La Russia inizia la “deoffshorizzazione”

Le autorità russe terranno d'occhio la questione della proprietà dell'aeroporto internazionale di Domodedovo di Mosca (nella foto) (Credit: RIA Novosti / Ilya Pitalev)

Le autorità russe terranno d'occhio la questione della proprietà dell'aeroporto internazionale di Domodedovo di Mosca (nella foto) (Credit: RIA Novosti / Ilya Pitalev)

Il governo sta preparando una legge che obbligherà a rendere noto il reale proprietario di qualsiasi compagnia offshore in possesso di strutture strategiche in Russia. A essere coinvolto per primo l’aeroporto internazionale Domodedovo

I proprietari di strutture strategicamente importanti iscritte presso giurisdizioni estere dovranno registrarsi di nuovo in Russia oppure rendere noto il beneficiario finale; questi gli esiti della seduta con il premier Dmitri Medvedev del 6 marzo 2013, come riferito da un partecipante all’incontro e confermato da un collaboratore del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo.

“Occorre apportare delle modifiche alla legislazione, in modo che i complessi infrastrutturali non possano appartenere a persone che non conosciamo - spiega l’addetto presente alla seduta. - Non si sta parlando di un divieto, vogliamo che, se anche gli stranieri possiedono queste strutture, lo facciano attraverso una persona giuridica russa e se invece sono in mano nostra non vengano chiuse”.

Il funzionario del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo ha confermato che il processo di deoffshorizzazione degli impianti strategici ha preso il via, ma entrambi gli interpellati si sono rifiutati di parlare delle tempistiche e di quali leggi dovranno subire rettifiche. “Le aziende avranno il tempo necessario per sbrigare le formalità”, ha tranquillizzato il funzionario.

La motivazione ufficiale dell’incontro è stata la questione dei proprietari dell’aeroporto Domodedovo. “[Dopo l’attentato terroristico a Domodedovo dell’inizio del 2011 il Presidente] Medvedev ha ordinato di chiarire chi fosse il vero proprietario dell’aeroporto e il compito non è stato portato a termine. La legislazione non era sufficiente”, si lamenta il collaboratore.

Il viceprocuratore generale Aleksandr Buksman all’epoca aveva detto che non erano riusciti a trovare l’ultimo tassello che avrebbe permesso di indicare il proprietario dell’aeroporto. In quel momento l’operatore di punta di Domodedovo, la DME Ltd, registrato sull’Isola di Man, aveva fatto una Ipo (Offerta pubblica iniziale, ndr), definendo come suo unico proprietario il capo del Consiglio direttivo Dmitri Kamenshik.

In seguito però la Ipo era stata revocata e Kamenshik aveva dichiarato di essere un manager stipendiato. “Non è possibile immaginare che l’aeroporto di New York appartenga a un gruppo di persone di cui il sindaco della città non sa nulla, figuriamoci l’Fbi”, racconta sdegnato il partecipante dell’assemblea.

“Domodedovo punta al titolo di aeroporto principale dei Mondiali di calcio del 2018 - spiega un funzionario federale. - Ci saranno investimenti di molti miliardi presi dal bilancio. Rivelando il proprietario speriamo di indurre i beneficiari al dialogo”.

“Al momento della seduta a porte chiuse i rappresentanti di Domodedovo non erano presenti, pertanto non è possibile commentarne gli esiti - afferma il rappresentante della DME Ltd. - Riguardo al nocciolo della questione, Domodedovo ha sempre tenuto, e continuerà a farlo, una linea di rigorosa conformità alla legislazione russa”.

“Non ci sarà una legge a parte per Domodedovo, ci sarà una lista di impianti la cui registrazione dovrà essere effettuata in Russia”, comunica un portavoce del governo.

Ilja Rachkov, partner di King&Spalding, ipotizza che saranno introdotte delle modifiche nella legge sugli investimenti esteri e sulle Regole federali dell’aviazione (Fap): nel primo caso sono stati elencati 42 tipi di attività importanti per la difesa e la sicurezza; per quel che riguarda le Regole federali si è parlato di limitazioni per il possesso da parte degli stranieri di aeroporti e compagnie aeree. Rachkov però avverte che potrebbe esserci uno scontro con la Costituzione che contempla il diritto di proprietà e la libera impresa. Egli sostiene che il Paese dove è registrata l’offshore può notificare i beneficiari; la Russia potrebbe avviare l’istanza, ma le motivazioni devono essere sostanziali, come per esempio un’accusa di evasione fiscale.

I funzionari del fisco di Cipro possono richiedere informazioni sui beneficiari ai direttori e agli avvocati locali anche senza un’interpellanza, spiega Aleksandr Zacharov, partner della Paragon Advice; possono anche ostacolare la nuova registrazione di società come Domodedovo in altre giurisdizioni. Zacharov ricorda che nel 2012 i proprietari di Domodedovo hanno trasferito gli attivi dall’Isola di Man (DME LTd.) a Cipro (società Verulia).

Un’altra misura ancora potrebbe aiutare a svelare i beneficiari di Domodedovo. Il Ministero delle Finanze ha proposto al governo di richiedere ai Paesi “a tasse basse” che ricevono crediti russi tutte le informazioni possibili su fondatori e beneficiari delle corporation, dei trust e dei fondi, come è stato riferito da Finmarket e confermato a Vedomosti dal funzionario federale.

Cipro guarda caso rientra in questa categoria, avendo ricevuto 2,5 miliardi di dollari dalla Russia e continuando a chiederne altri 5,5.

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