Il futuro della Marina

Il battesimo del mare del sottomarino russo “Yuri Dolgoruki” (Foto: RIA Novosti / Pavel Kononov)

Il battesimo del mare del sottomarino russo “Yuri Dolgoruki” (Foto: RIA Novosti / Pavel Kononov)

Il comandante Viktor Chirkov parla dei progressi che arriveranno dalla riorganizzazione delle forze navali della Federazione Russa

Tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, due importanti eventi hanno avuto luogo nella città di Severodvinsk, nella regione di Archangelsk, presso il cantiere navale “Sevmash”. Per iniziare, alla Marina militare russa, è stato presentato il primo sottomarino nucleare lanciamissili balistici (SSBN) della classe “Borej” del progetto 995, entrato in servizio il 10 gennaio 2012 e dotato di 16 missili strategici Bulava-30 (SS-NM-30 secondo la classificazione Nato), ognuno dei quali trasporta dalle 6 alle 10 testate Mirv (Multiple Independently targetable Reentry Vehicles), dette anche testate multiple indipendenti.

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Il sottomarino porta il nome del fondatore di Mosca, il Principe “Yuri Dolgoruki”. Dopodiché, proprio nello stesso giorno, è stato varato un secondo sommergibile lanciamissili balistici (SSBN), il “Vladimir Monomakh”, e presto verrà presentato un altro sottomarino della classe “Borej”, ma leggermente più lungo: si tratta dello “Svjatitel Nikolaj”.

Vi è una ragione precisa per cui il nuovo sottomarino avrà uno scafo più lungo: lo “Svjatitel Nikolaj”, così come i sommergibili che verranno prodotti dopo di lui, ospiteranno a bordo non 16 bensì 20 missili “Bulava-30” con testate multiple indipendenti. Il nuovo progetto, chiamato 955A, rappresenta un miglioramento dell’originale 955.

Il resto dei sottomarini rimarrà uguale. La Russia si augura di poter contare almeno su quattro sottomarini lanciamissili balistici nei prossimi tre o quattro anni. Questi sottomarini trasporteranno, in totale, 68 missili. Il “Vladimir Monomakh” ha già iniziato le prove di ormeggio e in mare aperto, mentre ci si aspetta che anche un altro SSBN della classe “Borej” del progetto 955, l’“Aleksandr Nevskij”, entri presto in servizio.

Per il 2020, la Russia prevede di avere otto sottomarini che trasporteranno un totale di 148 missili balistici “Bulava”, che si uniranno ai sottomarini strategici dei progetti 667BDR “Kalmar” (Delta III) e 667BDRM “Delfin” (Delta IV).

Secondo il Comandante della marina russa, Viktor Chirkov, gli otto sottomarini della classe “Borej”, così come i sottomarini a propulsione nucleare della classe “Jasen’” del progetto 885 (il primo dei quali, il “Severodvinsk” dovrebbe essere varato nel 2013), i sottomarini a propulsione nucleare modernizzati della classe “Granit” del progetto 949 (in cui rientrava il “Kursk” affondato nel 2000) e le navi missilistiche pesanti a propulsione nucleare del progetto 1144 “Orlan” (compresa la nave ammiraglia della Flotta del Nord, “Petr Velikij”) costituiranno le basi delle forze di deterrenza russe.

In una recente intervista con i giornalisti, il Comandante ha commentato che il cuore di queste forze di deterrenza saranno le portaerei. “Accanto alla portaelicotteri d’assalto anfibio di produzione straniera (la francese Mistral), una portaerei di nuova generazione costituirà la base di queste forze”, ha detto Chirkov.

Il Comandante ha spiegato che, a differenza delle portaerei pesanti delle precedenti generazioni (come ad esempio la “Admiral Nikolaj Kuznecov”), la nuova portaerei dovrà essere una nave da combattimento versatile con una portata lorda superiore. Verrà equipaggiata con armi gestite da equipaggio umano o droni, che opereranno nell’aria, sulla superficie del mare, sott’acqua e probabilmente nello spazio. L’efficacia di queste imbarcazioni dipenderà dalla presenza, negli squadroni aerei, di velivoli di sorveglianza e puntamento, nonché di droni armati di ricognizione.

Il Comandante della Marina militare ha sottolineato che i piani per la creazione delle portaerei non prevedranno solo la progettazione e la costruzione di navi. “Si prevede di creare un vero e proprio complesso navale per le portaerei, che comprenderà, oltre alle imbarcazioni, i siti di stazionamento con le relative infrastrutture (inclusi gli impianti sociali, gli aerei e i centri di formazione per l’equipaggio), così come altri componenti. Dobbiamo gettare le basi, affinché la creazione di questo complesso venga portata a termine entro il 2020”, ha detto Chirkov.

Il nucleo delle forze militari di superficie della Russia, tanto sul lungo quanto sul corto raggio, sarà formato anche dalle fregate e dalle corvette dei progetti 22350 e 20380 e dalle loro relative modifiche. Alcune di esse sono in fase di costruzione nei cantieri navali di San Pietroburgo e Kaliningrad. “Le nuove imbarcazioni saranno di costruzione modulare, dotate di una vasta gamma di strumenti robotici”, ha proseguito Chirkov. Secondo il Comandante, la principale nave che solcherà gli oceani nel medio termine sarà un cacciatorpediniere di nuova generazione con un potenziale difensivo e di combattimento migliorato, che include anche un potenziale di difesa antimissilistica.

Chirkov ha inoltre rivelato che la prima nave di questo tipo sarà l'avanzata corvetta di difesa portuale. "L’imbarcazione è già in fase di sviluppo. Essa si occuperà di ricoprire una vasta gamma di attività normalmente richieste nelle aree costiere e attualmente operate da altre tipologie di navi e strutture. Vanterà una capacità di difesa antisommergibile, antimina, antinave e antiaerea e sarà in grado, a sua volta, di posizionare mine e di fornire supporto di fuoco alle forze d'assalto e alle truppe di terra nelle zone costiere”, ha dichiarato il Comandante.

Chirkov ha spiegato che la corvetta non è che una fase del processo che porterà la marina a utilizzare navi modulari con una portata lorda maggiore. Il modello modulare e l'automazione robotica dei sistemi di combattimento, inizialmente sviluppati per la corvetta di difesa portuale, saranno successivamente applicati ad altre navi, andando così a plasmare l'immagine della futura flotta russa.

Il comandante ha concluso parlando delle prospettive della marina militare russa. “Stando alle nostre previsioni, dopo il 2020, la marina diventerà una struttura di dimensioni enormi, composta da sottomarini autonomi senza equipaggio e da sistemi navali robotizzati, così come da speciali attrezzature posizionate sul fondale marino e impiegate per lo più da vettori sottomarini di diverso tipo e finalità”. Durante la seconda fase di sviluppo (dal 2021 al 2030), la marina si augura di completare la creazione e la messa in funzione di armi basate su nuovi principi fisici e di una nuova generazione di armi avanzate, che verranno applicate dalle forze navali per fini generali. Inoltre, ci sono dei piani per l’introduzione di velivoli imbarcati di allarme e controllo, velivoli imbarcati a pilotaggio remoto, nonché un complesso avanzato per l’aviazione imbarcata.

Secondo il Comandante della Marina: “In questo periodo vi sarà una transizione verso aeromobili a pilotaggio opzionale con equipaggio, (anche sulla base dei moderni complessi di trasporto aereo con equipaggio), mentre gli aerei della vecchia flotta verranno sostituiti da modelli aeronautici multifunzionali e da mezzi offensivi, tra cui i velivoli a pilotaggio remoto”.

Ovviamente, è difficile fare dei progetti per il dopo 2020. L’industria navale russa sarà in grado di portare a termine questi compiti? L’importante è che la Russia abbia finalmente capito quanto sia importante poter contare su una flotta potente ed efficace. C'è pertanto la speranza che i piani del Comandante Viktor Chirkov non rimangano solo una fantasia.

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