Dalle inchieste alle nuove leggi, parte la lotta alla corruzione

L'ex ministro della Difesa Anatoly Serdyukov, secondo da destra, silurato nell'autunno 2012 per via di un'inchiesta (Foto: Reuters)

L'ex ministro della Difesa Anatoly Serdyukov, secondo da destra, silurato nell'autunno 2012 per via di un'inchiesta (Foto: Reuters)

Putin ha messo il tema in cima alle priorità del suo mandato. Solo nel 2012 i tribunali hanno avviato 20.700 cause penali, ma la sensazione è che sia emersa solo la punta dell'iceberg

Le autorità russe riconoscono che l’alto livello di corruzione rappresenta la minaccia numero uno per l’economia. Arginare il problema è una delle priorità indicate da Vladimir Putin per il suo mandato presidenziale.

Tra le indagini più rilevanti degli ultimi mesi, da ricordare quella sull’azienda “Oboronservice” legata al Ministero della Difesa. Tra i testimoni, l’ex ministro della Difesa Anatolij Serdjukov, costretto a dare le dimissioni nell'autunno 2012. I garanti dei diritti avevano riscontrato alcune infrazioni anche durante la preparazione del summit dell’Apec, tenutosi a Vladivostok nel settembre 2012.

Nel 2012, secondo dati ufficiali, i collaboratori del Comitato d’indagine russo che si occupano delle inchieste sui reati più gravi hanno aperto in nove mesi circa 20.700 cause penali di carattere corruttivo, vale a dire quasi 7mila in più rispetto all’anno prima. La lotta alla corruzione viene portata avanti anche a livello legislativo, a cominciare dal disegno di legge presentato all’inizio del 2013 dal presidente della Camera bassa della Duma, con il divieto di conti esteri per gli impiegati statali e i loro parenti. Il divieto si estende anche i deputati del Consiglio federale, ai giudici federali e ai manager delle grandi holding pubbliche.

A inizio 2013 è entrata in vigore la legge “Sul controllo per la conformità tra le spese delle persone che ricoprono incarichi statali e altre persone e i loro redditi”, che obbliga i funzionari a rendicontare entrate e uscite dei membri delle loro famiglie. Se un funzionario presenta dati falsi o se vengono alla luce incongruenze tra i redditi e le spese l’accusato può anche essere estromesso dal servizio.

Alcuni analisti sottolineano, comunque, che queste misure toccano soltanto singoli funzionari. Aleksandr Konovalov, capo dell’Istituto russo di Valutazioni strategiche, si spinge a parlare di una guerra tra clan. Galina Okorokova, membro della Camera civile e del Consiglio per l’opposizione alla corruzione, rileva che molti interpretano quanto sta avvenendo come una campagna di sensibilizzazione e non una vera e propria guerra alla corruzione, per cui propone un'azione più incisiva e controlli diffusi.

L'articolo è stato pubblicato nell'edizione cartacea di "Russia Oggi" del 28 marzo 2013

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