Com'è andato il primo anno del governo Medvedev?

Il primo ministro Dmitri Medvedev, in carico a capo del governo dal maggio 2012 (Foto: Reuters)

Il primo ministro Dmitri Medvedev, in carico a capo del governo dal maggio 2012 (Foto: Reuters)

Gli esperti danno valutazioni discordanti sui dodici mesi di lavoro del premier e del suo esecutivo

Gli esperti danno valutazioni discordanti sul primo anno di lavoro del governo Medvedev. Tutti concordano però sul fatto che il governo sia diventato tecnico, come era già successo durante il secondo mandato presidenziale di Vladimir Putin. Gli esperti ritengono che con Putin Presidente sia possibile solo questo tipo di governo: intorno a lui non vi possono essere altri protagonisti indipendenti della scena politica. Pertanto, anche le dimissioni del governo di Dmitri Medvedev per il momento non sembrano in vista.

"Fare il premier non è meno difficile che fare il Presidente", così lo stesso Dmitri Medvedev ha espresso la sua "prima osservazione emotiva" sul lavoro alla Casa Bianca. "La situazione attuale è una via di mezzo: non succede niente di drammatico, ma non succede nemmeno niente di buono. E questo, probabilmente, è ciò che più di tutto fa innervosire la gente".  

"La complessa situazione economica" non è l'unica difficoltà con cui si è scontrato il governo di Dmitri Medvedev, osserva il direttore generale dell'Istituto Internazionale di Studi Politici (Iipe) Evgenij Minchenko nella sua relazione dal titolo "Un anno di governo di Dmitri Medvedev. Risultati e prospettive".

Secondo la valutazione dell'esperto, "tutta la verticale del potere esecutivo è sotto il diretto controllo del Presidente".  Ricordiamo che una serie di ex ministri hanno ottenuto incarichi come assistenti e consiglieri del Presidente Putin e l'ex ministro dello Sviluppo economico Elvira Nabiullina, dopo un anno di attività come collaboratrice di Putin, sta per diventare presidente della Banca Centrale della Federazione Russa. 

Minchenko osserva anche che "il governo di Medvedev fin dal suo esordio si è trovato a lavorare in condizioni estremamente più difficili di quelle del governo Putin nel 2008". Vladimir Putin a suo tempo era diventato premier in seguito a una tornata di elezioni parlamentari favorevoli al partito al potere. Dmitri Medvedev invece è diventato premier dopo le elezioni in cui il partito di governo ha perso posizioni, benché il suo capolista in campagna elettorale fosse lo stesso Medvedev. Inoltre, subito dopo le elezioni sono iniziate delle proteste di massa. 

Per giunta, il governo ancor prima di essere formato ha ricevuto dal nuovo Presidente il compito di rendere esecutive le disposizioni presidenziali del 6 maggio 2012. Gli esperti ancora oggi dubitano che queste disposizioni possano essere attuate nel loro insieme.

L'ex ministro delle Finanze Alexei Kudrin, nel suo intervento alla "Tribuna aperta" del partito Russia Unita, ha dichiarato che ad esempio il decreto presidenziale sull'aumento dei salari dei dipendenti statali potrà essere attuato solo rinunciando al miglioramento del clima per gli investimenti previsto da un altro dei decreti di maggio. Inoltre, il presidente della Corte dei Conti ha reso noto che per l'attuazione dei decreti presidenziali serviranno in totale 700 miliardi di rubli (equivalenti a oltre 23 miliardi di dollari).

Tutte queste complicazioni sono in parte responsabili del calo del rating della fiducia al governo di Dmitri Medvedev, registrato da tutte le principali agenzie di indagini sociologiche del Paese. Se nel maggio 2012 l'azione del governo, secondo i dati del Centro Levada, era approvata dal 53 per cento dei cittadini russi, ora questa percentuale è scesa al 44 per cento.  La quota degli insoddisfatti è salita al 55 per cento, contro il 46 per cento dell'anno scorso. 

Anche un altro centro di ricerche, Vtsiom, registra un calo della fiducia nei confronti del governo. "Questo cambiamento in un certo senso è nell'ordine delle cose", è l'opinione del direttore Valerij Fëdorov. Ora il Presidente è Vladimir Putin. E "quando è in carica il Presidente Putin, la società, già dal 2003 a questa parte, percepisce il governo come un organismo tecnico".

Il cambiamento nell'atteggiamento verso Dmitri Medvedev significa che dopo aver perso lo status di capo dello Stato, egli ha "smesso anche di essere visto come una figura politica a sé stante", spiega il presidente dell'Istituto di Sviluppo Contemporaneo (Insor) Igor Yurgens. N

egli anni del suo mandato presidenziale, Medvedev si è guadagnato la fama di liberale, ricorda l'esperto. Per questo "l'ala liberale dell'élite di potere" sperava in un suo secondo mandato presidenziale. Dmitri Medvedev invece si è messo a capo del partito Russia Unita dichiarando pubblicamente di essere un conservatore. "E poi è rimasto nella squadra di Vladimir Putin, intorno al quale non ci possono essere figure politiche indipendenti", è l'opinione di Yurgens. 

Pertanto, quasi nessuno degli esperti prevede le dimissioni dell'attuale governo. "È possibile che si dimettano dei singoli ministri", è il parere del direttore del Centro di informazione politica (Cpi) Alexei Mukhin. D'altronde, le decisioni dei dirigenti dipenderanno interamente dalla situazione economica, come sottolinea Evgenij Minchenko.

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