I nuovi Nashi

Un attivista del movimento giovanile Nashi durante una manifestazione a Mosca pro-Putin (Foto: Ap)

Un attivista del movimento giovanile Nashi durante una manifestazione a Mosca pro-Putin (Foto: Ap)

Il movimento giovanile pro-Cremlino cambia pelle e obiettivi: si occuperà di integrazione sociale dei ragazzi e no-profit

Il movimento giovanile dei “Nashi” (I nostri, ndr), che ha ottenuto la notorietà grazie ad alcune provocatorie iniziative di carattere politico pro-Putin sarà sciolto. I mass media riferiscono che alla fine dell’anno 2013, al suo posto, verrà creata una nuova organizzazione giovanile con un altro nome e altri obiettivi.

Due funzionari del Cremlino hanno comunicato al giornale Vedomosti il previsto “reset” del movimento. Compito principale della nuova formazione sarà l’adattamento sociale dei giovani. Izvestija aveva riferito che la partecipazione dei rappresentanti dell’organizzazione a iniziative politiche come le proteste erano al momento da escludersi.

Il movimento dei “Nashi”, fondato nel 2005, ha ottenuto una certa notorietà in gran parte proprio grazie alle azioni politiche di massa, alle quali hanno preso parte fino a 100.000 persone.

Come ha sottolineato Vasilij Jakemenko, uno dei fondatori del movimento, i “Nashi” vedono la Russia come “il centro storico e geografico del mondo” la cui libertà è minacciata dall’“alleanza innaturale di comunisti, nazisti e liberali, riuniti nell’odio comune verso il nostro Presidente Vladimir Putin”.

Una delle azioni più su vasta scala del movimento è stata la manifestazione a sostegno di Vladimir Putin, tenutasi il 5 marzo 2012 sulla piazza del Maneggio il giorno dopo le elezioni presidenziali.

Come hanno fatto notare gli organi informativi il movimento dei “Nashi”, creato per dare sostegno all’amministrazione presidenziale, è stato chiamato a contrastare anche la minaccia di una “rivoluzione arancione” in Russia.

Molte delle loro imprese avevano un intento apertamente scandalistico: nel 2007 hanno picchettato l’ambasciata della Gran Bretagna a Mosca, accusando l’allora ambasciatore Anthony Brenton di finanziare l’opposizione russa; al Forum dei giovani del 2010 gli attivisti del movimento hanno allestito un’installazione composta da teste piantate su pali di alcuni leader russi dell’opposizione e di politici occidentali con in testa il berretto e la svastica nazista.

Tuttavia già nel 2008 il movimento ha iniziato a confluire in un conglomerato di organizzazioni che si occupavano di problemi meno globali dell’opposizione alla “rivoluzione arancione”.

Uno dei progetti si chiamava “I porci contro”: travestiti da maiali, gli attivisti del movimento facevano periodicamente dei raid nei supermercati per mostrare i prodotti sugli scaffali che erano andati oltre la data di scadenza.

Un’altra azione, anch’essa divenuta molto celebre è stata “Stopcham”, all’interno della quale gli attivisti lottavano per far rispettare le regole di comportamento stradale agli indisciplinati al volante.

Come riferito da Vedomosti, queste iniziative non faranno più parte del nuovo movimento; al suo posto compariranno singole organizzazioni no profit.

“Nel 2005 i Nashi hanno portato in piazza 50.000 persone per contrastare la minaccia arancione in Russia. Il 6 dicembre del 2011 soltanto loro sono scesi in piazza Majakovskaja a difendere i risultati delle elezioni. Nel 2012, 20.000 Nashi sono stati gli ultimi a combattere sulle piazze. Tutto quello che sta accadendo adesso in politica è una storia che si ripete - , queste le parole del fondatore del movimento, Vasilij Jakemenko, riportate da Vedomosti. - Perché compaia qualcosa di nuovo rispetto ai Nashi a livello di contenuto, bisogna cambiare il corso politico. Un corso politico vincente. Non penso che serva a qualcuno”.

“Il movimento dei Nashi si era posto due obiettivi: occupare le strade e allontanare i giovani dall’opposizione”, ha dichiarato il politologo Alexei Makarkin in un’intervista a Russia Oggi. Secondo l’esperto né l’uno né l’altro sono stati portati a termine ed egli ritiene che i poteri si occuperanno come prima della politica giovanile, ma che ora progetti simili manterranno un carattere più locale. 

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