Lotta alla corruzione, avanti tutta

Anche la piazza chiede misure contro la corruzione (Foto: AFP / EastNews)

Anche la piazza chiede misure contro la corruzione (Foto: AFP / EastNews)

I legislatori non hanno più remore a privare i loro colleghi della Duma dell'immunità parlamentare che li rende non perseguibili penalmente

Gli esperti ritengono che la Duma abbia aperto un vaso di Pandora, sotto forma di campagna anti-corruzione, dopo che i colleghi deputati hanno destituito Gennady Gudkov dal suo incarico parlamentare nell'autunno del 2012. Dopo quel precedente, per i deputati nessuna immunità o seggio parlamentare è più al sicuro. Nell'attuale parlamento fioccano le accuse di corruzione mosse nei confronti di vari deputati.

L'attuale parlamento della Russia potrebbe facilmente passare alla storia: alla Duma non si era mai visto avanzare nei confronti dei deputati così tante accuse di violazioni della legge. Le accuse riguardano una vasta gamma di reati, dalle attività imprenditoriali illecite all'occultamento di patrimoni e alla frode.

I deputati che hanno destato i sospetti delle forze dell'ordine hanno perso progressivamente la loro immunità parlamentare. Alcuni di loro hanno dovuto persino rassegnare le dimissioni.

Ironia della sorte, anche Vladimir Pekhtin, capo della Commissione parlamentare sull'Etica pubblica e membro di spicco del partito di governo Russia Unita, è stato vittima di uno scandalo legato alla corruzione. Quando il famoso blogger e politico dell'opposizione Alexei Navalny ha denunciato che il legislatore possiede degli immobili in Florida, Pekhtin è stato costretto ad annunciare la sua intenzione di lasciare il seggio parlamentare.  

Navalny ha prodotto delle prove documentali, accusando Pekhtin e suo figlio Alexei di possedere due appartamenti a Miami, oltre a una casa con un appezzamento di terreno a Ormond Beach del valore di 2,2 milioni di dollari. Nessuno di questi immobili era presente nella dichiarazione patrimoniale ufficiale che il deputato e i suoi famigliari sono tenuti a presentare ogni anno.

Il post di accuse apparso sul blog di Navalny è stato condiviso più di 10mila volte su Internet, totalizzando 3.100 "Mi piace" su Facebook e oltre 2.000 re-tweet. 

Pekhtin ha respinto tutte le accuse e ha richiesto a un'apposita commissione della Duma che il suo caso venisse esaminato per giudicare se egli fosse colpevole di alcun illecito. Nonostante ciò, alla fine è stato costretto a dimettersi.

Secondo i suoi compagni di partito, l'ex deputato sarebbe intenzionato a recarsi negli Stati Uniti per dimostrare che gli immobili situati nel Paese non sono di sua proprietà. Lo scandalo immobiliare che ha coinvolto il deputato è solo una delle tante storie simili, sebbene sia quella più clamorosa. 

Quasi in contemporanea con lo scandalo di Pekhtin, ai politici dell'opposizione Konstantin Shirshov del Partito Comunista e Oleg Mikheev di Russia Giusta è stata revocata l'immunità parlamentare su richiesta della Procura Generale. Shirshov è sospettato di aver cercato di vendere un seggio parlamentare, mentre Mikheev deve rispondere dell'accusa della mancata restituzione di un ingente prestito per il quale si era fatto garante. Entrambi i parlamentari negano di aver commesso alcun illecito.

L'immunità parlamentare garantisce ai deputati della Duma di Stato di poter essere chiamati a rispondere penalmente solo previa autorizzazione della Duma.

Gennady Gudkov, membro di spicco dell'opposizione e rappresentante del partito Russia Giusta, è stato privato del suo status nell'autunno 2012, in seguito alle accuse di attività imprenditoriali illecite avanzate dalle forze dell'ordine. Il deputato di Russia Unita Alexei Knyshov è stato sospettato dello stesso reato e, poco dopo, ha lasciato la Duma di sua spontanea volontà. Gli esperti ritengono che i deputati stessi siano responsabili della campagna scatenata contro di loro dopo l'espulsione di Gudkov.

"Bisognava aspettarsi delle conseguenze alla Duma di Stato in seguito alla vicenda di Gudkov", dichiara Alexei Mukhin, direttore generale del Centro di Informazione Politica. Eppure, queste situazioni hanno origini diverse tra loro. Lo scandalo che ha coinvolto Pekhtin è la risposta dell'opposizione al "giro di vite" imposto dal partito di governo, mentre Shirshov e Mikheev sono stati vittime delle contese interne al partito e alla Duma di Stato.

Anche il vicepresidente del Centro di Tecnologie politiche Alexei Makarkin è d'accordo: "Anche se Gudkov ha spianato la strada alla possibilità di perseguire i legislatori, i tre casi più recenti non sono connessi tra loro".

"La sesta Duma ha dimostrato fin dal suo esordio che l'immunità parlamentare non poteva più essere data per scontata. In passato, i deputati si fermavano davanti all'idea di lasciar dimettere i loro colleghi, anche se il colpevole apparteneva a un partito politico diverso dal loro. C'era la volontà di fare squadra e rimanere uniti, e si pensava che revocare l'immunità di uno dei deputati avrebbe messo a repentaglio anche quella degli altri.  Ma l'espulsione di un politico dell'importanza di Gudkov ha fatto aprire il vaso di Pandora", spiega Makarkin.

"Da quel momento è entrato in gioco un fattore di ammissibilità: se si può eliminare un deputato, perché non si dovrebbe eliminarne un altro?", dice l'esperto. Le parti in gioco hanno cominciato a sfruttare quest'idea a proprio vantaggio.

Gli inquirenti per lungo tempo hanno raccolto prove contro alcuni politici; ora è venuto il momento di usarle. Non essendo riuscita a ottenere lo scioglimento della Duma, l'opposizione ha deciso di far fuori i deputati uno a uno, sostiene Mukhin.  

Entrambi gli esperti concordano sul fatto che la lotta alla corruzione all'interno del parlamento non si fermerà qui. "Molti deputati si pentiranno ben presto di aver votato la revoca del mandato di Gudkov, perché proprio quell'episodio ha creato un precedente", spiega Makarkin. 

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