste di finanziamento su 5.655 (rispetto ad appena 64 del 2012). Nel frattempo, la cifra complessiva che il Presidente ha allocato per sovvenzionare le Ong nel 2013 è cambiata di poco rispetto all’anno precedente. Se si esamina l’elenco delle sovvenzioni, si nota che la maggior parte di esse sono state erogate alle organizzazioni regionali. È degno di nota il fatto che anche alcune organizzazioni nazionali abbiano ricevuto finanziamenti per i propri progetti regionali.

Ha destato, invece, sensazione la notizia che l’Associazione “Golos” (“Voce”), organizzazione non governativa molto nota e stimata, dedita a vigilare sul sistema elettorale, è stata esclusa dagli aiuti finanziari. Il Gruppo Helsinki di Mosca (Mhg) e l’Organizzazione per i diritti umani ne hanno ricevuta uno soltanto a testa, mentre altri due loro progetti sono stati lasciati a secco di sovvenzioni.

L’Associazione Agora per i diritti umani ha ricevuto un aiuto economico per un progetto in Tatarstan (un milione e 283mila rubli, 30mila euro, per la difesa delle vittime di maltrattamenti di poteri ufficiali). Al Memorial Centre per i diritti umani è stato erogato un finanziamento di un milione e 362mila rubli (32mila euro) per i suoi rapporti trimestrali  sulla “Situazione nel Caucaso settentrionale: panorama sui diritti umani”, oltre a  un altro di sei milioni di rubli (141mila euro) per il suo programma di riabilitazione destinato alle vittime delle repressioni politiche.  Il Centro è riuscito anche a ottenere un ulteriore sussidio di 500mila rubli (11.800 euro) per un progetto nella regione di Ivanovo. La Commissione delle madri dei soldati e la Croce rossa russa hanno ricevuto aiuti finanziari di minore entità in parecchie regioni.

Per il momento, la cifra più consistente, 15 milioni di rubli (352mila euro) è stata erogata a un centro di ricerca che opera nell’ambito dell’Accademia russa delle Scienze e dell’Università statale di Mosca e intende creare un museo online della Costituzione prima del ventesimo anniversario di quest’ultima.

Quanto alle Ong dell’opposizione, alcune delle quali erano state invitate a registrarsi come agenti stranieri presso il Ministero della Giustizia, hanno sentimenti contrastanti sui risultati riguardanti questa erogazione di contributi, come ha riferito Kommersant. Lyudmila Alekseyeva, leader dell’Ong Mhg, ha detto di essere pronta a vendere all’asta la sua collezione personale di ceramiche di Gzhel pur di mandare avanti alcuni importanti progetti in corso. L’attivista che si batte per i diritti umani ha anche aggiunto di voler provare a ottenere finanziamenti in Russia.

Cercare finanziamenti in Russia è molto importante in quanto, una volta che un progetto politico ha ricevuto finanziamenti stranieri, l’Ong deve presentare specifica domanda e registrarsi come “agente straniero”, cosa alla quale sono contrari tutti gli attivisti per i diritti umani.

Il portavoce della Duma di Stato Sergei Naryshkin di recente ha annunciato che la legge per gli agenti stranieri potrebbe essere rivista per ridefinire le “attività politiche” e rendere così più efficienti le Ong.

L’Associazione Golos è per l’appunto una tra quelle che i vertici  delle forze dell’ordine etichettano come “agente straniero”, anche se l’organizzazione non ha riconosciuto questo status. Come ha riferito a Russia Oggi il direttore dell’Istituto di ricerche politiche Sergei Markov, questa posizione conflittuale ha impedito di fatto all’organizzazione di ricevere i finanziamenti. “È stato deciso che tutte le Ong, compresi gli agenti stranieri, potessero presentare richiesta di finanziamento, a meno che l’Ong non fosse dichiarata agente straniero per avere evitato di registrarsi in quanto tale. In questo caso, infatti, è stata ritenuta di non avere i requisiti necessari. Proprio contro di questo si è schierata Golos”, ha spiegato il politologo.

Nikolai Svanidze, membro della Camera civica della Federazione Russa, afferma che Golos avrebbe dovuto ricevere aiuti finanziari per la sua influenza: “L’Associazione Golos vigila sull’integrità e sulla trasparenza durante le elezioni. Ha bisogno di aiuti economici per evitare di doverli reperire all’estero ed essere considerata un agente straniero”.

Secondo Sergei Markov, il sistema degli aiuti di Stato è abbastanza semplice e imparziale: “Le sovvenzioni sono assegnate in funzione di molteplici criteri. Primo, tutte le domande sono prese in esame rispetto ad alcuni parametri, quali l’importanza e la visibilità di un progetto, l’esperienza dell’organizzazione nel campo, e la fattibilità concreta dei suoi progetti. Ai  progetti si assegna, quindi, un voto rispetto a una scala da uno a cinque. Le domande sono in seguito prese in considerazione da un gruppo di esperti, che assegna un altro punteggio e, alla fine, sommando i primi punti agli altri si arriva a redigere una classifica.  Alle organizzazioni che hanno ricevuto il punteggio più alto saranno erogati gli aiuti finanziari”.

Egli ha anche aggiunto che il budget a disposizione è stato distribuito in parti uguali tra progetti nazionali e regionali. Dato che le iniziative locali richiedono cifre più esigue rispetto ai progetti federali, si può avere l’impressione che i progetti regionali di fatto ne abbiamo ricevute di più sostanziose.

“I progetti nel sociale hanno ricevuto parecchie sovvenzioni e le iniziative pubbliche nelle quali la gente cerca di risolvere i problemi sono state una priorità, - ha continuato Markov. - Per come la vedo io, gli aiuti economici alle Ong devono essere considerevolmente aumentati. I budget che allochiamo a tale fine sono inferiori non soltanto a quelli di Stati Uniti, Germania o Francia, ma anche a quelli di Turchia o Polonia. In Russia le organizzazioni commerciali possono finanziare le Ong soltanto con i loro guadagni invece che con le loro entrate, quindi il governo deve sopperire a ciò dal punto di vista finanziario”.

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