Opposizione a intermittenza

Il governo russo sembra essere riuscito a isolare i suoi contestatori più attivi. La marcia del 6 maggio 2013 a Mosca e a San Pietroburgo dimostra questa tesi

Il 6 maggio 2013 si è svolta la manifestazione organizzata dal movimento di opposizione russo per ricordare la grande protesta di massa svoltasi l'anno prima in piazza Bolotnaja a Mosca e conclusasi con violenti scontri tra i manifestanti e la polizia.

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della marcia a
San Pietroburgo

Secondo i dati della polizia, al meeting hanno preso parte circa 8mila persone. I dati diffusi dagli organizzatori parlano invece di 30mila manifestanti riuniti in piazza, nei pressi del Cremlino.

Diverse anche le valutazioni su quale sia il posto che il movimento di opposizione al governo è riuscito a conquistare nel panorama politico a un anno di distanza dalle contestazioni di massa moscovite.

La manifestazione di quest'anno è stata organizzata dal Comitato Coordinativo dell'opposizione, un'istituzione nata nel settembe 2012, i cui membri sono stati scelti in base ai risultati di regolari elezioni popolari svoltesi in Rete.

Tale Comitato Coordinativo avrebbe dovuto diventare l'organo di rappresentanza delle varie forze di opposizione russa, incaricato di condurre il dialogo col governo.

Alla fine di aprile 2013, durante il programma di “linea diretta” col Presidente trasmesso dalle maggiori emittenti televisive russe, Vladimir Putin ha dichiarato di essere disponibile al dialogolo con l'opposizione. “Tuttavia alcuni esponenti dell'opposizione stanno evitando il confronto diretto”, ha concluso Putin.

Lo stesso emerge dall'intervista rilasciata all'emittente statale Russia 24 dall'addetto stampa del Presidente, Dmitri Peskov, secondo il quale non è possibile dialogare con l'opposizione dal momento che “non è possibile dialogare col vuoto”. A suo parere, gli oppositori del regime non hanno ancora né un programma serio e costruttivo, né dei leader veri e propri.

Durante i sei mesi trascorsi dal momento della nascita del Comitato Coordinativo, si sono svolti incontri regolari durante i quali i membri del comitato si sono occupati soprattutto di questioni organizzative e di esaminare singoli casi riportati dagli attivisti a proposito di svariate azioni intraprese dlle autorità ai danni dell'opposizione. Di fatto solo una ristretta cerchia di attivisti ha preso parte al lavoro del Comitato.

Secondo Boris Kagarlitskij, direttore dell'Istituto di Studi sulla globalizzazione e i movimenti sociali, la formazione stessa del Comitato può essere vista come un sintomo del fatto che il movimento di protesta sorto sull'onda delle elezioni parlamentari del 2011 è arrivato a un vicolo cieco.

“I leader della protesta hanno capito che stavano iniziando a perdere sostegno, senza però essere in grado di proporre dei nuovi obiettivi. Così hanno messo su una campagna elettorale per scegliere i membri del Comitato Coordinativo”, afferma Kagarlitskij.

L'incapacità del Comitato di formulare degli obiettivi articolati ha causato la presa di distanza di alcuni degli oppositori più in vista.

Il poeta Dmitri Bykov, star delle manifestazioni del 2012 e membro del Comitato, sembra essersi ormai concentrato sulla propria attività artistica e si occupa di lotta politica solo in modo indiretto.

La notizia del matrimonio di Ksenia Sobchak, conduttrice televisiva e membro del comitato, è stata interpretata come un'altra defezione illustre dal movimento, dato che si presuppone un suo maggiore coinvolgimento nella vita privata piuttosto che in quella politica.

Intanto, mentre i membri del Comitato si riunivano, le autorità si sono date da fare per isolare alcuni personaggi chiave del movimento di protesta e metterli in condizioni dei influire il meno possibile sull'opinione pubblica. Alcuni dei leader dell'opposizione si sono infatti ritrovati improvvisamente coinvolti in provvedimenti penali, sia legati direttamente alla loro attività politica che imbastiti su presunti “crimini” di altra natura.

In particolare nel tribunale di Kirov, capoluogo di una delle regioni della Russia, si sta attualmente svolgendo il processo che vede uno dei leader dell'opposizione, Alexei Navalny, imputato per truffa. Ricordiamo che Navalny era diventato famoso in seguito alla sua campagna per smascherare i vergognosi casi di corruzione tra le più alte sfere del potere.

Un altro membro del Comitato, l'attivista di sinistra Sergei Udaltsov, si trova al momento agli arresti domiciliari con l'accusa di aver ricevuto dei soldi dai servizi segreti georgiani, sulla base di alcune registrazioni video realizzate con videocamere nascoste.

Il giornalista Oleg Kashin (il cui nome è diventato abbastanza famoso anche sulla stampa estera in seguito al violento pestaggio di cui è stato vittima nel 2010), anche lui membro del Comitato Coordinativo, ha ammesso che ultimamente molti attivisti hanno perso interesse per il movimento di opposizione. Tuttavia, secondo Kashin, nonostante il “carattere intermittente” dell'attività del Comitato, esso resta a tutti gli effetti l'organo di rappresentanza dell'opposizione.

E al momento opportuno il Comitato sarà in grado di condurre il dialogo con le autorità. Secondo Kashin il numero 1 dell'opposizione, che potrà farsi portavoce del movimento nel confronto col governo, è tuttora Alexei Navalny. “Negli ultimi mesi era sembrato che il ruolo di leader politico gli pesasse troppo, ma credo che il processo in corso a Kirov l'abbia molto scosso”, afferma Kashin.

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