Esercitazioni militari nell'Estremo Oriente russo

Più di 80.000 persone, circa 1.000 carri armati e veicoli blindati, oltre a 70 navi da guerra, sono stati coinvolti nelle esercitazioni militari nell'Estremo Oriente russo (Fonte: Mil.ru)

Più di 80.000 persone, circa 1.000 carri armati e veicoli blindati, oltre a 70 navi da guerra, sono stati coinvolti nelle esercitazioni militari nell'Estremo Oriente russo (Fonte: Mil.ru)

Le truppe del Distretto orientale sono in stato di massima allerta per ordine del Presidente Vladimir Putin

Alla mezzanotte del 13 luglio 2013, il Presidente Vladimir Putin ha ordinato esercitazioni non programmate di tutte le truppe nel distretto militare orientale. Ciò significa che sono stati annullati tutti i congedi degli ufficiali, degli aspiranti ufficiali e dei contrattisti, oltre a quelli dei soldati e dei sergenti di leva. Sono stati equipaggiati i carri armati, i blindati, i semoventi d’artiglieria, gli impianti missilistici antiaerei e di lancio di missili tattici.

Le truppe in azione

Il Distretto militare orientale è paragonabile per ampiezza ad alcune regioni della Francia, si estende dal Bajkal all’Oceano Pacifico e dal confine con la Nord Corea al Mar Glaciale Artico

Uomini e tecnologie hanno lasciato le aree di addestramento tattico, dirigendosi nei punti di raccolta, nei poligoni e nei campi di tiro, hanno occupato le posizioni a cui erano destinati, poi, una volta camuffati e con i motori accesi, si sono acquietati in attesa di ordini ulteriori. L’aviazione da caccia e da bombardamento ha lasciato gli aeroporti per concentrarsi in quelli alternativi, aspettando come gli altri i passi successivi. Le navi della flotta dell’Oceano Pacifico sono uscite in mare aperto.

Come ha comunicato il servizio stampa del Ministero della Difesa della Russia, sono state attivate 160.000 unità per compiere operazioni militari, circa 1.000 carri armati e blindati, 130 aerei ed elicotteri dell’aviazione a lunga distanza, di trasporto militare, da caccia e da bombardamento, oltre a 70 navi e imbarcazioni della Flotta militare. Sono stati tutti messi in stato di allarme per ordine del Presidente della Russia e Comandante in Capo supremo delle forze armate Vladimir Putin che il giorno prima, trovandosi a Kursk, aveva affidato al ministro della Difesa, generale dell’esercito Sergei Shoigu, di organizzare un’esercitazione delle truppe nel Distretto militare orientale, come era successo in precedenza nei Distretti militari occidentale, meridionale e centrale.

Alcuni reparti e sezioni del Distretto saranno trasferite con aerei dell’aviazione militare di trasporto, con trasporti ferroviari e marittimi a 3.000 chilometri di distanza, le sottosezioni del Distretto militare centrale (che va dal Volga al Bajkal), precisamente l’esercito dell’Arma di Novosibirsk con l’aviazione da caccia e da bombardamento assegnatale, svolgeranno il ruolo di avversario delle truppe dell’Estremo Oriente russo. Le manovre delle navi di superficie e dei sommergibili della flotta dell’Oceano Pacifico, della fanteria di marina russa e di altre divisioni serviranno allo stesso scopo.

Tali esercitazioni non sono legate a una particolare minaccia nei confronti della Russia ed è stato inoltre ufficialmente dichiarato che non sono indirizzate contro uno specifico Paese. Non hanno poi niente a che fare, come qualcuno potrebbe pensare, con la vicenda del cittadino americano Edward Snowden, che è ancora bloccato nella zona transiti dell'aeroporto moscovita di Sheremetevo e ha chiesto asilo politico alla Russia.

Al momento nessuno ha intenzione di combattere contro nessun altro e non c’è alcuna minaccia o volontà di dimostrare la propria forza bellica; chi di dovere, negli Stati confinanti con la Russia e dall’altra parte del pianeta, ne è già perfettamente informato. Semplicemente gli stati d’allarme improvvisi per le truppe di qualunque distretto, unità delle Forze armate o divisione sono uno dei modi più efficaci di controllo dello stato reale, e non di quello dichiarato, di efficienza bellica dell’esercito, la capacità dei comandanti di gestire i propri sottoposti e di risolvere altri incarichi militari che arrivano senza preavviso.

Per esempio, l’inaspettata simulazione di febbraio 2013 delle truppe del Distretto militare centrale e di alcuni reparti delle truppe dell’offensiva aerea, eseguita per ordine del ministro della Difesa – la prima in più di vent’anni – ha dimostrato che non tutti i reparti erano in grado di far uscire dalle zone di addestramento tattico le proprie macchine da combattimento: alcune, soprattutto quelle che erano state sottoposte a lavori di riparazione, si sono fermate a metà strada. Altre sezioni non hanno nemmeno ricevuto il segnale d’allarme da Mosca; i sorveglianti non se ne sono accorti in tempo, mentre nel comando della 201ma base militare stanziata in Tagikistan il segnale dalla capitale russa non è proprio arrivato.

Il collegamento telefonico con la base russa, si è poi saputo, era passato dal Ministero delle Telecomunicazioni della Repubblica, dove non si sono preoccupati molto della sua stabilità e affidabilità. Tutte queste lacune dovevano essere urgentemente colmate e forse nessuno le avrebbe scoperte se non ci fosse stata questa improvvisa verifica dell’efficienza bellica, organizzata dal ministro Shoigu.

Anche l’esercitazione del Distretto militare meridionale ha evidenziato mancanze nella gestione dei collegamenti e delle manovre. Ne hanno parlato il ministro della Difesa e il Presidente durante un incontro. Simili inadempimenti sono stati riscontrati anche nel corso della simulazione nel Distretto militare occidentale. Oggi sono stati tutti eliminati.

Questo, beninteso, non significa che tutti i difetti e le inadempienze della riforma militare si possono cancellare soltanto nel corso di esercitazioni improvvisate. Certo che no. La modernizzazione e la costituzione delle Forze armate prosegue secondo un ordine programmato, pensato in ogni suo dettaglio fino al 2020. Ne è testimonianza il progetto di sviluppo dell’esercito e della flotta per il prossimo decennio, di recente pubblicato su Internet.

Ma i piani sono piani, anche se ne puoi seguire gli sviluppi online. La reale preparazione bellica però si stabilisce, se non in guerra, soltanto sul campo, in mare, in cielo, durante le esercitazioni e le simulazioni. Per il 2013 ne sono state organizzate già abbastanza e se ne prevedono ancora di più. I militari parlano di 1.700 prove di simulazione di stato d’allarme, come quella delle truppe del Distretto militare orientale.

Ci saranno poi le grandi esercitazioni tattico-operative “Occidente-2013”, che si svolgeranno a settembre 2013 nei territori della Russia e della Bielorussia e il lancio di missili strategici terra-mare; la fabbrica Sevmash fornirà alla Flotta militare russa due incrociatori sottomarini per compiti strategici facenti parte del progetto 955 di classe “Borej” con 16 missili balistici Bulava su ogni ponte. Saranno effettuate ricognizioni sull’Atlantico e sull’Oceano Pacifico da parte di aerei dell’aviazione a lunga distanza, ci saranno incursioni nel Mediterraneo, nell’Atlantico, nell’Oceano Pacifico e Indiano con navi di tutti e quattro i contingenti…

Tutto questo, lo ripetiamo, non è fatto per intimidire qualcuno (tra l’altro anche le esercitazioni delle truppe Nato ai confini della Russia si svolgono con regolarità), ma soltanto per perfezionare il livello di professionalità degli ufficiali russi e dei comandanti militari nella gestione delle truppe, per migliorare le competenze operative di carristi, artiglieri, fanteria meccanizzata, piloti, marinai, soldati della difesa aerospaziale, operatori dei sistemi di rifornimento.

L’esercito di ogni Paese deve essere pronto in qualsiasi momento a respingere l’attacco di un aggressore e, perciò, come una squadra di calcio, deve allenarsi di continuo. Questo è l’impegno del Distretto militare orientale e dei marinai della Flotta del Pacifico.

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