Amministrative, ecco la carica degli osservatori

Grazie al progetto “Rosvybory” si può fare richiesta per partecipare come osservatore nei seggi durante le votazioni (Foto: Pavel Lisitsyn / RIA Novosti)

Grazie al progetto “Rosvybory” si può fare richiesta per partecipare come osservatore nei seggi durante le votazioni (Foto: Pavel Lisitsyn / RIA Novosti)

Per vigilare sul regolare svolgimento delle votazioni, il progetto “Rosvybory” recluta volontari da inserire nelle commissioni elettorali in previsione dell'imminente elezione del nuovo sindaco di Mosca

Le manifestazioni di protesta avvenute nel 2011 e nel 2012 si sono svolte al grido di “Vogliamo elezioni oneste!”. In seguito, molti dei manifestanti scesi in strada sono diventati loro stessi osservatori elettorali alle presidenziali di marzo 2012. Ora, nel 2013, si costituiranno le commissioni elettorali per i prossimi cinque anni. Che cosa sono le commissioni, a cosa servono e come si fa a diventare membri di una commissione elettorale in Russia?

Io ero tra quelli che, all'indomani delle politiche del 2011, manifestavano sul viale di Chistye Prudy, nel cuore di Mosca. Fu allora che molti, dopo aver visto i video che circolavano su Internet, decisero di mobilitarsi. Le registrazioni, girate da alcuni osservatori, testimoniavano evidenti infrazioni nelle procedure di voto, come l'aggiunta di schede, provocazioni, votazioni multiple e brogli di vario genere. Sul momento non ci si pose la questione dell'autenticità dei video. Ad ogni modo, anche se solamente un decimo di questi video fosse risultato autentico, c'era chiaramente il problema di capire cosa fosse successo nei seggi dove gli osservatori non erano in possesso di videocamere. A quel punto mi sono reso conto che l'unico modo per promuovere la legittimità delle elezioni era partecipare in prima persona per evitare che si verificassero brogli.

Per diventare osservatore mi sono appoggiato al progetto “Rosvybory” (elezioni russe). Tale servizio consente di compilare un modulo con i propri dati, essere incluso nella lista degli osservatori ed essere poi associato ad un partito qualsiasi. L'obiettivo principale di questo progetto è garantire che la maggior parte dei seggi venga associato ad almeno un osservatore indipendente. Ciascun osservatore deve ricevere il mandato da uno dei candidati. Io sono diventato osservatore su mandato di Mikhail Prokhorov. Sarei potuto diventare osservatore anche su mandato del candidato del partito comunista o di qualsiasi altro candidato. Il mandato non ha assolutamente alcun significato: il mio obiettivo non era influenzare il risultato, ma garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

Il giorno del voto sono arrivato al seggio in pieno orario, alle 7 di mattina, e ho conosciuto la commissione. Le 22 ore successive (compresa la procedura di scrutinio, durata circa 7 ore) le abbiamo trascorse insieme agli altri osservatori e ai membri della commissione, mantenendo costanti comunicazioni e facendo quanto possibile per evitare che potessero sorgere dubbi in merito alla legittimità dei risultati elettorali nel nostro seggio. La maggior parte degli osservatori erano principianti, come me, anche se c'erano alcuni osservatori più esperti, giunti con moduli di reclamo compilati in anticipo. Si temevano brogli e continuavamo a ricevere sms di avvertimento su gruppi organizzati sospetti o su infrazioni nei seggi. Nonostante tutto, siamo riusciti a ottenere quello che volevamo: proteggere le operazioni di voto nel nostro seggio.

Quest'anno per le elezioni del sindaco di Mosca ci saranno 3.411 seggi. Le apparecchiature per lo scrutinio elettronico dei voti saranno disponibili solo in 1.035 seggi. Si ritiene che lo scrutinio elettronico renda molto più difficili i brogli elettorali. Restano quindi più di 2.000 seggi che necessitano di osservatori. Non potevo certo ignorare questa situazione. Questa volta, però, parteciperò in veste di membro della commissione elettorale, con pieno diritto di voto.

Diventare un membro della commissione elettorale è la naturale continuazione per chi si impegna nel ruolo di osservatore. L'osservatore diventa in tal modo parte integrante della commissione elettorale, partecipa a tutte le votazioni interne d'ufficio, non può essere rimosso dal seggio, consegna direttamente le schede agli elettori, effettua lo scrutinio dei voti e firma il verbale. Gli osservatori possono indirizzare eventuali reclami a un membro della commissione, che gode di pieno diritto di voto. La combinazione di un osservatore e un membro della commissione con pieno diritto di voto può diventare uno strumento di grande efficacia per controllare le operazioni di voto.

Per diventare membro della commissione elettorale, così come per diventare osservatore, mi sono rivolto a “Rosvybory”. Sono stato messo in contatto con il coordinatore del mio quartiere di Mosca. Questa volta sono stato selezionato tra i commissari del partito “Spravedlivaja Rossija” (Russia Giusta). Come per il ruolo di osservatore, anche in questo caso il mandato di un partito non vincola in nessun modo il commissario: ciascun membro della commissione rimane indipendente.

Va fatto notare che, nonostante i commissari siano formalmente suddivisi in base alle quote di rappresentanza di ciascun partito, operiamo come una squadra. Condividiamo tutti un unico e importante obiettivo: garantire la legittimità delle elezioni.

Quest'anno le commissioni elettorali non vengono più costituite come prima in prossimità delle elezioni, ma sono elette per un periodo di cinque anni. Saranno impegnate in 4 diversi turni elettorali: le elezioni comunali, le presidenziali, quelle del parlamento cittadino di Mosca e le elezioni per la Duma.

 

L'impegno richiesto è serio, ma bastano cinque minuti per compilare il modulo di “Rosvybory”. Per venire a conoscenza di tutte le situazioni possibili sono sufficienti un paio di giorni e per acquisire sicurezza un paio di seminari di formazione. Per prepararci a tutto, nei seminari si utilizzano metodi sperimentali. Ad esempio, in una delle sessioni di formazione siamo stati divisi in due gruppi: osservatori principianti ed esperti. Ai principianti è stato chiesto di uscire per qualche minuto, mentre agli osservatori esperti è stato chiesto di falsificare i voti tramite provocazioni, aggiunta di schede, documenti falsi e così via.

Ventiquattro ore di lavoro sotto pressione nei seggi e qualche giorno di formazione non è in fin dei conti un prezzo così alto da pagare per la soddisfazione di adempiere al proprio dovere di cittadino. Se c'è la possibilità di rendere le operazioni di voto più trasparenti, legittime e meglio organizzate, abbiamo anche l'obbligo di sfruttare tale opportunità.

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