L’esercito è a caccia di esperti in tecnologie informatiche

Le nuove reclute impareranno a sparare con armi automatiche, seguiranno corsi base di combattimento a terra e le procedure da seguire in caso di difesa o di attacchi (Foto: AP)

Le nuove reclute impareranno a sparare con armi automatiche, seguiranno corsi base di combattimento a terra e le procedure da seguire in caso di difesa o di attacchi (Foto: AP)

In occasione di un incontro con i rettori delle più importanti università russe, il ministro russo della Difesa Sergei Shoigu ha fatto un annuncio alquanto inatteso

“Abbiamo dato inizio a una vera e propria caccia agli esperti in tecnologie informatiche”: è con questa notizia sorprendente che il ministro russo della Difesa ha letteralmente stupito i suoi invitati. Sergei Shoigu, tuttavia, ha immediatamente precisato che è necessario intendere la parola "caccia" nel senso positivo del termine.

Nei prossimi cinque anni, l’esercito avrà in effetti sempre più bisogno di programmi software diversi, e i militari dei dipartimenti per la ricerca prenderanno parte alla loro messa a punto. Secondo il ministro, le formule matematiche diventano sempre più complicate e occorre tradurle in “concetti, dati accessibili e cifre, grazie a rapidi indici informatici, come accade nel settore finanziario”. Oltretutto, le forze armate devono portare a termine un gran numero di mansioni in un lasso di tempo molto breve.

“Dobbiamo assolutamente superare questa specie di immobilismo, dando vita a una nuova generazione di persone che faranno progredire la ricerca militare nell’ambito dei settori scientifici”, ha sottolineato Shoigu.

Il ministro della Difesa ha scelto un momento molto opportuno per trasmettere il suo pensiero. In realtà, la selezione degli studenti volontari che lavoreranno al dipartimento scientifico dell’Accademia dell’aeronautica Yukowski e Gagarin si è conclusa. E la partecipazione è stata portata a tre persone per posto.

Sui 90 candidati, l’esercito ha mandato a Voronezh 35 soldati le cui ricerche universitarie concernono il settore della difesa. Le loro tesi sono state studiate da nove dipartimenti militari regionali e pubblici. Per Shoigu, il Dipartimento della Ricerca non comprende alcun raccomandato e non ne comprenderà mai. Coloro che non sono stati presi con il primo reclutamento sono stati ripescati tra le riserve. I loro servizi si renderanno probabilmente necessari quando i generali inizieranno a dar vita ai dipartimenti scientifici per la marina e le forze di difesa aeree e spaziali.

Shoigu ha precisato ai rettori delle università che le strutture e gli organigrammi dei servizi di ricerca erano già definiti. Gli studenti-soldato sono stati scelti per posti di comando di alto grado e come direttori della ricerca. Per esempio, è il comandante Viktor Merzlov, di 30 anni, a dirigere questo dipartimento alquanto insolito presso l’Accademia dell’aeronautica dal quale si è diplomato di recente. Le sezioni saranno dirette dagli ingegneri aeronautici e luogotenenti capi Oleg Strachko e Alexei Luzhgin, come pure dal luogotenente Maxim Stadnikov.

Le finalità, gli effettivi e perfino i nomi di queste unità sono per qualche aspetto unici. L’esercito non avrà più il servizio di comunicazione del modello dei processi idro-meteorologici e dei fenomeni di separazione dell’aria di alta e bassa pressione, nei quali presteranno servizio dodici studenti. E neppure i dipartimenti di sviluppo e perfezionamento della costruzione di mezzi aerei, motori aeronautici, equipaggiamenti da volo, navigazione e radiolocalizzazione (che ha integrato 13 persone) o sezioni di lotta informatica contro i mezzi nemici e di valutazione della tracciabilità e della protezione delle informazioni nei sistemi di controllo automatico (al quale si sono aggiunti 10 arruolati)

In ogni caso, sono state date alcune spiegazioni in relazione al lavoro stesso degli studenti. Gli ufficiali evidentemente non intendono esonerarli del tutto dalle regole dell’esercito: i giovani hanno pronunciato il loro giuramento il 10 luglio 2013, prima di iniziare il corso il giorno seguente. Le nuove reclute impareranno a sparare con armi automatiche, seguiranno corsi base di combattimento a terra e le procedure da seguire in caso di difesa o di attacchi.

Come qualsiasi altro soldato, gli studenti dovranno fare le corvè previste, sottoporsi agli  allenamenti fisici, e partecipare alle ispezioni mattutine e all’appello serale. Tuttavia, il principale obiettivo del servizio di questi soldati fuori dal normale, il loro compito di base, sarà quello di concentrarsi sul lavoro scientifico e la ricerca. La loro agenda comprenderà, quindi, una preparazione specifica nell’ambito dell’ingegneria, dello scontro a fuoco, del combattimento e così via.

I militari “scientifici” non rischiano tuttavia di condurre una dura vita in caserma. Tenuto conto che dovranno utilizzare i loro cervelli non soltanto durante il servizio, ma anche in seguito, queste giovani reclute beneficeranno di alcune comodità all’interno dell’accademia, in particolare avranno camerate a quattro posti letto. Ogni dormitorio è già dotato di un computer. Inoltre, non lavoreranno nelle aule dei corsi, ma nei laboratori dell’accademia.

“Il primo semestre sarà sperimentale. In seguito abbiamo già previsto, oltre alla selezione di studenti per il dipartimento scientifico, la commessa di lavori di ricerca e sviluppo”, ha precisato Shoigu ai rettori dell’università.

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