Navalny corre per le presidenziali del 2018

Il capo dell'opposizione Alexei Navalny, al centro, ha annunciato l'intento di correre per le presidenziali del 2018 (Foto: Ap)

Il capo dell'opposizione Alexei Navalny, al centro, ha annunciato l'intento di correre per le presidenziali del 2018 (Foto: Ap)

Il blogger russo sfida Putin e sogna il Cremlino: "Voglio cambiare questo Paese". Ma non rivela il suo programma elettorale

In un’intervista al canale televisivo Dozhd, il blogger Alexei Navalny, esponente dell’opposizione russa, ha detto di voler partecipare alle elezioni presidenziali del 2018. “Voglio essere Presidente. Voglio cambiare la vita di questo Paese. E il suo sistema di governo”, ha affermato Navalny, rispondendo a una domanda del giornalista.

In merito al suo programma elettorale, Navalny non ha rivelato molti dettagli, limitandosi a dire che “è sufficiente essere onesti e non rubare”.

Avvocato di formazione, Alexei Navalny è diventato celebre grazie alle sue iniziative contro la corruzione. Dall’autunno 2011 ha iniziato a partecipare a diverse attività dell’opposizione, divenendo uno degli organizzatori delle manifestazioni di protesta che si sono svolte in Russia a seguito delle elezioni parlamentari 2011 e presidenziali 2012.

Secondo un sondaggio del Centro Levada, realizzato alla fine di marzo 2013 su un campione di 1.601 persone in 45 diverse regioni del Paese, il 37 per cento dei russi conosce Navalny, ma solamente l’1 per cento si dice disposto a votare per lui. Il 38 per cento si è pronunciato in maniera negativa.

“È molto importante poter contare su un servizio di comunicazione, su mezzi finanziari e amministrativi, così come su una squadra e su un sostegno elettorale - ha dichiarato a Russia Oggi Irina Khakamada, candidata alle presidenziali del 2004 -. Se dispone di tutto ciò, e veramente vuole essere eletto, allora non gli resta altro da fare che avere carisma e un programma costruttivo. Ma Navalny non possiede tutte queste risorse”.

“Lo dico perché secondo me ha altre cose in testa - ha aggiunto la Khakamada -. Per quanto mi riguarda, io non mi ero lanciata nella campagna presidenziale per vincere. Ma per consolidare la protesta liberale”. Se Navalny si ponesse questi obiettivi, allora ce la potrebbe fare. Diversamente da molti altri, non è solamente un personaggio carismatico, ma con le sue rivelazioni ha fatto crollare funzionari e deputati. “Ha ottenuto risultati concreti nella sua lotta alla corruzione. Ha carisma. Il suo programma non è quindi così tanto importante. La sua attività e la sua personalità potrebbero essere sufficienti per consolidare la sua base elettorale”, ha precisato Irina Khakamada.

Tuttavia, secondo lei, le possibilità di diventare Presidente sono molto scarse. “La popolazione non è pronta -, spiega, sottolineando che gli elettori potrebbero essere più inclini a dimostrare il loro malcontento alle elezioni parlamentari. - Quando si parla delle figura del Presidente, la maggioranza della popolazione si rivela molto conservatrice”.

Anche i rappresentanti dei partiti sono convinti che Navalny abbia poche possibilità. “Potrebbe forse contare su una base liberale di destra, pari al 5-7 per cento”, ha affermato a Ria Novosti il deputato comunista Sergei Obukhov.

Vladimir Ovsyannikov, deputato del partito liberal-democratico, sostiene che la popolarità dell’oppositore oscilli oggi tra il 10 e il 13 per cento all’interno di una ristretta cerchia, “perlopiù orientata verso una democrazia filo-occidentale e liberale”.

“Secondo me, però, i minatori, coloro che lavorano nel settore metallurgico, gli agricoltori e i contadini, ovvero la maggior parte della popolazione, per adesso si interessano poco di Navalny”, ha concluso Ovsyannikov.

Le accuse penali contro Navalny costituiscono un altro ostacolo nella sua corsa verso il potere. Il prossimo processo è atteso per la metà di aprile 2013. Se Navalny verrà dichiarato colpevole, rischia fino a dieci anni.

Insieme a suo fratello, Navalny è anche accusato di furto alla società Yves Rocher Vostok pari a 55 milioni di rubli (circa 1,43 milioni di euro). Il blogger, inoltre, deve ancora essere processato per le proteste di massa in piazza Bolotnaya, avvenute nel maggio 2012. Navalny respinge le accuse, sostenendo che si tratta di un modo per mettergli i bastoni tra le ruote nella corsa alle elezioni.

Il parlamento nel frattempo sta studiando un progetto di legge, proposto da Vladimir Putin, secondo il quale i cittadini condannati per reati più o meno gravi non possono presentarsi alla elezioni. “Rendendo pubblico il suo progetto politico, Navalny dimostra di non voler fare marcia indietro – ha affermato il politologo Yuri Kurgunyuk -. Vuole lanciarsi in questa battaglia per trarne dei benefici politici”.

Ricordiamo che le prossime elezioni presidenziali in Russia si terranno nel 2018.

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