Putin in tv risponde ai cittadini

Il Presidente russo Vladimir Putin risponde alle domande dei cronisti al termine della diretta televisiva (Foto: Konstantin Zavrazhin/RG)

Il Presidente russo Vladimir Putin risponde alle domande dei cronisti al termine della diretta televisiva (Foto: Konstantin Zavrazhin/RG)

In una diretta di quasi sei ore il Presidente russo ha accolto le domande della popolazione, parlando di politica, economia e società, con un riferimento anche all'Italia

Quasi sei ore di diretta. A tu per tu con i cittadini, per rispondere ad alcune delle domande (quasi tre milioni) arrivate in studio. Nell'incontro annuale in tv con la popolazione (il primo dopo il suo ritorno al Cremlino) il Presidente russo Vladimir Putin il 25 aprile 2013 ha parlato di corruzione, riforma delle pensioni, rapporti con l'Occidente e gli Stati Uniti. Dando spazio, nelle sue risposte, anche all'Italia. "A noi servono cittadini attivi come voi. Anche la vecchia guardia è importante. Prendiamo l'Italia: è stato scelto Napolitano, che ha 88 anni", ha affermato Vladimir Vladimirovich, rispondendo a una domanda sui servizi di pubblica utilità, formulata da un cittadino 85enne residente a Omsk.

Durante il suo discorso Putin ha affrontato anche le relazioni tra la Russia e l'Occidente, Stati Uniti in primis. Dopo aver ringraziato gli Usa per il sostegno concesso alla Federazione per entrare a far parte dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, il numero uno del Cremlino non ha risparmiato qualche commento in merito all'approvazione della Legge Magnitsky, che impone delle restrizioni ad alcuni funzionari russi.

L'intervento si è poi spostato sul recente attacco terroristico avvenuto a Boston. "Questa tragedia dovrebbe spingere gli Stati a collaborare in maniera reciproca per evitare nuove minacce", ha affermato Putin, ricordando che la Russia stessa è stata più volte vittima dei terroristi.

Per dodici minuti il programma si è poi concentrato sul dibattito con l'ex ministro russo delle Finanze Alexei Kudrin, licenziato nel settembre 2011 dall'allora Presidente Dmitri Medvedev. Kudrin ha incalzato Putin su questioni di carattere economico. Il Presidente ha sottolineato che la recessione in Europa, primo partner commerciale della Russia, è stata alla base del rallentamento della crescita nella Federazione. 

Nel frattempo, mentre il leader del Cremlino rispondeva alle domande della popolazione, in un tribunale di Mosca l'esponente dell'opposizione Konstantin Lebedev veniva condannato a due anni e mezzo di prigione per i disordini di massa avvenuti il 6 maggio 2012. "Non è stato condannato per le sue idee politiche, ma per aver violato la legge", ha affermato Putin, rispondendo a una domanda di Alexei Venediktov, caporedattore della radio Eco di Mosca. "Coloro che combattono la corruzione dovrebbero avere la coscienza cristallina", ha aggiunto poi Putin parlando di Alexei Navalny, il blogger esponente dell'opposizione coinvolto nel caso Kirov.

In merito ai risultati ottenuti dal governo, Putin ha sottolineato la crescita dei salari e l'introduzione del sostegno fiscale alle donne che mettono al mondo un terzo figlio in alcune regioni del Paese. 

A Putin è stato inoltre chiesto se fosse possibile che il ministro russo della Difesa Sergei Shoigu, il terzo uomo politico russo più popolare del Paese, potesse essere il suo futuro successore. "Sarà il popolo a decidere", ha risposto il Presidente, ribadendo poi il suo impegno nella lotta alla corruzione.

Il dibattito è poi caduto sul caso Berezovsky, morto nel Regno Unito nel marzo 2013, e su alcune lettere che il defunto avrebbe scritto prima di morire. "Non vorrei affrontare questo argomento - ha affermato Putin -. Ma non posso evitarlo. Ci sono state due lettere. Si tratta di missive di carattere personale, anche se non avevo rapporti molto stretti con lui". Secondo quanto riportato dal Presidente, la prima lettera sarebbe stata ricevuta nella prima parte dell'anno, la seconda dopo la sua morte. "Aveva scritto di aver commesso molti errori, si era scusato e chiedeva di poter tornare in patria"

Quando gli è stato chiesto se permetterebbe la sepoltura di Berezovsky in Russia, Putin ha risposto: "Certo. Serve forse la mia autorizzazione?".

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