Al Cremlino in elicottero

L'eliporto realizzato all'interno delle mura del Cremlino di Mosca (Foto: Ap)

L'eliporto realizzato all'interno delle mura del Cremlino di Mosca (Foto: Ap)

Mosca sta costruendo piattaforme di decollo e atterraggio per la mobilità veloce e sicura dei politici russi e dei leader stranieri in visita

A Mosca si moltiplicheranno le piattaforme di decollo e atterraggio per elicotteri. In realtà è ancora in vigore una legge che vieta di sorvolare Mosca in elicottero, ma il programma per lo sviluppo dei trasporti urbani da qui al 2016 contempla un maggior utilizzo del trasporto aereo, che sarà impossibile sviluppare senza aver abrogato quella legge.

Gli eliporti saranno realizzati sulla sommità degli edifici che ospitano Ministeri del governo e, naturalmente, si terrà conto della necessità di preservare gli edifici storici. Il provvedimento mira a offrire ai leader del Paese una maggiore mobilità e la possibilità di spostarsi per via aerea. Una piattaforma per il decollo e l’atterraggio degli elicotteri destinata al capo di Stato è stata già approntata al Cremlino e il Dipartimento dell’Amministrazione del Presidente prevede che sia utilizzata anche per i leader stranieri in visita.

Sorvolare la città fu proibito in epoca sovietica: la restrizione, imposta per “proteggere le strutture statali chiave e di importanza fondamentale per la sicurezza nazionale”, è tuttora in vigore. L’unica eccezione è per il Ministero delle Emergenze, il servizio ambulanze, la polizia e i più importanti leader nazionali. A oggi l’intera area circoscritta dall’anello autostradale moscovita è interdetta al volo.

Dal 2 maggio 2013, tuttavia, sono stati autorizzati voli commerciali sopra Mosca a un’altitudine di almeno 8.100 metri.

La decisione di sfruttare lo spazio aereo di Mosca è dovuta per lo più alla congestione del traffico nella capitale. Alcuni ingorghi sono notoriamente provocati dal passaggio delle auto di scorta dei leader politici, che obbligano a chiudere a lungo varie strade. È stato pertanto deciso anche di non far circolare più le limousine in città.

L’eliporto 1 - di 4.162 metri quadrati e praticabile in ogni stagione dell’anno - è stato realizzato nei terreni del Cremlino accanto al muro del Giardino Tainitsky e può accogliere elicotteri di varie categorie. Al Cremlino non vi è però posto per far sostare un elicottero in attesa.

Per creare lo spazio per l’eliporto, sono state abbattute alcune strutture estive provvisorie erette una ventina di anni fa per il servizio della protezione federale, che ospitavano stalle, ed è stato costruito uno spiazzo sopraelevato. Il centro di controllo è situato nella Torre Petrovskaya. Gli elicotteri potranno atterrare sulla piattaforma provenendo dalla direzione del Ponte Zamoskvoretsky o dal lato dell’area Zaradye, occupata in precedenza all’albergo Rossiya. La piattaforma può ospitare fino a due elicotteri contemporaneamente.

Il Dipartimento dell’Amministrazione del Presidente garantisce che gli elicotteri in volo non danneggeranno le mura e il Cremlino stesso. Nondimeno, per sicurezza, sulle pareti delle torri sono stati installati alcuni rilevatori per segnalare eventuali alterazioni. L’eliporto si trova su territorio protetto dallo Stato, ma il Ministero della Cultura ha dato il suo via libera alla realizzazione: lo ha detto Viktor Khrekov, addetto stampa del Dipartimento dell’Amministrazione del Presidente.

In precedenza, l’Unesco aveva espresso qualche preoccupazione in merito ai lavori di realizzazione dell’eliporto al Cremlino, che compare nel patrimonio culturale dell’umanità. L’addetto stampa ha aggiunto che se le organizzazioni internazionali avessero domande in proposito, potranno discuterne con il relativo Ministero governativo.

Il capo del Dipartimento dell’Amministrazione del Presidente ha affermato che il volo dall’aeroporto di Stato Vnukovo al Cremlino richiederà 5-7 minuti, senza contare decollo e atterraggio. I leader dei Paesi stranieri in visita alla Russia potranno raggiungere il centro di Mosca nello stesso modo. Il Dipartimento osserva anche che i capi di Stato stranieri in visita al Presidente russo nella sua residenza di Sochi utilizzano spesso gli elicotteri.

“Questa opzione è allo studio, ma tutto dipende dal protocollo e dalle regole degli altri Paesi”, spiega Vladimir Kozhin. Per esempio, i leader cinesi non sono autorizzati per motivi di sicurezza a servirsi di elicotteri nelle loro visite all’estero.

Gli esperti della sicurezza ritengono che spostarsi per via aerea invece che per strada sarebbe più sicuro per gli ospiti stranieri e i leader russi. “Gli elicotteri dei nostri leader sono dotati degli ultimi ritrovati in fatto di attrezzature radio-elettroniche, agli infrarossi e ottiche per neutralizzare qualsiasi missile che fosse sparato contro di loro. In genere, è molto più difficile intrufolarsi e nascondersi a Mosca e utilizzare un antimissile a spalla che, per esempio, un lanciagranate, teoricamente utilizzabile per colpire le scorte in macchina dei leader”, ha spiegato l’esperto militare Ilya Kramnik.

Secondo il capo del Dipartimento dell’Amministrazione del Presidente russo, il progetto costerà 200 milioni di rubli.

Anche il governo russo ha costruito un eliporto quest’anno. Il primo ministro Dmitri Medvedev si serve di un elicottero leggero italiano, l’Agusta Aw-139. Vladimir Putin invece volerà al Cremlino a bordo di elicotteri pesanti Mi-8.

Il ministro delle Emergenze ha un eliporto in Ulitsa Vatutina e presto un altro sarà  realizzato anche sul tetto del Ministero della Difesa in Ulitsa Znamenka. Presto potrebbero fare la comparsa anche alcuni eliporti mobili, messi a punto dall’Associazione dell’industria elicotteristica. Grazie a questo progetto, fino a sette piattaforme di atterraggio mobili potrebbero essere predisposte per gli elitaxi e per gli elicotteri di soccorso.

Anche i complessi di aziende e di uffici come Crocus City e Victory Plaza stanno iniziando a realizzare i loro eliporti. Moscow City ne avrà due.

Il programma di sviluppo dei trasporti della città di Mosca da qui al 2016 prevede lo sviluppo del trasporto aereo nella capitale e la realizzazione, insieme al Ministero dei Trasporti, di una rete di eliporti: dieci entro i confini della città e una quarantina fuori Mosca.

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