Amministrative, la battaglia di Mosca

Il sindaco dimissionario di Mosca Sergei Sobyanin, in corsa alle amministrative dell'8 settembre 2013 (Foto: RIA Novosti)

Il sindaco dimissionario di Mosca Sergei Sobyanin, in corsa alle amministrative dell'8 settembre 2013 (Foto: RIA Novosti)

L’opposizione russa vivrà il suo giorno del giudizio l’8 settembre 2013, data dell'elezione del sindaco della capitale. La vera sfida, secondo gli esperti, sarà tra Sobyanin e Navalny

Il voto anticipato per eleggere il sindaco della capitale russa si svolgerà l’8 settembre 2013. Quello sarà il giorno del giudizio per l’opposizione. A Mosca, infatti, l’elettorato degli oppositori del regime è quanto mai vivace. Se l’opposizione non riuscirà a vincere nel suo stesso territorio, allora il movimento di protesta potrebbe finire nel dimenticatoio per lungo tempo in futuro. Le autorità che hanno dato il via a questo plebiscito anticipato a Mosca evidentemente contano proprio su questo.

Le elezioni del 2012 nel sobborgo moscovita di Khimki sono state considerate da molti alla stregua di una prova generale dell’imminente battaglia che si disputerà alle urne a Mosca. Di conseguenza sono state seguite molto da vicino da tutti gli osservatori politici russi, e l’opposizione è stata sconfitta.

Ma i leader della protesta hanno ora l’occasione di rifarsi molto prima del previsto: le più importanti elezioni per la città di Mosca, infatti, avrebbero dovuto svolgersi nel 2015. I piani dell’opposizione sono stati però scompaginati dalle improvvise dimissioni rassegnate dal sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin. Di conseguenza le elezioni per eleggere il suo sostituto si terranno tra tre mesi, l’8 settembre 2013, e molti esperti dubitano che l’opposizione sia pronta a dare battaglia.

Il costo dell’intera faccenda

Sia i poteri in carica sia l’opposizione sono cresciuti studiando sui medesimi libri di storia, nei quali Mosca assumeva invariabilmente un significato simbolico. Per i russi il momento cruciale nelle guerre napoleoniche è stato il rogo di Mosca, mentre il momento più critico della Seconda Guerra Mondiale è stato la battaglia di Mosca. La vittoria nella capitale è una garanzia del successo in futuro, proprio come la sconfitta è garanzia di fallimento.

Del resto, anche se non si tiene conto del significato simbolico di queste elezioni, la posta in gioco è molto alta. Mosca è una delle due città russe che hanno lo status di regione indipendente nella Federazione Russa. Ma il sindaco di Mosca è più potente di qualsiasi altro governatore regionale del Paese. L’8 settembre 2013 i russi non eleggeranno, dunque, soltanto il responsabile della città di Mosca, ma anche uno dei più alti funzionari dell’amministrazione di Putin. Mettere un proprio uomo a quel livello per l’amministrazione sarebbe una vittoria epocale.

Al contempo, però, non ci si deve dimenticare dell’aspetto economico che assume l’intera faccenda. Per la Russia, Mosca è il centro finanziario, affaristico e amministrativo più importante, quello che influisce sullo sviluppo di tutto il resto del paese. Ufficialmente, la popolazione di Mosca conta 12 milioni di abitanti, che a livello non ufficiale sono 20. Mosca è una delle dieci città più grandi del mondo, vanta circa la metà delle banche presenti in tutta la Russia e le sedi centrali delle più grandi corporation. Mosca è una delle dieci città europee che si ritiene attirino il maggior numero di investitori. Il Pil della città supera i 300 miliardi di dollari, non meno di un sesto del Pil nazionale. Per conquistare il controllo su queste enormi risorse finanziarie, l’opposizione dovrebbe vincere almeno dieci elezioni governative nelle regioni chiave della Russia.

Tuttavia, le chance di vittoria a Mosca degli ideologi della protesta sono di gran lunga superiori a quelle di altre regioni. Il nucleo elettorale dell’opposizione si concentra proprio nella capitale. Mosca ha inviato decine e centinaia di migliaia di persone in strada a manifestare, laddove nei centri regionali più grandi nel migliore dei casi ne sono scesi un paio di migliaia.

Sergei Sobyanin, il candidato del Cremlino

Il sindaco in carica di Mosca, Sergei Sobyanin, non solo è il grande favorito, ma è anche colui che in buona misura ha dato inizio a questa sfida elettorale. Gli osservatori politici sono divisi nella loro valutazione sulla sua decisione di dimettersi in anticipo: alcuni sono stati colti proprio in contropiede, mentre altri hanno affermato che si aspettavano il colpo di scena. “Questi sono tutti segnali di un’attiva campagna di public relations e di una situazione in cui l’opposizione non ha avuto il tempo di maturare -afferma l’osservatore politico Mikhail Remizov. - Tutto ciò dimostra la presenza di una situazione abbastanza favorevole per indire le elezioni adesso, dato che al momento Sobyanin non ha alcun avversario forte”.

L’osservatore politico Alexei Makarkin ipotizza anche che Sobyanin abbia altri validi interessi. Dal suo punto di vista una vittoria in elezioni aperte, invece di una nomina piovuta dall’alto, conferirebbe a Sobyanin maggiore legittimità

Il sindaco dimissionario di Mosca ha già reso nota una serie di priorità di cui intende occuparsi se sarà rieletto, comprendenti alcune iniziative, che, come la realizzazione di parchi cittadini e di piste ciclabili, sono state accolte con favore dalla popolazione. Altri progetti, invece, come l’idea di pavimentare di mattoni i marciapiedi del centro città, sono stati accolti meno bene.

Foto: AFP / East News

Mikhail Prokhorov potrebbe essere
il principale rivale di Sobyanin
alle amministrative di Mosca
(Foto: AFP / East News) 

Mikhail Prokhorov, l’avversario più importante

Anche se per la stampa straniera la scoperta principale della stagione scorsa è stato Alexei Navalny, per gli osservatori interni la figura più interessante è sicuramente quella di Mikhail Prokhorov, l’uomo d’affari miliardario, il fondatore del partito Piattaforma Civica. Egli ha messo insieme una squadra molto forte di intellettuali indipendenti e originali che, cosa quanto mai importante, non sono stati infangati dalle macchinazioni politiche dei sostenitori. Prokhorov dovrebbe pertanto essere l’avversario principale di Sobyanin.

Ciò nonostante,  il 16 giugno 2013, Prokhorov ha annunciato che non prenderà parte alla competizione elettorale, affermando di non avere il tempo di rendere la sua azienda conforme ai requisiti richiesti ai candidati per la  posizione di sindaco, il che implica tra altre cose il trasferimento in Russia di tutti i beni che possiede all’estero.

“Nel tempo a disposizione non sono in grado da un punto di vista tecnico di procedere a un trasferimento pulito e di qualità dei miei asset”, ha affermato, infatti, Mikhail Prokhorov. Il ricco uomo d’affari  ha al contempo criticato l’idea stessa di indire elezioni anticipate e ha detto che il Partito Russia Unita “ha fatto di tutto per non permettere a Piattaforma Civica di partecipare come candidato di punta alle elezioni a sindaco”.

Invece di prendere parte alla competizione elettorale per il posto di sindaco, Prokhorov ha deciso di prepararsi per le elezioni della Duma cittadina previste per il 2014. Ha detto che controllare l’assemblea legislativa è più importante che ottenere  il posto di sindaco.

In risposta alle accuse di Prokhorov, Russia Unita ha fatto notare che per l’imprenditore “gli asset all’estero si sono rivelati più importanti degli interessi degli elettori”. I sostenitori di Prokhorov hanno definito scontato l’esito delle elezioni e tutti i candidati, a eccezione di Sobyanin, semplici disturbatori.

In tutta sincerità, si deve ammettere che molti di loro appaiono proprio disturbatori a tutti gli effetti. Ma non il leader della nuova ondata all’opposizione, Alexei Navalny.

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Alexei Navalny, il giorno del giudizio per il movimento di opposizione

Foto: AP

Le priorità elettorali di Alexei Navalny sono le infrastrutture (Foto: AP)

Le imminenti elezioni a Mosca promettono di essere lo scontro più importante del 2013 tra il potere al governo nella persona di Sobyanin e l’opposizione rappresentata da Alexei Navalny. Il programma di quest’ultimo non è stato ancora reso noto, ma alcune rivelazioni non ufficiali lasciano intendere che il leader dell’opposizione abbia in mente di fare dell’infrastruttura della città una priorità. Sobyanin, per esempio, non è riuscito a risolvere il problema dei trasporti, e Navalny pensa di sfruttare questo flop come un asso di briscola.

Finora nessuno dei test della grande battaglia in arrivo ha portato a Navalny risultati apprezzabili. Le elezioni nelle città vicine a Mosca e quelle regionali si sono invariabilmente concluse con la vittoria dei candidati del partito al governo, Russia Unita. L’opposizione dovrà mobilitare tutte le sue risorse per modificare questo trend e chiamare alle armi tutti i suoi sostenitori. Al tempo stesso Navalny dovrà rivolgere il suo “appello urgente” in questi mesi estivi, proprio quelli in cui la cosiddetta classe dei creativi è in vacanza fuori dalla capitale.

Spider e gli altri, la corsa degli ultimi arrivati

Foto: Itar-Tass

Sergei "Spider" Troitsky ha corso due volte alle amministrative in Russia con poco successo (Foto: Itar-Tass)

Vale la pena notare in ogni caso che le chance di Navalny sono superiori a quelle di altri partecipanti a queste elezioni.

 

Un secondo scaglione ha annunciato la sua intenzione di candidarsi e fare una campagna elettorale in modo più efficiente del nucleo dell’opposizione. I primi ad annunciare le loro ambizioni a candidarsi alla poltrona di sindaco sono tre moscoviti che hanno deciso di correre presentandosi da soli. È arrivata poi anche la candidatura dello scandaloso musicista Sergei Troitsky, meglio noto col nome di  “Spider”. Egli si è già candidato a sindaco due volte nei sobborghi alla periferia di Mosca, a Zhukovsk e Khimki, ma senza ottenere risultati di rilievo.

 

Nella prima settimana dopo l’annuncio delle elezioni anticipate, i candidati di quattro partiti dell’opposizione hanno dichiarato la loro intenzione di cimentarsi alle elezioni. Tuttavia,  nessuno dei pezzi grossi politici ha deciso di prendere parte a questa competizione. L’unica eccezione è il veterano del partito comunista Ivan Melnikov. Di conseguenza, la maggior parte degli  osservatori prevede che la vera sfida si disputerà tra Sobyanin e Navalny.

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